04/08/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



La storia dello Zambia è scritta anche con il rame. Ma a guadagnarci non sono i minatori
scritto per noi da
Angela Zanella 
 
una miniera in zambiaMartedì 25 luglio 2006, nella miniera di rame di Chambisi, della compagnia statale China Nonferrous Metal Mining (CNMM), sei minatori vengono feriti da arma da fuoco in un violento scontro tra polizia, lavoratori e proprietà causato, secondo il sindacato dei minatori, dal mancato aumento dei salari ai lavoratori della compagnia, tra i più sottopagati dell'industria del rame. Il sindacato accusa alcuni manager cinesi di aver sparato ai minatori. Accuse respinte, a sparare è stata la polizia, dicono.
Giovedì 27 luglio 2006. Il lavoro riprende a Chambisi. La polizia dice che i minatori sono stati feriti da "personale" della miniera, ma non specifica chi. La CNMM ribadisce: a sparare è stata la polizia.

Lo Zambia è un paese la cui storia si scrive anche con il rame, che nel 2005 è protagonista di un nuovo boom grazie alle richieste di paesi stranieri come Cina e India. Il prezzo del rame è di nuovo alto dopo lo stallo degli anni '80 e '90 e lo Zambia ne è oggi il primo esportatore africano. Ma a guadagnarci non sono i minatori. Anche negli anni '60 il paese ha vissuto un boom ramato. Con l'indipendenza del 1964, lo Zambia si sentiva forte: c'era voglia di fare, di creare case, servizi, divertimenti; le autorità costruivano infrastrutture, facevano progetti. Anni di pianificazione centralizzata, però, hanno creato una cultura di dipendenza dallo Stato e lo Stato si è accorto di non poter sostenere tutti i servizi. La povertà di fondo e una politica urbana insostenibile hanno fatto sì che le abitazioni venissero assorbite in stabilimenti informali e una congiuntura economica internazionale sfavorevole hanno contribuito al crollo del prezzo del rame. A fine anni '70 lo Zambia era in crisi.
 
minatori in zambiaL'anno scorso il prezzo del rame è di nuovo salito, ma nel frattempo sono cambiate molte cose. Nel 2000 la parastatale Zambia Consolidated Copper Mines (ZCCM), che aveva il monopolio, ha venduto a privati, entrando come socia minoritaria in alcune compagnie. Il prezzo del rame era basso e la disoccupazione dilagava ma le aziende straniere avevano fatto un ottimo affare: oggi le più forti sono la Konkola Copper Mines (KCM), la Mopani Copper Mines e la Bwana Mkubwa Mines. Ma di zambiano c'è poco più del nome. La KCM appartiene per il 51 percento ad una compagnia di Londra, per il 29 percento a una delle Bermuda e per il resto alla ZCCM. La Mopani é per il 73 percento di un'azienda svizzera, per il 10 percento della ZCCM e per il 17 percento della First Quantoum Minerals di Vancouver, unica proprietaria della Bwana. Il prezzo del rame è sei volte superiore al 2000, ma i minatori non se sono accorti. Rayford Mbulu, presidente dell'Unione dei minatori dello Zambia, è critico con le compagnie perchè non danno ai minatori salari decenti e preferiscono assumere i ragazzini che lasciano la scuola perchè si accontentano di un contratto a breve termine e di una paga misera. I minatori non hanno assicurazione medica, il risarcimento per infortunio è raro, la pensione non esiste.
 
Molte cave nuove sono state aperte, aumentando la richiesta di forza lavoro, ma i minatori chiedono anche investimenti nel sociale: le strade sono dissestate, i rifiuti ovunque, il servizio idrico inadeguato. Per il vice presidente della KCM Augustine Seyuba gli zambiani sono abituati a vedere le cose negative del loro paese ma dovrebbero imparare ad apprezzare le cose positive. Le maggiori compagnie stanno cominciando a muoversi nel sociale ma c'è ancora tanto da fare. La Camera delle miniere, intanto, sta negoziando con il governo alcuni tagli al sistema di tassazione a favore del settore del rame. Industrie, capitali stranieri, negoziazioni governative. E i minatori?
Categoria: Risorse, Economia
Luogo: Zambia