06/08/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Le comunità sciite o sunnite, quando sono minoranza, lasciano le loro città ridisegnando l’Iraq
Pur essendo una creatura del colonialismo britannico, l’Iraq era diventato una nazione. Il potere di Baghdad teneva uniti curdi, sunniti e sciiti sotto la bandiera irachena e attorno al patrimonio culturale millenario della Mesopotamia.
 
una donna e i suoi bimbi sfollati in iraqConvivenza in frantumi. Il regime di Saddam Hussein aveva causato laceranti divisioni, imponendo il dominio della minoranza sunnita  sui curdi e sugli sciiti con la violenza. I massacri e il regime di polizia assicuravano la gestione centrale del potere, ma l’odio che nutrivano motivatamente verso il dittatore le popolazioni del nord (curdo) e del sud (sciita), anche quando il regime è andato in pezzi sotto le bombe delle forze della Coalizione, non ha mai messo in discussione l’unità dell’Iraq.
C’erano contrapposizioni e rancori, interessi in ballo e la lotta per il potere nell’Iraq futuro, ma il concetto stesso di convivenza delle tre comunità principali sotto la stessa bandiera non è mai stato messo in dubbio. Anche perché la stragrande maggioranza delle cittadine irachene erano miste, sunniti, sciiti e curdi han sempre vissuto fianco a fianco. Adesso non è più così, la guerra ha cancellato tutto questo. Come nel caso della cittadina di Nasser Wa Salaam, 40 chilometri a ovest di Baghdad, dove fonti militari irachene hanno reso noto che la comunità sciita ha abbandonato la città. Proprio così, semplicemente una parte della comunità ha spontaneamente abbandonato la cittadina per raggiungere città dove il loro gruppo confessionale rappresenta oggi la maggioranza.
 
esodo di profughi interni in iraqEsodo di massa. L’elemento di novità è proprio questo: la gente si sfolla da sola. L’Iraq, dopo l’attacco delle forze della Coalizione nel marzo 2003, è costantemente attraversato da colonne di profughi in fuga dai combattimenti, dai rastrellamenti e dai bombardamenti. Ma adesso le famiglie scelgono di abbandonare il villaggio o la città dove hanno sempre vissuto per recarsi in altri luoghi dove sentirsi più al sicuro. “Ogni giorno ho visto famiglie partire con tutti i mezzi a disposizione”, racconta ad al-Jazeera Abdullah Abdul Kareem Abdul Sattar, il comandante del contingente dell’esercito iracheno a Nasser Wa Salaam, “circa 1500 famiglie sciite hanno abbandonato la città, un’enormità per una cittadina di più o meno 80mila abitanti, spostandosi verso luoghi dove si sentono più sicuri. Abbiamo fatto di tutto per trattenerli e rassicurarli, ma non ce stato verso di convincerli. Molti di loro hanno scambiato la casa con amici sunniti di altre città. Sono già 800 le nuove famiglie sunnite arrivate in città”.
 
la moschea di samarra dopo l'attentatoUn Paese stravolto. Nasser Wa Salaam non è l’unico esempio. Lo stesso fenomeno di fuga sciita si è verificato nel famigerato villaggio di Abu Ghraib, alle porte di Baghdad. Ma il fenomeno avviene anche in senso opposto, e sono ormai migliaia i sunniti che scappano dai quartieri sciiti di Baghdad per raggiungere Falluja, dove rappresentano la maggioranza. Il motivo di questo esodo interno, che sta letteralmente ridisegnando la demografia irachena, con la creazione di isole omogenee a livello confessionale, è dovuto all’escalation delle violenze interconfessionali. Il ministero per le Migrazioni iracheno calcola, dall’inizio degli scontri tra sunniti e sciiti, che siano 26858 le famiglie che hanno abbandonato la propria casa in seguito alle violenze, per un totale di circa 160mila persone. Il punto di svolta, secondo il dicastero iracheno, è stato l’attentato alla moschea sciita di Samarra del 22 febbraio scorso. Dopo quel grave episodio, hanno cominciato a imperversare gli squadroni della morte sciiti, in particolare quelli fedeli all’ayatollah Moqtada al-Sadr, seguite a ruota dalle milizie sunnite. Ma anche i curdi, terza grande comunità del paese, sono coinvolti dal processo di omogeneizzazione delle città, in particolare a Mosul e Kirkurk, dove cercano con tutti i mezzi di scacciare sunniti e sciiti. 

Christian Elia

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