Un attivista per la pace chiede al governo israeliano di continuare le operazioni in Libano
Desiderare la pace e combattere per raggiungerla non implica il desiderio o la
volontà di autodistruggersi. Dall’altro lato, la voglia di vivere non implica
un’opposizione alla pace. La vita non è bianca o nera, ma la morale e l’etica
sì: può solo esistere l’etico e il non etico, il morale e il non morale. Hamas
combatte contro Israele allo stesso modo (e per gli stessi motivi) in cui l’OLP
combatteva contro Israele in passato. Hamas non vuole riconoscere Israele come
stato a meno che prima Israele non riconosca la Palestina come stato. Hamas non
è un avversario facile, ma tuttavia è quello con cui potremmo raggiungere un accordo.

L’organizzazione di Hamas uccise mio figlio Arik. Dopo molti colloqui con la
sua autorità, sono giunto alla conclusione che un accordo di pace vero e duraturo
con Hamas sia possibile. Purtroppo gli Usa, l’Europa e, ovviamente, Israele vedono
Hamas come un’organizzazione terrorista e, pertanto, non sono disposti ad alcun
tipo di dialogo. Prima ho scritto che Israele, a causa dell’occupazione del popolo
palestinese, sta commettendo atti di terrore giornalieri. Forse è il momento giusto
di riflettere un po’ su cosa sia il “terrorismo” e presentare un metodo per distinguerne
forme e tipi. Rapendo soldati e sparando missili da uno stato sovrano, ossia il
Libano, Hezbollah ha un solo obiettivo: attaccare un altro stato sovrano (Israele).
Questi attacchi sono volti a danneggiare e a spaventare le vittime. In questi
attacchi, l’intento maligno è evidente: l’intenzione di spaventare e uccidere
quanti più civili possibile per amplificare l’effetto degli attacchi su un altro
stato sovrano. In questi attacchi non c’era l’intenzione di liberare il Libano
dal controllo israeliano. In questi attacchi non c’era l’intenzione di combattere
Israele per non aver restituito le alture del Golan alla Siria, dato che Hezbollah
opera dal Libano e non dalla Siria. Come Nasrallah stesso ha affermato, l’unico
obiettivo di questi attacchi era quello di eliminare Israele e il sionismo. I
quotidiani atti terroristici di Israele ai danni dei palestinesi non vengono perpetrati
con un’intenzione maligna, ma soltanto a causa dell’assoluta stupidità e l’apparente
incapacità di porre fine a questa terribile situazione. E’ contro questa stupidità
che dobbiamo combattere e manifestare in modo positivo. Dobbiamo affrettare la
fine dell’occupazione in un modo che non ponga fine o danneggi la vita. Questo
è ciò per cui lavoro da anni ormai, troppi anni.
Quando un uomo causa la morte di un altro uomo, si apre un’inchiesta per capire
il movente dell’assassino: voleva veramente uccidere la vittima o è stato un incidente?
Se non c’era l’intenzione di uccidere la vittima, diventa un caso di omicidio
colposo, non di omicidio. Sebbene un’ulteriore indagine possa essere effettuata
per capire se la morte della vittima sia stata causata dalla negligenza da parte
dell’assassino, in ogni caso non si tratta più di omicidio. Nonostante il fatto
che la vittima non sia più morta nel caso di un omicidio rispetto a un caso di
omicidio colposo, siamo alle prese con un omicida. In altre parole, è chiaro che
è proprio il movente dell’assassino che determina la natura delle azioni e ciò
serve a definire l’atto come assassinio o omicidio colposo. Pur senza dubbio commettendo
atti di terrorismo, Israele non aveva intenzione di occupare la Palestina. E’
stato obbligato a farlo come risultato delle guerre a cui era stato obbligato
dall’Egitto e dalla Giordania. L’occupazione israeliana in Palestina continua
ancora oggi a causa della stupidità e al cattivo uso dell’ebraismo come giustificazione
per fare ciò (es., la promessa biblica di un Grande Israele, ecc.). Non sto giustificando
l’occupazione. Sto lottando per porre fine a tutto ciò.
Per più di 2000 anni noi ebrei abbiamo vissuto in esilio. Non avevamo un paese.
