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Dopo essere stato rieletto con il più alto numero di voti popolari della storia,
George W. Bush avrà mano libera per attuare la sua politica estera, nonché quella
fiscale, senza doversi preoccupare più di tanto. E’ la conclusione a cui sono
arrivati molti osservatori dopo il 2 novembre. Ma l’attivismo della seconda amministrazione
Bush sembra concentrarsi soprattutto su un campo che in campagna elettorale era
stato perfino meno importante del solito: l’ambiente.
Ci hanno votato, quindi…Secondo Michael Leavitt, il repubblicano ex governatore dello Utah nominato nel
2003 da Bush alla guida dell’Epa (soprannominato anche “il re della devoluzione
ecologica”), “le elezioni sono state un’approvazione della filosofia e delle priorità”
dell’amministrazione in materia ambientale. Gli americani hanno votato Bush ben
conoscendo le sue idee, quindi. Un fatto di cui dubitano in molti, dato che l’ambiente
è stato un tema secondario nella campagna elettorale, tutta incentrata sulla guerra
al terrorismo e sulla questione dei valori tradizionali.
Le leggi nel mirino. L’intenzione di rivedere tutta la politica ambientale in senso molto poco “verde”
riguarda anche altre misure bocciate negli anni scorsi. L’amministrazione vuole
rimettere mano a una legge energetica – bloccata dal 1979 – che secondo i critici
spianerebbe la strada all’esplorazione di vaste aree naturali in vista dello sfruttamento
di idrocarburi e della costruzione di nuove centrali nucleari. Anche il Clean
Air Act, che ha dimezzato i livelli di inquinamento nel Paese negli ultimi trent’anni,
sarà oggetto di una profonda revisione: lo ha annunciato Joe Barton, presidente
della commissione sull’energia e sul commercio.
Più mercurio per tutti. Proprio in questi giorni, infine, l’amministrazione Bush sta discutendo il varo
di regole meno severe per le emissioni di mercurio provocate dalle centrali elettriche
a carbone, numerose negli Usa. Gli ambientalisti sono sul chi va là: il mercurio
è un metallo particolarmente inquinante (e pericoloso soprattutto per le donne
incinte) che si accumula nell’ambiente e nei pesci, di conseguenza è dannoso anche
per chi li consuma. Molti Stati, se il governo federale li ridurrà, stanno considerando
l’idea di ripristinare i limiti con leggi proprie.Alessandro Ursic