stampa
invia
Asaad Abu Sharelh. “Io penso che Israele sta approfittando dell’attenzione dei
media sulla crisi in Libano per stingere l’assedio sulla Striscia e continuare
a uccidere i suoi abitanti” dichiara Asaad Abu Sharelh, docente all’università
di Gaza. “Se si pensa che, tra ieri e oggi, il bilancio dei raid
dell’aviazione e dei colpi di artiglieria israeliani è di ventisette morti, si
capisce perché per noi è in corso un tentativo di genocidio. Ventisei civili
indifesi, donne, anziani e molti bambini. I bombardamenti sono sempre più
indiscriminati. Ora le truppe israeliane sono tornate all’esterno del confine,
ma continuano a colpire le città e le aree abitate”.
Armi non convenzionali. Lunedì il ministro della
Sanità palestinese ha accusato l’esercito israeliano di avere usato armi non
convenzionali contro la popolazione della Striscia di Gaza. Si tratta, secondo
il ministero, di materiale esplosivo contenente sostanze tossiche o
radioattive, che bruciano e lacerano la carne di chi le inala e lasciano
deformazioni a lungo termine agli arti e anche alle parti interne dei corpi.
“La notizia è partita dai medici dell’ospedale di Shufa, a Gaza, ma anche di
altre strutture sanitarie”, commenta Asaad Abu Sharelh. “Questo
tipo di
munizioni sono state sparate su Beit Lahiya, Beit Hanun e altri
quartieri della
Striscia. L’accusa non riguarda solo le armi per così dire ‘velenose’,
Israele ha usato anche le ‘cluster bombs’, le bombe a grappolo. Tutte
queste
sono violazioni delle convenzioni internazionali: colpire la
popolazione in
questo modo significa commettere crimini contro l’umanità. Crimini che
Israele
commette anche in Libano, dove sono sempre più numerose le
testimonianze di
civili che raccontano di bombardamenti al fosforo bianco”. Non è la
prima
volta che armi non convenzionali vengono impiegate contro la
popolazione della
Striscia. In passato, nel 2002, erano stati usati gas velenosi contro
civili a
Gaza city. Oggi si tratta di armi diverse, le autorità israeliane hanno
ammesso
di averle usate e hanno ribadito che si tratta di munizioni insolite ma
legali.
“Sono armi particolarmente odiose – commenta Asaad - perché sono poco
controllabili e finiscono sempre per mietere vittime civili. E guarda
caso, sono di fabbricazione statunitense, come le bombe a grappolo, le
bunker
buster e le munizioni al fosforo bianco”. Cosa siano esattamente i gas
esplosivi
sparati su Gaza non si sa ancora con esattezza, ma anche il Comitato
Egiziano
per i Diritti nel Nord del Sinai ha dichiarato di aver visto velivoli
israeliani rilasciare sostanze chimiche sulla Striscia, più volte nel
corso
della scorsa settimana. Secondo il comitato, le sostanze sarebbero
agenti
chimici incendiabili e cancerogeni, che possono causare profonde
bruciature e
uccidere le persone con problemi respiratori o a reni e milza.
Un crimine contro il proprio futuro. Da più
parti si sono levati appelli per un inchiesta internazionale e indipendente che
possa appurare la verità, ma al momento la diplomazia internazionale non è in
grado di ottenere nemmeno un cessate il fuoco da Israele. “La situazione non
sembra offrire possibili sviluppi positivi – conclude Asaad - Israele sta
usando a pieno regime la sua macchina da guerra, mentre la resistenza
palestinese ha sempre meno strumenti per contrastare gli attacchi. Penso che il
conflitto aperto in Libano non sia un aiuto per noi, anzi, Israele ha armi sufficienti
per dominare su entrambi i fronti. Inoltre, l’attenzione dei media sul nord di
Israele sta dando all’esercito israeliano la possibilità di agire a Gaza senza
sollevare molte proteste da parte della comunità internazionale. Quella che si
è aperta è una nuova tappa nella storia del conflitto. Queste settimane di
attacchi contro aree civili hanno fatto crescere l’odio della gente contro
Israele. Gli israeliani hanno ucciso ogni prospettiva di pace e, così facendo,
hanno commesso
un crimine contro se stessi e il loro futuro”. Naoki Tomasini