PeaceReporter ha
raccolto la testimonianza di padre Giovanni Piumati, missionario nell’est del
Congo da più di 20 anni. Padre Giovanni si trova nel villaggio di Muhanga, a
pochi km dalle città di Butembo e Beni, nella regione del Kivu. La sua lettera
racconta delle aspettative che queste elezioni hanno suscitato nella gente
comune, ed è ancora più preziosa perché riguarda uno dei tanti villaggi
dell’interno del Congo che, a differenza delle città, non sono toccati
dall’occhio dei media.
Speranze. C'è molta attesa e speranza, sicuramente al di là di
quello che si raccoglierà in concreto. Abbiamo anche dei visitatori
dall'Italia; quando chiedono alla gente che cosa si aspettano da queste
elezioni, la risposta è univoca: "Un po' di pace, perché solo con questa
potremo ottenere tutto il resto, strade, ospedali, scuole...”. Sicuramente avremo una partecipazione vicina
al 100 percento. Tutti ci tengono, si sentono giustamente protagonisti, veri
attori (anche in questo, più del reale). E' la prima volta che il “piccolo”
cittadino viene interpellato, normale che non voglia perdere quest’occasione. Molti faranno parecchie ore di viaggio a
piedi, alcuni anche giorni, per recarsi al seggio più vicino.
Preparativi. Qui è già tutto pronto, seggi, schede, urne. Gli organizzatori
si sentono impegnati, e dimostrano una serietà enorme. E’ specialmente il personale delle scuole,
direttori e professori, che si occuperà di tutta l'amministrazione e dello
spoglio. Molto insufficiente invece la preparazione dei votanti. Fino a
venerdì, non è stato mostrato nessun modello delle schede, nessun manifesto
informativo al di fuori delle foto che alcuni candidati hanno inviato o portato
personalmente (solo qui ne abbiamo almeno una dozzina). I votanti si troveranno
quindi davanti a una “scheda a sorpresa”, con circa 180 foto con numero e
nominativo, per i deputati; e una scheda con 33 foto per il presidente. Più del
50 percento della popolazione non sa leggere, e dovrà riconoscere i candidati
unicamente
dalla foto; chi vuole può farsi assistere, dopo un minimo di formalità, fino
all’interno della cabina, con tutte le conseguenze del caso... E' previsto un
minuto a testa per votare le due schede: a parer nostro impossibile per la
maggioranza, che deve cercare il suo candidato nel mucchio. Noi avremo 6 urne
per 3300 votanti, dalle 6 del mattino alle 17. Troppo poco tempo, sicuramente
si
continuerà fino a notte.
Tutto
tranquillo. Nonostante gli allarmi degli ultimi mesi, finora i
gruppi armati non hanno creato problemi. I Mayi-Mayi ci tengono che tutto si
svolga in tranquillità, e anche i Ruandesi, le Forces Democratiques de Liberation du Rwanda, si sono impegnati a
non disturbare le elezioni con le loro beghe interne. La Monuc, la missione Onu in Congo, è stanziata a Bingi, a 42 km di
distanza, cioè circa 3 ore di viaggio, e fa la spola per tenere sott'occhio Muhanga,
Bingi, e Alimbongo. Praticamente 100 km di strada in tutto. Le previsioni danno
largamente favorito Kabila. Per i deputati, i giochi sono molto più aperti.
Giovanni Piumatti