28/07/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Due medici libanesi denunciano l'utilizzo di armi non convenzionali
scritto per noi da
Erminia Calabrese
 
L’organizzazione non governativa Human Rights Watch e il presidente del Libano Emile Lahoud, dal 24 luglio scorso, hanno denunciato l'utilizzo da parte di Israele di armi a frammentazione.
Fadi Faqih e Walid Massoud sono due medici libanesi. Fadi si divide tra l'ospedale di Bint Jbeil "Salah Randour", nel Libano meridionale, e l'ospedale di Beirut " Mont Liban", in pieno centro della città.
 
una bomba nel centro di beirutPiù di un sospetto. “C'è una grande differenza tra la situazione dei due ospedali. Nella regione del sud ci sono molti bombardamenti e la situazione è davvero inquietante. L'esercito israeliano sta usando armi proibite dalla comunità internazionale, ma nessuno li ferma. Sono armi al fosforo e all'uranio impoverito che hanno effetti sia a lungo che a breve termine sulla popolazione. I feriti sono centinaia ogni giorno. A volte accade che in un ospedale ci sono solo 50 posti letto e arrivano più di 200 feriti e allora non si sa cosa fare”, racconta il medico. “Gli ospedali libanesi non sono attrezzati a fronteggiare tutto questo. L'ospedale di Bint Jbeil proprio ieri è stato colpito. Anche l'ospedale, sì. Non abbiamo più acqua né corrente elettrica. Per mancanza di posti letto molte donne in questo periodo preferiscono partorire nelle scuole dove sono accampate o nei rifugi per non togliere un posto letto a un ferito grave – continua Fadi - Quando un ferito arriva in ospedale si può vedere dalle sue bruciature se si tratta di bombe normali o di bombe al fosforo. Ci sono degli esperti che analizzano le ferite specialmente per le vittime del sud. La situazione è più grave di quella che vedete alla televisione. Al sud c'è bisogno di medicine, e purtroppo alcuni camion che li trasportano vengono bombardati e quindi davvero si vive bloccati e si cerca di fare quel che si può”, conclude il dottor Fadi.
 
bimba libaneseOrribili conseguenze. Il dottore Walid Massoud spiega la differenza tra un ferito colpito da una bomba normale o da una al fosforo: “Quando in ospedale arriva un cadavere bruciato ma con i capelli e i baffi intatti allora è stato vittima di una bomba al fosforo. Le bombe normali bruciano tutto il corpo compresi i capelli – spiega Walid - Il fosforo brucia solo al contatto con un tessuto vivente, e in effetti i capelli i baffi e la barba non lo sono. Oltre a questo, un corpo vittima di una bomba al fosforo ha un odore terribile, differente dagli altri corpi. Per quanto riguarda i feriti invece la situazione cambia di molto. Un ferito che presenta bruciature da una bomba al fosforo, appena le sfiora, avverte dei dolori lancinanti. Il fosforo è radioattivo, brucia tutto quello che è vivo. Oltre a questo ci sono anche bombe a gas, che provocano nel paziente una grande lacrimazione e una tossicità dei tessuti (vari eritemi) e anche danni neurologici. Bisogna ricordare purtroppo che il gas di una bomba al fosforo si diffonde fino a 150 metri e brucia la pelle fino alle ossa”.  
 
profughi libanesiDubbie le armi, sicuri gli effetti. Gli effetti descritti dal dottor Massoud, al pari di altre testimonianze di medici libanesi emerse in questi giorni e delle denunce dell’ong Usa Human Rights Watch, potrebbero essere conseguenza, più che delle bombe al fosforo, dell'utilizzo di ordigni termobarici. Queste armi producono una devastante onda d'urto e un micidiale impatto termico sulle persone che si trovano nelle vicinanze, "prosciugando" di fatto i corpi dall'acqua che contengono, e lasciando i capelli apparentemente intatti. Qualunque sia la natura di questi ordigni, una cosa è certa: non servono allo scopo dichiarato dall’esercito israeliano, colpire i bunker in cui si nascondono i leader di Hezbollah. Servono a uccidere le persone. Quasi sempre civili.
Categoria: Diritti, Guerra, Salute
Luogo: Libano
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