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La Turchia non ci sta. Il premier turco Racep Tayyip Erdogan risponde così a Ros
Wilson, ambasciatore Usa in Turchia, il quale aveva dichiarato ieri in
un’intervista che “Washington mette in guardia Ankara dallo svolgere qualsiasi
operazione militare entro i confini iracheni per colpire i ribelli del Pkk, nel
nord dell'Iraq”. Il rappresentante degli Usa in Turchia aveva sottolineato che
il suo paese ha più volte ribadito che un'azione militare unilaterale da parte
di Ankara non sarebbe stata accettata. Erdogan ha risposto subito, accusando gli
Stati Uniti di usare due pesi e due misure rispetto alla lotta al terrorismo
nel mondo.
Gli Usa nel mezzo. Il
23
giugno le forze di sicurezza turche hanno ucciso otto membri del Pkk in uno scontro
a
fuoco nel sudest della Turchia,
nella provincia di Hakkari, vicino al confine con l'Iraq. Il governo turco denuncia
che vi sono basi di guerriglieri del Pkk nel Kurdistan iracheno. Il 30 giugno
due soldati turchi sono rimasti uccisi e altri cinque altri feriti in seguito
ad un attacco sferrato da ribelli del Pkk ad una caserma della gendarmeria nella
provincia di Bingol in Turchia
orientale. Il 6 luglio un uomo e' rimasto ucciso in seguito all'esplosione di
un'autobomba a un posto di guardia della polizia turca in un villaggio della
provincia di Diyarbakir, massimo centro della zona curda. L’11 luglio due
poliziotti turchi sono rimasti uccisi nel corso di un attacco armato nei pressi
della città orientale turca di Sirnak, vicina al confine tra la Turchia e l'Iraq
e il 13
luglio 5 soldati turchi sono morti e altri cinque sono rimasti feriti
dall'esplosione di una mina nella regione orientale di Bitlis.
Christian Elia