Il presidente della Sierra Leone ha indetto le elezioni per il luglio 2007, le prime dopo la guerra civile
scritto per noi
da Angela Zanella

Il presidente della Sierra Leone, Ahmad Tejan
Kabbah, ha annunciato le prossime
elezioni, previste per il 28 luglio 2007. La Costituzione prevede che il
presidente venga eletto con voto popolare ogni 5 anni e dunque il suo mandato,
cominciato nel 2002, sta per scadere. Le elezioni del 2007 saranno le prime da
quando i caschi blu hanno lasciato la Sierra Leone nel 2005, dopo aver concluso
un'operazione di peacekeeping durata sei anni per aiutare il paese ad uscire da
una devastante guerra civile di undici anni.
Un po' di storia. Oggi la Sierra Leone, nonostante
le ingenti somme ricevute dalla comunità internazionale, resta uno dei paesi
più poveri del mondo ed è ultimo secondo l’indice di sviluppo umano: circa il
70 percento della popolazione vive sotto la soglia di povertà, l'analfabetismo
dilaga e il
sistema sanitario barcolla. Politicamente la Sierra Leone è una
repubblica presidenziale, quindi il presidente è anche capo del governo, ed è
guidata da Kabbah, eletto nel 2002 con il 70 percento delle preferenze. La
storia del paese è stata segnata dai conflitti fin dal 1961, anno in cui
ottiene l'indipendenza dalla Gran Bretagna e diventa capo dello stato Milton
Margai del Slpp (Sierra Leone People’s Party), al potere fino al 1964, quando
subentra il fratello Albert. Nel 1967 vince le elezioni Siaka Stevens, leader
dell'Apc (All People’s Congress), che dichiara la Sierra Leone una repubblica
nel 1971 e organizza un regime monopartitico, sancito in una nuova Costituzione
del 1978. Nonostante i tentativi di spodestarlo, Stevens resta al potere fino
al 1985, quando una forte crisi

economica lo costringe a dimettersi, e viene
sostituito dal generale Joseph Saidou Momoh, che sfugge a un tentativo di golpe
ma non riesce a risollevare l'economia e dichiara lo stato di emergenza. E' il
1991:
ribelli liberiani entrano in Sierra Leone ed è guerra. L'esercito sconfigge i
ribelli con l'aiuto delle truppe guineane e nigeriane, ma già nel 1992, guidato
dal capitano Valentine Strasser, deve affrontare i feroci ribelli del Ruf
(Revolutionary United Front). Nel 1996 Stasser viene sostituito da Ahmed Tejan
Kabbah, vincitore delle elezioni e attuale capo dello stato, ma non in modo
continuo.
Nel maggio 1997, infatti, i ribelli del Ruf con un colpo di stato
rovesciano Kabbah, che riesce a tornare al potere nel marzo 1998 solo grazie
all'aiuto di militari nigeriani, e i ribelli reagiscono massacrando gli
abitanti di Freetown e dintorni: migliaia di persone vengono mutilate. Nel
luglio 1999 Kabbah e il leader ribelle Foday Sankoh firmano un accordo di pace
ma gli scontri continuano e l'Onu decide di intervenire: l'anno seguente Sankoh
viene arrestato e nel 2002 si completa il disarmo dei circa 45.000 militanti
del Ruf, viene istituito il Tribunale per i crimini di guerra e si indicono le
elezioni, guidate dalle Nazioni Unite. In Sierra Leone torna la pace.
Sguardo al futuro. Ora si
annunciano le nuove votazioni e il candidato favorito è il vice presidente
Solomon Berewa, già ex ministro della Giustizia e membro del Slpp di Kabbah,
che non è rieleggibile. Ma l'ammistrazione del presidente vacilla dopo aver
tentato per anni di risollevare le sorti del paese e sembra che l'elettorato
cominci a interessarsi all'Apc, unico vero partito di opposizione, che potrebbe
proporre un candidato. In lista c'è anche Charles Margai, avvocato ed ex
ministro, leader del Pmdc (People's Movement for Democratic Change) nonchè
figlio e nipote dei premier degli anni '60. Le
elezioni del 2007 saranno un test importante per valutare il livello di
democrazia e stabilità della Sierra Leone. Da parte sua, Kabbah si dice deciso
a mantenere un clima sicuro e sereno per favorire elezioni libere e giuste, in cui le divergenze
politiche possano essere risolte con il dialogo. La data di inizio della
campagna elettorale verrà annunciata dalla commissione elettorale, ma Kabbah ha
invitato fin d'ora i sierroleonesi a vedere le elezioni "non come un
affare fra signori della guerra ma come un'occasione amichevole".