Alla fine, siamo riusciti a fondare lo stato di Israele nel 1948. Come nazione,
abbiamo patito molta oppressione ma abbiamo anche oppresso altri paesi. Meritiamo
di vivere in un nostro stato indipendente, così come americani, europei e arabi
vivono nei propri territori. Anche i palestinesi meritano di vivere in un loro
paese indipendente e questo è ciò per cui mi batto.
Quando lo stato d’Israele viene attaccato da un altro stato sovrano è obbligato
a difendersi. Purtroppo è anche vero che molti civili innocenti vengono uccisi
o feriti. Tuttavia Israele non può essere biasimato poiché colpa di quei terroristi
che considerano legittima la tattica di attaccare Israele usando scudi umani.
Hezbollah ha dimostrato che non solo non si preoccupa dei cittadini israeliani,
ma che non si preoccupa nemmeno di quelli libanesi. Israele ha il dovere di combattere
per garantire la propria sicurezza.
Sebbene io creda che i palestinesi meritino un proprio stato e che debbano lottare
per raggiungere quest’obiettivo, se venisse costituito uno stato palestinese che
decidesse di attaccare Israele dopo che noi abbiamo raggiunto pace e riconciliazione,
sarei il primo ad andare in guerra.
I civili libanesi dovrebbero soffrire per le conseguenze dell’aggressione di
Hezbollah? Questa è una questione morale fondamentale che deve essere affrontata
prima che si prenda qualsiasi decisione sulla guerra israeliana in Libano. Nessuna
organizzazione terroristica può crescere a tal punto senza l’aiuto dello stato
in cui opera. La decisione tragica e strategica dell’autorità libanese di non
fermare lo sviluppo di Hezbollah ha spianato la strada agli attacchi israeliani:
si è trattato solo di una questione di quando e quanto distruggere. I cittadini
libanesi, la maggior parte dei
quali sono sciiti e pieni di scuse verso Hezbollah, non possono incolpare Israele
per questi attacchi, ma dovrebbero puntare il dito
verso Hezbollah. Lasciamo che tutti coloro che appoggiano la fine della sofferenza
libanese si avvicinino a questi civili e facciano pressione su di loro affinché
smantellino la rete terrorista in mezzo a loro.

Un altro interrogativo a cui rispondere è per quanto tempo Israele combatterà
in Libano. Siamo caduti di nuovo nella sabbie mobili libanesi aprendo un altro
capitolo dell’occupazione israeliana in Libano? Israele non può permettersi di
vivere sotto costante minaccia, violenza e missili. Nel caso in cui Israele porga
l’altra guancia a queste aggressioni e cominci i negoziati con Hezbollah, deve
essere pronta a vivere in uno stato di estrema insicurezza, con aggressioni senza
fine e ricatti. Io, per esempio, non sono preparato ad avere uno stato israeliano
in queste condizioni e, pertanto, appoggio la continuazione delle ostilità in
Libano finché Hezbollah non perde la sua efficacia. Se Israele cessasse la sua
campagna proprio ora, ciò significherebbe una vittoria del terrorismo dappertutto,
non solo in Libano. Il mondo libero, il settore etico dell’umanità non possono
permettersi che un qualsiasi bastardo diventi re o che un’organizzazione terroristica
tenga delle popolazioni pacifiche prigioniere del proprio volere. Se non volete
terroristi non avete altra scelta che combattere il terrorismo.
Vorrei tornare alla differenza principale tra Hamas e Hezbollah. Hamas sta combattendo
per uno stato indipendente e vuole vivere in pace con Israele. Qualsiasi parallelismo
tra Hamas e Hezbollah sarebbe, dunque, tragicamente sbagliato. Finche non capiamo
che Hamas non è un’organizzazione terroristica, continueremo a combatterla anziché
negoziare con essa un accordo di pace basato su pace e riconciliazione.
Sì, lotto per la pace. Non per una pace soggetta a condizioni, ma per la vera
pace. Sì, mi oppongo strenuamente alla violenza contro civili innocenti. Tuttavia
mi preoccupo per la sicurezza e il benessere del mio popolo, del mio paese.
Mi rammarico del fatto che, alla luce dei recenti avvenimenti, molte persone
nel campo di pace israeliano sembrano confuse, cosicché abbiamo pubblicato il
seguente annuncio nei quotidiani locali. Resto in attesa delle vostre risposte.