scritto per noi da
Eleonora Sila
Incontro M. dalla mia parrucchiera, ha 20 anni, inizia oggi
il suo tirocinio come assistente. Nonostante il caldo insopportabile, M.
indossa camicia a maniche lunghe e pantaloni. Mi racconta di aver frequentato
il corso da parrucchiera e che è felice di essere qua a lavorare per poco più
di 150 euro al mese: “Così almeno posso uscire di casa”.
La Tunisia di M. Racconta che normalmente le sue
giornate le passa fra le mura domestiche. A parte quando va a scuola, suo padre
le proibisce di uscire di casa se non accompagnata da sua madre. Le chiedo se
è
mai stata in un caffé o in discoteca: ovviamente la risposta è no, le uniche
feste che le sono concesse sono i matrimoni di famiglia, e anche lì suo padre
le impedisce di ballare , a meno che non lo faccia con altre donne e comunque
con modi e atteggiamenti non troppo ‘provocanti’. E’ intenta a pettinarmi i
capelli e mi dice: “ Anche io vorrei tingermi i capelli di biondo, ma potrò
farlo solo dopo sposata, una donna non sposata e bionda, qui, viene considerata poco seria”. La Tunisia è un paese in
trasformazione, negli ultimi anni i cambiamenti sono stati veloci e radicali,
in campo economico ma anche sociale. Sempre più proiettata verso l’Europa, ma
ancorata alla tradizione arabo-islamica, sempre più intenta a cercare una
identità di paese moderato ma moderno, sempre in bilico fra ricerca di identità
e autonomia e spirito di emulazione nei confronti dei paesi europei più vicini.
Tutto ciò appare estremamente evidente camminando per le strade di una delle
maggiori città tunisine (Tunisi, Hammamet o Scusse) o conversando con dei
giovani : due anime convivono, due stili di vita, due differenti società
entrambe portate, nella forsennata ricerca di una identità, alle estreme
declinazioni.
La Tunisia di R. Ancor più questa
contraddizione risulta evidente analizzando la situazione femminile. Accanto
alla tradizione che vuole la donna figlia, sposa e madre, appendice di una
figura maschile e relegata nelle pareti domestiche, convivono forme di
emulazione esasperata dei modelli occidentali percepiti nelle loro forme
più estreme attraverso lo specchio
deformato dei mass media. R. è in fila davanti a una delle discoteche più alla
moda della Tunisia. Mi avvicino
per parlarle, sembra appena
uscita dalla copertina di un giornale di moda: indossa degli short e un top
all’ultimo grido, ogni particolare è curato e perfetto, parla con le sue
amiche, in mano le chiavi della sua auto. E’ l’una di notte, da dentro il
locale la musica arriva a ritmi forsennati. Anche R. ha 20 anni, è studentessa
universitaria, mi racconta che non ha alcun problema ad uscire, i suoi genitori
sono molto permissivi. Parliamo dell’Italia, mi racconta di esserci stata in
vacanza un paio di volte, parla di vestiti e di ragazzi. Entriamo nel locale,
R. saluta un po’ tutti, ci sediamo a un tavolo con le sue amiche, si mangia ,
si devono alcoolici, si balla; a fine serata R. pagherà un conto di circa 200
euro, qualcosa in più dello stipendio mensile di M. Anche questa è la Tunisia,
con la sua doppia anima e la sua doppia vita. Ovviamente la realtà ammette
molte più sfumature , fra questi due estremi una società in continua crescita
e
trasformazione prende forma, ma fra questi due estremi, fra il mondo
arabo-musulmano e la società occidentale , dove andrà a posizionarsi
esattamente la Tunisia?