I paesi aderenti al Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e per la prima volte ufficialmente anche
il
Venezuela), hanno in mente un nuovo obiettivo: la creazione di una ‘Banca del
Sud’ un sistema finanziario condiviso fra più paesi che crei reti di sovvenzione
comuni e che abbia la possibilità di fare investimenti nell’area, sostituendo
di
fatto, nel ruolo di investitore, il Fondo Monetario Internazionale.
La banca del Sud. La proposta, alla quale da diverso tempo stanno lavorando dei tecnici di Caracas
coadiuvati da esperti economisti inviati in Venezuela dal presidente argentino
Kirchner, è stata valutata in modo positivo da tutti gli aderenti al Mercosur.
Anche Luis Ignacio da Silva, presidente del Brasile, ha dato la sua disponibilità
a discutere dell’argomento (nonostante fosse piuttosto scettico in merito), che
ai più esperti analisti economici internazionali sembra solo un’illusione. Ma
tant’è. “E’ una vecchia idea che ha Chavez da quando ha voluto l’ingresso del
Venezuela nel Mercosur”, fanno sapere rappresentanti paraguayani dalla Cumbre, l'assemblea. Ma la banca non nascerebbe solo per fare da concorrente agli altri
istituti
di credito.
La svolta, se veramente la Banca del Sud dovesse nascere, sarebbe epocale, per
un motivo fondamentale: “Sarebbe un istituto di credito con scopi sociali e non
meramente di ‘profitto’’ racconta Sabatino Annecchiariaco, esperto di geopolitica
latinoamericana. “La Banca del Sur darebbe la possibilità alle piccole imprese
di svilupparsi, di crescere. E’ l’idea di una banca al servizio della popolazione”.
Ma da dove arriverebbero i fondi per istituirla? Secondo alcuni maligni solo
dal ricco Venezuela di Chavez. Ma non è così. “La Banca del Sur sarebbe una vera
espressione del cambiamento che è in atto nel continente latinoamericano, e sarebbe
finanziata sia dal Venezuela che da altri stati come Argentina e Brasile” continua
Annecchiarico.
Progetti. Dalla riunione dei paesi del Mercosur, alla quale hanno partecipato anche il
Cile e la Bolivia (considerati paesi associati), sono scaturiti diversi progetti.
Il più importante, anche a livello di investimenti economici, sarà la costruzione
di un mega oleodotto, lungo 8000 chilometri, che partendo dal Venezuela raggiunga
l’Argentina. Nel tragitto fra i due paesi, comunque, l’oleodotto sarebbe in grado
di rifornire di idrocarburi anche il Brasile di Lula, la Bolivia di Morales e
portare vantaggi rilevanti alle economie di Paraguay e Uruguay. Non solo. Durante
la riunione del Mercosur è stata discussa una sorta di riforma doganale, che vada
a beneficio di Cuba, sotto embargo Usa da oltre 40 anni. Un altro passo storico
per l’abbattimento del bloqueo che stritola l’isola di Castro.
Secondo quanto è emerso dalla Cumbre grazie ad un accordo doganale, i paesi del Mercosur faranno aumentare considerevolmente
(da 1300 a 2700) i prodotti interscambiabili con Cuba.
Ma l’aspetto positivo, e a detta di molti storico, è che la decisione è stata
presa dall’America Latina per il continente latinoamericano, senza intercessione
da parte di nessuno. Questo è importante se si considera che dopo la Cumbre, l’embargo Usa è un po’ meno ‘duro’ rispetto a prima, ma non per volere di
Washington (che ha da poco deciso di dare un ulteriore giro di vite al blocco
economico).