scritto per noi da
Dan Rabà
Penso che Israele abbia
perso questa guerra. E per questo motivo è anche stato sbagliato iniziarla.
Un'occasione sprecata. Prima di tutto gli
israeliani avevano un’idea sbagliata della reale forza e della preparazione del
movimento Hezbollah. Hezbollah non voleva una guerra, bensì prendersi il
credito di una buona operazione di disturbo. L’attacco e la distruzione del Libano
è stato un tragico
errore: gli israeliani pensavano che questo dividesse i libanesi da Hezbollah
e
invece li sta avvicinando. Israele ha ferito e offeso ancora i sentimenti
libanesi. Così non si conquistano alleati. Israele deve trovare un modo di
trattare e discutere con la Siria, dopo che due primi ministri in precedenza,
Barak e Netanyahu, ci hanno provato e poi hanno sospeso il tentativo. Se il
processo di avvicinamento della Siria all’Iran continua il pericolo sarà ben
più grave del rischio rappresentato da Hezbollah, mentre questo movimento può
essere ricondotto alla ragione in poche mosse dalla Siria, e così anche il
Libano si potrà rendere indipendente e non ostile tramite un accordo con la Siria
stessa.
Trattare con la Siria. In Israele si ha molta
paura della instabilità politica del presidente siriano Assad, mentre si
racconta di come il padre, suo predecessore, sapesse giocare le sue pedine con
grande intelligenza. All’interno del paese la situazione attuale crea paura e
quindi incrementa il nazionalismo e le destre. Si vedono infatti tutti i
partiti di destra lodare il governo e appoggiarlo, basta che continui la
guerra. Un timido tentativo di opposizione è proposto dal partito Meretz
che chiede al governo di fermare le ostilità e cominciare le trattative. I dodici
deputati arabi
nel parlamento israeliano fanno una opposizione spesso molto emotiva, che
genera una chiusura drastica con gli altri deputati.
Secondo me i deputati
arabi potrebbero avere una funzione di mediazione con il mondo arabo, ma dal
punto di vista israeliano devono essere restituiti i tre soldati rapiti, e deve
essere garantito che dal confine libanese non ci siano rischi di
attacchi di nessun genere.