Una bella foto a Riad? Da oggi si può. L’Arabia Saudita non
è più off limits per i maniaci della fotografia. Un decreto regio ha eliminato
il divieto, per tutti i cittadini e i visitatori, di fare foto per la strada e
in luoghi pubblici.
Un’immagine rivoluzionata. Il governo saudita ha
deciso che la restrizione finiva per essere eccessiva e penalizzava all’estero
l’immagine del Paese, impedendo a tutti di ammirare le meraviglie dell’Arabia
Saudita. Il principe Naif, ministro degli Interni saudita e presidente della
Commissione Suprema per il turismo, ha specificato che questa libertà “non deve
confliggere con nessun altro diritto, come quello di non farsi fotografare. Chi
scatta quindi deve sempre chiedere il permesso. Ma da oggi sarà reso un ottimo
servizio alla promozione dell’immagine dell’Arabia Saudita nel mondo e
all’informazione, che avrà così l’opportunità di svolge meglio il proprio
lavoro”. La misura infatti riguarda tutti i prodotti che hanno una relazione
con il concetto d’immagine, quindi non solo fotografie ma anche riprese
video.
“Questo è un passo importante nella direzione della
consapevolezza delle persone di essere titolari di diritti. Fotografare e
riprendere in pubblico diventerà naturale”, ha commentato Saleh Basalamah,
docente dell'Umm Al-Qura University saudita, “l’immagine sta assumendo un ruolo
sempre maggiore nel mondo e adesso anche i sauditi potranno promuovere o
mostrare i vari aspetti del proprio paese”.
Alcuni paletti. Il divieto resta in vigore
però in tutti i luoghi privati e, in particolar modo, nelle vicinanze di tutte
le residenze reali, per motivi di sicurezza. Il vincolo del consenso, citato
dal ministro Naif, si riferisce in particolare alle donne. Fino a oggi infatti
era impossibile trovare la foto di una donna su un quotidiano saudita. Veniva
ritenuto immorale e sconveniente per la donna farsi fotografare. Adesso, se il
soggetto dello scatto dà il suo consenso, è possibile. Questa possibilità di
scelta ha fatto infuriare i religiosi più conservatori, che hanno bocciato la
riforma ritenendola frettolosa e portatrice di dissolutezza morale. Per quieto
vivere e per equilibrare le necessità turistiche del paese con l’influenza
degli islamisti nella società, il decreto è stato vagliato da una Commissione
di esperti, composta da due figure di primo piano delle seguenti istituzioni:
Guardia Nazionale, ministero dell’Aviazione e della Difesa, ministero degli
Interni, Suprema Commissione del turismo, i servizi segreti e il ministero
della Cultura e dell’Informazione. Alla fine è arrivato il via libera e,
adesso, sarà possibile perdersi per le strade dell’Arabia Saudita in cerca di
uno scatto mozzafiato. Senza essere arrestati.
Ch.E.