Jihad Samhat è un operatore delle Nazioni
Unite a Tiro, al
limite della zona di confine con il Libano che Israele ha
chiesto di
evacuare per proseguire l’offensiva contro Hezbollah. La periferia di
Tiro è sotto costante bombardamento
da giorni ma, da ieri, è minacciata anche dall'intervento delle
truppe di terra. Israele sostiene che cellule di Hezbollah operino fuori
da Tiro col sostegno dei suoi abitanti, una circostanza negata da
giornalisti e testimoni locali.
Scritto per noi da
Jihad Samhat

“Anche
oggi è stata una giornata molto intensa...Ho passato l'intera
mattina e buona parte del pomeriggio occupandomi di organizzare
l'evacuazione per i
libanesi con una seconda nazionalità. Gente del sud, con un doppio
passaporto che concede loro una via preferenziale per fuggire dalla
guerra. Oggi abbiamo
risolto la situazione per almeno duecentocinquanta persone. In gran
parte provenienti dalle aree a sud di Tiro, dai villaggi più vicini al
confine. Molte di loro
presentavano ferite, altre erano semplicemente traumatizzate dalla fuga
e dal precipitare
degli eventi.

Dopo che gli evacuati hanno lasciato la città ho pensato che potevo finalmente
prendermi un istante
per me stesso, per rilassarmi, e mi sono diretto verso l’ufficio delle Nazioni
Unite
dove lavoro. Ma come mi sono accomodato, alcuni missili sono caduti vicino
all’edificio – che si trova nel centro città. Sono corso fuori per scattare
qualche foto e girare del materiale video: due palazzi di sei piani erano stati
colpiti ed erano completamente distrutti. Tredici persone sono rimaste
seriamente ferite e sono state subito soccorse, ma ancora non so se ci fossero
vittime e quante, perché si stava facendo buio, e di notte senza elettricità è
impossibile scavare tra le macerie. Se ci sono dei morti sono ancora là sotto.

Poi, verso sera mi hanno informato che due ambulanze della Croce Rossa
erano state colpite dalle parti della città di Qana. Per fortuna tutti
i
dottori a bordo
sono
riusciti a mettersi in salvo, anche se due hanno riportato delle
ferite. Gli
equipaggi delle due ambulanze devono la vita al fatto che indossavano
elmetti
e
giubbotti antiproiettile. Tuttavia, i due veicoli stavano trasportando
all’ospedale dei civili feriti, uno dei quali è morto.