19/07/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



La commemorazione per un attentato contro gli ebrei diventa occasione per denunciare il razzismo
Lista delle vittime dell'attentato all'AmiaAlle 9.53, ora locale, Buenos Aires ha commemorato le vittime della strage della Mutua Judía Argentina (Amia), l’istituto assicurativo ebreo che a quell’ora, dodici anni fa fu fatto saltare in aria in un violento attentato di matrice razzista che ancora segna la società argentina: 85 persone rimasero uccise, decine ferite. Rappresentanti della società civile, della chiesa cattolica, della politica hanno sfilato per le vie della città, soffermandosi nel quartiere ebraico, 250mila persone che vivono in case circondate da palizzate e recinti. Mura per difendersi, che gli ebrei argentini sono stati costretti a tirar su dopo quell’attacco al cuore della loro società, e che ancora sono lì quale monito: “per non dimenticare”.
 
Eppure qualcuno dimentica. Nell’ultimo anno, la Daia, organismo che rappresenta la comunità ebraica nel paese sudamericano, ha registrato un notevole incremento degli atti antisemiti, quasi il doppio rispetto alla media degli ultimi otto anni. Si tratta di azioni che partono dalle scritte sui muri (del tipo “qui vive un ebreo, non lo vogliamo più nel nostro quartiere”) per finire in aggressioni fisiche. L’ultima, secondo quanto riporta il quotidiano spagnolo El Pais, è avvenuta nel centro di Buenos Aires, per mano di tre skinheads che hanno aggredito a bastonate un giovane.
 
Le macerie dell'edificio dell'Amica, 18 luglio 1994Nessuna giustizia. “Dopo tutti questi anni non abbiamo ancora avuto giustizia”, ha commentato Luis Grynwald, presidente dell’Amia, nei primi momenti della cerimonia, “la giustizia deve investigare. Ci sono due processi aperti contemporaneamente e nessun arrestato”. Aspre critiche alla giustizia provengono costantemente dalla società ebraica. Il fatto che l’aggressione degli skinheads sia stata condannata con l’obbligo a visitare il Museo dell’Olocausto di Buenos Aires, e altri casi siano stati valutati come comuni aggressioni, senza considerazione per l’aggravante della discriminazione razziale, ha scosso profondamente gli israeliti.
 
Non solo ebrei. Nell’Argentina degli immigrati, vittime di un crescente razzismo non sono soltanto gli ebrei, ma anche i coreani, i cinesi e i nomadi. Il tutto aggravato dal rifiorire della letteratura nazista, primo fra tutti il Mein Kampf di Adolf Hitler. A quanto denunciano i media locali, il libro che racchiude l’ideologia della follia hitleriana è molto diffuso fra gli argentini e questo sconvolge la comunità ebraica. “E’ molto più che un libro, è il supporto del nazismo. La sua diffusione dovrebbe venir proibita”, incalza Jorge Kirszebaum, presidente della Daia.
 
La commozione dei parenti delle vittimeCon le lacrime agli occhi. Riascoltando il nome della figlia Paola nella lista delle 85 vittime di quel maledetto 18 luglio 1994, Luis Czyczewsky non ha resistito, commosso e arrabbiato ha rilanciato a nome dei familiari pesanti critiche contro l’amministrazione giudiziaria, non risparmiando neppure il presidente Nestor Kirchner.. Czyczewsky ha ricordato il discorso pronunciato da Kirchner il 25 Maggio, dove sottolineava con orgoglio come l’Argentina avesse “recuperato il valore della memoria e della giustizia” e ha obiettato: “Se fosse vero, staremmo qua solo versando lacrime e ricordando coloro che morirono, non parlando di impunità e mancanza di spiegazioni”. Poi rivolgendosi al giudice federale Ariel Lijo, che investiga sulle irregolarità delle indagini sull’attacco terrorista, punta il dito contro l’ex presidente Carlos Menem e l’ex ministro dell’Interno, Carlos Corach: “Dottor Lijo, indaghi su Menem e Corach. Abbia la forza e il coraggio che tutti i giudici dovrebbero avere. Se non lo farà, finirà anche lei per essere responsabile”. Nestor Kirchner non era presente alla cerimonia commemorativa, per un impegno in Paraguay, ma durante il suo governo mai ha perso l’occasione per ribadire il suo no al razzismo e alla discriminazione.  

Stella Spinelli

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