31/07/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Il massacro di Qana, la rabbia per le vittime e l'impotenza verso le menzogne
Intervista a Jihad Samhat, operatore delle Nazioni Unite a Tiro, nel sud del Libano.
 
Resti del rifugio di Qana"Provo una tristezza più profonda che mai. Ieri è stato di gran lunga il giorno peggiore dall’inizio di questa guerra. Mi solo alzato la mattina per ascoltare le notizie dell’ennesimo massacro, a Qana, un villaggio a sud di Tiro. È stato un po’ come un deja vu. Solo dieci anni fa, nel 1996, Qana fu teatro di un grave massacro avvenuto all’interno della base dei peacekeepers delle Nazioni Unite, in cui furono uccisi oltre centocinquanta civili. Un ricordo molto vivo nelle memorie di noi tutti. Oggi, di nuovo, la macchina del terrore di Israele ha spinto nel silenzio eterno dozzine di civili. Sono distrutto dal numero di bambini che ho contato mentre venivano rimossi dalle macerie di quello che era un rifugio per civili. Con i miei occhi ho osservato i cadaveri di ventisei bambini, per non parlare delle vittime tra le donne e le persone anziane. Non ne potevo più del conteggio, volevo solo urlare."
 
Soccorsi medici in cerca di corpi tra le macerieLei dice che era un rifugio di civili. Israele sostiene invece che da quel palazzo partivano i razzi di Hezbollah... 
"Fin dall’inizio di questo conflitto i droni, gli aerei spia senza pilota, hanno sorvolato ininterrottamente le nostre teste alla ricerca di obiettivi per i missili e l’artiglieria israeliana. Non sarebbe logico che questi ‘occhi in cielo’ siano in grado di distinguere tra civili o bambini e combattenti della guerriglia? Perché è successo? Forse perché il pilota dell’elicottero che ha distrutto il rifugio e le vite che custodiva non ha un cuore? Credo di no. I militari israeliani sono dei robot senza emozioni degne di esseri umani? Questo potrebbe anche essere possibile.  I capi dell’esercito israeliano sapevano bene che quell’edificio era un rifugio per civili! Quelle persone erano rimaste strette e rannicchiate per sedici giorni, con lenzuola bianche esposte, a sottolineate la loro innocenza. Cos’è questo se non un omicidio a sangue freddo?"
 
Gli israeliani parlano di diritto all'autodifesa.
"Forse gli israeliani non la vedono allo stesso modo, dopo tutto i loro bambini hanno scritto messaggi d’amore sulle bombe da spedire ai loro coetanei arabi. Forse lo fanno perché si considerano il ‘popolo eletto da Dio’. Ma questo dà loro il diritto di uccidere? Tutto questo mi fa pensare: come è possibile che il governo più razzista del mondo possa essere sostenuto ciecamente dall’occidente e dagli Stati Uniti, che fanno un gran parlare di diritti umani e uguaglianza? L’occidente e gli Stati Uniti non si ricordano i discorsi dell’ex ministro della Difesa Moshe Dayan, quando diceva ai suoi colleghi del parlamento che “Noi dovremmo dire ai palestinesi che non abbiamo soluzioni per loro. Che dovranno vivere come cani e chi se ne vuole andare se ne vada”. Non è razzismo questo? Se non lo è, allora il razzismo non so che sia".
 
Ha fiducia nella mediazione delle nazioni occidentali?
"Che cosa è venuta a fare in Libano la ‘profondamente preoccupata’ Condoleezza Rice settimana scorsa?  Il presidente di guerra Gorge W. e la sua marionetta Tony Blair credono davvero di proteggere la popolazione statunitense e britannica, avvallando e sponsorizzando tutta questa serie di morti nel nome della ‘guerra contro il terrore ’? O stanno invece ponendo le pietre angolari perché nuove cellule del terrore possano emergere dal mare di odio verso l’occidente e i suoi alleati?"
 
Naoki Tomasini 
Categoria: Guerra
Luogo: Libano
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