Intervista a Jihad Samhat, operatore delle Nazioni
Unite a Tiro, nel sud del Libano.

"Provo una tristezza più profonda che mai. Ieri è stato
di gran lunga il giorno peggiore dall’inizio di questa guerra. Mi solo alzato
la mattina per ascoltare le notizie dell’ennesimo massacro, a Qana, un
villaggio a sud di Tiro. È stato un po’ come un
deja vu. Solo dieci anni fa,
nel 1996, Qana fu teatro di un grave massacro avvenuto all’interno della base
dei peacekeepers delle Nazioni Unite, in cui furono uccisi oltre centocinquanta
civili. Un ricordo molto vivo nelle memorie di noi tutti. Oggi, di nuovo, la macchina del terrore di Israele ha spinto
nel silenzio eterno dozzine di civili. Sono distrutto dal numero di bambini che
ho contato mentre venivano rimossi dalle macerie di quello che era un rifugio
per civili. Con i miei occhi ho osservato i cadaveri di ventisei bambini, per
non parlare delle vittime tra le donne e le persone anziane. Non ne potevo più
del conteggio, volevo solo urlare."
Lei dice che era un rifugio di civili. Israele sostiene invece che da quel palazzo
partivano i razzi di Hezbollah...
"Fin dall’inizio di questo conflitto i droni, gli aerei spia
senza pilota, hanno sorvolato ininterrottamente le nostre teste alla ricerca di
obiettivi per i missili e l’artiglieria israeliana. Non sarebbe logico che
questi ‘occhi in cielo’ siano in grado di distinguere tra civili o bambini e
combattenti della guerriglia? Perché è successo? Forse perché il pilota dell’elicottero
che ha distrutto il
rifugio e le vite che custodiva non ha un cuore? Credo di no. I militari
israeliani sono dei robot senza emozioni degne di esseri umani? Questo potrebbe
anche essere possibile. I capi dell’esercito israeliano sapevano bene che
quell’edificio era un rifugio per civili! Quelle persone erano rimaste strette
e rannicchiate per sedici giorni, con lenzuola bianche esposte, a sottolineate
la loro innocenza. Cos’è questo se non un omicidio a sangue freddo?"
Gli israeliani parlano di diritto all'autodifesa.
"Forse gli israeliani non la vedono allo stesso
modo, dopo tutto i loro bambini hanno scritto messaggi d’amore sulle bombe da
spedire ai loro coetanei arabi. Forse lo fanno perché si considerano il ‘popolo
eletto da Dio’. Ma
questo dà loro il diritto di uccidere? Tutto questo mi fa pensare: come
è possibile che il governo più razzista del mondo possa essere sostenuto
ciecamente dall’occidente e dagli Stati Uniti, che fanno un gran parlare di
diritti umani e uguaglianza? L’occidente e gli Stati Uniti non si ricordano i
discorsi dell’ex ministro della Difesa Moshe Dayan, quando diceva ai suoi
colleghi del parlamento che “Noi dovremmo dire ai palestinesi che non abbiamo
soluzioni per loro. Che dovranno vivere come cani e chi se ne vuole andare se
ne vada”. Non è razzismo questo? Se non lo è, allora il razzismo non so che
sia".
Ha fiducia nella mediazione delle nazioni occidentali?
"Che cosa è venuta a fare in Libano la ‘profondamente preoccupata’
Condoleezza Rice settimana scorsa? Il presidente di guerra Gorge W. e la sua
marionetta Tony Blair credono davvero di proteggere la popolazione statunitense
e
britannica, avvallando e sponsorizzando tutta questa serie di morti nel nome
della ‘guerra contro il terrore ’? O stanno invece ponendo le pietre angolari
perché nuove cellule del terrore possano emergere dal mare di odio verso
l’occidente e i suoi alleati?"
Naoki Tomasini