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Normalizzazione o
cecenizzazione? La decisione rientra nella strategia di disimpegno che il
Cremlino persegue ormai da tempo con una graduale ma costante riduzione della
propria presenza militare in Cecenia, accompagnata da un progressivo passaggio
di consegne e responsabilità alle forze di sicurezza locali dipendenti dall’amministrazione
cecena fedele a Mosca.
Le milizie di Kadyrov
al posto dei soldati russi. Da almeno un anno, a condurre la guerra contro i
ribelli ceceni non sono più tanto i militari russi (che si limitano a
operazioni speciali o a bombardamenti contro le basi della guerriglia sulle
montagne del sud), quanto i miliziani
ceceni comandati dal primo ministro ceceno Ramzan Kadyrov. Da tempo, la popolazione
civile cecena ha più paura dei kadyroviti che dei soldati russi, perché ormai
sono
le bande armate di Kadyrov che rapiscono, torturano, saccheggiano, violentano
e
uccidono chiunque sia sospettato di legami con la guerriglia (cioè
potenzialmente tutti dato che, dopo 12 anni di guerra, ogni famiglia ha uno o
più uomini che hanno militato nella resistenza armata). La ferocia dei kadyroviti
non conosce limiti: a fine luglio hanno ucciso e decapitato un ribelle e poi
hanno lasciato la sua testa in mostra sulla pompa di benzina nella piazza
centrale del villaggio. Enrico Piovesana