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La Georgia alza il
tiro. I Monadire (Cacciatori), le milizie dell’ex-governatore ribelle Emzar
Kvitsiani, si sono dileguate assieme al loro capo, che pare si sia rifugiato a
Suhumi, capitale dell’Abkazia. O forse direttamente in Russia, dicono in
Georgia. Ma nonostante il venir meno della ragione dell’intervento militare di
Tbilisi in Abkazia, il presidente georgiano Mikhail Saakashvili ha deciso di
occupare permanentemente l’alta valle di Kodori, inviando in zona altri mille
soldati oltre i mille già presenti – comprese le truppe speciali addestrate da
Washington
– più diversi elicotteri da combattimento, e addirittura di insediare nel
villaggio di Zemo Azhara, il “governo legittimo” dell’Abkazia, quello che dal
1993 – cioè da quando i separatisti abkazi hanno vinto la guerra contro la
Georgia – è in esilio a Tbilisi. “Abbiamo ristabilito l’ordine costituzionale
e
la giurisdizione georgiana nel cuore della regione secessionista”, ha
trionfalmente dichiarato Saakashvili riferendosi alla “riconquista” dell’alta
valle di Kodori. “Noi in Abkazia abbiamo un altro termine per indicare quello
che Saakashvili chiama cuore”, gli ha ironicamente risposto il presidente
indipendentista abkazo Sergei Bagapsh, sottolineando che solo la parte più
remota della Gola di Kodori è stata occupata dai georgiani, ma la bassa valle,
quella che scende verso la costa del Mar Nero fin quasi a Suhumi, rimane sotto
pieno controllo abkazo. E in mezzo, a dividere la valle, ci sono i militari del
contingente di pace russo: 1.600 in tutta l’Abkazia.
La Russia non sta a
guardare. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavorv, ha condannato
“l’aggressione militare” georgiana e ha intimato a Tbilisi di ritirare le sue
truppe e a non riportare il governo in esilio nella Gola di Kodori per evitare
un “degenerazione della situazione”. E il ministro della Difesa russo, Sergei
Ivanov, ha chiesto che i peacekeeper russi e quelli della missione Onu in
Georgia (Unomig) ispezionino le truppe georgiane nell’alta valle di Kodori. Saakashvili
ha risposto dicendo che consentirà ispezioni solo se anche la base militare russa
di
Gudauta, in Abkazia fosse stata ispezionata, dichiarando che nei giorni scorsi
da quella base sono partiti carichi di armi e
munizioni russe per i ribelli Monadire di Kvitsiani.
Il fronte di Gali e
il sostegno Usa. Intanto gli abkazi denunciano che la Georgia sta cercando
di aprire un altro fronte anche nel distretto di Gali, a sud della Gola di
Kodori, dove Tbilisi starebbero infiltrando centinaia di miliziani georgiani
dei gruppi armati nazionalisti “Legione Bianca” e “Fratelli della Foresta” per
destabilizzare la situazione e cerare il pretesto per un nuovo intervento
militare.
Saakashvili contro
ogni opposizione. Intanto, in
Georgia, il governo di Saakashvili – già da tempo sotto accusa per il
suo dispotismo – sfrutta la crisi in corso per far passare una legge che
imprime una svolta nettamente autoritaria al paese: un “Patriot Act georgiano”,
com’è stato ribattezzato dalle forze d’opposizione, che prevede il carcere per
il reato di “estremismo politico”, cioè per chi viene accusato di essere un
“nemico dello Stato”. Irakli Batiashvili, capo di “Avanti Georgia”, è stato già
arrestato il 29 luglio con l’accusa di aver avuto contatti con il ribelle
Kvitsiani. Ma nel mirino della legge ci sono Shalva Natelashvili e Davit
Gamkrelidze, leader dei due principali partiti d’opposizione, che nei giorni
scorsi hanno criticato l’operazione militare del governo in Abkazia.Enrico Piovesana