06/08/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



I razzi colpiscono in particolare i villaggi arabi in Israele, dove non ci sono le sirene
scritto per noi da
 Dan Rabà*
 
Nel fine settimana sono morti altri civili a causa dei Katiuscia sparati da Hezbollah e dai duecento militari Iraniani che li addestrano. Il caso ha voluto che la maggioranza delle vittime fossero palestinesi che vivono in Israele, arabi comunque. Come sempre la televisione è riuscita a trasformare una realtà così sofferta in un ‘reality show’.
 
una famiglia raccolta attorno a una vittimaUna famiglia distrutta. Il ruolo che la televisione svolge nella società contemporanea è immenso. Ma preferisco concentrarmi nella descrizione di un episodio in particolare. In una cascina a venti metri dal confine con il Libano sono morte tre donne. Si tratta di un villaggio beduino: Arab-el- Aramsheh. Le donne sono: la madre Fadya Juma di 60 anni e le due figlie Samira di 33 anni e Sultana di 31. La televisione riprende il padre, vecchio contadino, nel suo orto che grida di dolore, chiamando per nome le figlie morte. Tutte le scene di dolore sono struggenti e laceranti, il vecchio urla per ore, non si da pace, e come se cercasse nell’orto la famiglia scomparsa. Per gli arabi in Israele il senso di questa guerra non è chiaro: sono vittime del loro stesso popolo che spara da un’altra nazione. I beduini hanno però un rapporto più intenso con lo stato d’Israele. I beduini, come i drusi, fanno il militare. Nel villaggio Arab-el-Aramsheh ci sono molti giovani arruolati nell’esercito, e in un certo modo solidali con Israele.
 
i soccorsi in israele dopo la caduta di un razzo katiusciaLa follia della guerra. Essendo così vicino alla frontiera, era ovvio pensare che non sarebbero potuti non arrivare degli ordigni. La disposizione per i civili in Galilea è quella di trattenersi nei rifugi, o sempre nei pressi dello stesso. Quando suona la sirena si ha un tempo da 30 secondi a  un minuto per essere al coperto. L’esplosione si può sentire (o ricevere il colpo) dopo un minuto, dopo 15 minuti il pericolo dovrebbe essere finito. Ma in molti paesi israeliani abitati da arabi non c’è l’allarme,  e in questi villaggi il Katiuscia potrebbe cadere subito, per la vicinanza. La disposizione e’allora quella di rimanere sempre nel rifugio. Nell’ultima settimana sono stati sparati 150 - 200 razzi katiuscia al giorno!
Sono però anche 4 settimane di guerra, e la gente è stressata dal dover star chiusa in un rifugio, specie se vive in uno dei posti più belli d’Israele ed è ancora estate. Così la famiglia Juma decide di fare una pausa, al fresco del grande albero vicino alla casa . Si siedono fuori e il padre va a prendere dell’acqua fresca. Mentre il padre è in cucina cade il razzo katiuscia, (non c’e’ allarme, niente sirena). Le tre donne vengono centrate in pieno. Ci sono molti morti, molte vittime, sia in Israele che in Libano. Sia tra i civili che tra i soldati. Atti d’eroismo, di dedizione. Questo mi pare il caso dove la morte sia caduta per dimostrare l’inutilità della guerra. 
Categoria: Guerra
Luogo: Israele - Palestina