29/07/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



La testimonianza di un padre missionario, a pochi giorni dalle elezioni in Congo
PeaceReporter ha raccolto la testimonianza di padre Giovanni Piumati, missionario nell’est del Congo da più di 20 anni. Padre Giovanni si trova nel villaggio di Muhanga, a pochi km dalle città di Butembo e Beni, nella regione del Kivu. La sua lettera racconta delle aspettative che queste elezioni hanno suscitato nella gente comune, ed è ancora più preziosa perché riguarda uno dei tanti villaggi dell’interno del Congo che, a differenza delle città, non sono toccati dall’occhio dei media.
 
Speranze. C'è molta attesa e speranza, sicuramente al di là di quello che si raccoglierà in concreto. Abbiamo anche dei visitatori dall'Italia; quando chiedono alla gente che cosa si aspettano da queste elezioni, la risposta è univoca: "Un po' di pace, perché solo con questa potremo ottenere tutto il resto, strade, ospedali, scuole...”.   Sicuramente avremo una partecipazione vicina al 100 percento. Tutti ci tengono, si sentono giustamente protagonisti, veri attori (anche in questo, più del reale). E' la prima volta che il “piccolo” cittadino viene interpellato, normale che non voglia perdere quest’occasione.  Molti faranno parecchie ore di viaggio a piedi, alcuni anche giorni, per recarsi al seggio più vicino.
 
Preparativi. Qui è già tutto pronto, seggi, schede, urne. Gli organizzatori si sentono impegnati, e dimostrano una serietà enorme.  E’ specialmente il personale delle scuole, direttori e professori, che si occuperà di tutta l'amministrazione e dello spoglio. Molto insufficiente invece la preparazione dei votanti. Fino a venerdì, non è stato mostrato nessun modello delle schede, nessun manifesto informativo al di fuori delle foto che alcuni candidati hanno inviato o portato personalmente (solo qui ne abbiamo almeno una dozzina). I votanti si troveranno quindi davanti a una “scheda a sorpresa”, con circa 180 foto con numero e nominativo, per i deputati; e una scheda con 33 foto per il presidente. Più del 50 percento della popolazione non sa leggere, e dovrà riconoscere i candidati unicamente dalla foto; chi vuole può farsi assistere, dopo un minimo di formalità, fino all’interno della cabina, con tutte le conseguenze del caso... E' previsto un minuto a testa per votare le due schede: a parer nostro impossibile per la maggioranza, che deve cercare il suo candidato nel mucchio. Noi avremo 6 urne per 3300 votanti, dalle 6 del mattino alle 17. Troppo poco tempo, sicuramente si continuerà fino a notte.
 
Tutto tranquillo. Nonostante gli allarmi degli ultimi mesi, finora i gruppi armati non hanno creato problemi. I Mayi-Mayi ci tengono che tutto si svolga in tranquillità, e anche i Ruandesi, le Forces Democratiques de Liberation du Rwanda, si sono impegnati a non disturbare le elezioni con le loro beghe interne. La Monuc, la missione Onu in Congo, è stanziata a Bingi, a 42 km di distanza, cioè circa 3 ore di viaggio, e fa la spola per tenere sott'occhio Muhanga, Bingi, e Alimbongo. Praticamente 100 km di strada in tutto. Le previsioni danno largamente favorito Kabila. Per i deputati, i giochi sono molto più aperti. 
 
                                                                                                             Giovanni Piumatti 
Categoria: Elezioni, Politica
Luogo: Rep. Dem. Congo