24/07/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



L'universo femminile in Tunisia, tra tradizione e modernità
scritto per noi da
Eleonora Sila
 
Incontro M. dalla mia parrucchiera, ha 20 anni, inizia oggi il suo tirocinio come assistente. Nonostante il caldo insopportabile, M. indossa camicia a maniche lunghe e pantaloni. Mi racconta di aver frequentato il corso da parrucchiera e che è felice di essere qua a lavorare per poco più di 150 euro al mese: “Così almeno posso uscire di casa”.
 
un gruppo di donne tunisine in abiti tradizionali vende i prodotti al mercato di una cittàLa Tunisia di M. Racconta che normalmente le sue giornate le passa fra le mura domestiche. A parte quando va a scuola, suo padre le proibisce di uscire di casa se non accompagnata da sua madre. Le chiedo se è mai stata in un caffé o in discoteca: ovviamente la risposta è no, le uniche feste che le sono concesse sono i matrimoni di famiglia, e anche lì suo padre le impedisce di ballare , a meno che non lo faccia con altre donne e comunque con modi e atteggiamenti non troppo ‘provocanti’. E’ intenta a pettinarmi i capelli e mi dice: “ Anche io vorrei tingermi i capelli di biondo, ma potrò farlo solo dopo sposata, una donna non sposata e bionda, qui, viene considerata  poco seria”. La Tunisia è un paese in trasformazione, negli ultimi anni i cambiamenti sono stati veloci e radicali, in campo economico ma anche sociale. Sempre più proiettata verso l’Europa, ma ancorata alla tradizione arabo-islamica, sempre più intenta a cercare una identità di paese moderato ma moderno, sempre in bilico fra ricerca di identità e autonomia e spirito di emulazione nei confronti dei paesi europei più vicini. Tutto ciò appare estremamente evidente camminando per le strade di una delle maggiori città tunisine (Tunisi, Hammamet o Scusse) o conversando con dei giovani : due anime convivono, due stili di vita, due differenti società entrambe portate, nella forsennata ricerca di una identità, alle estreme declinazioni.
 
uno dei locali notturni di tunisiLa Tunisia di R. Ancor più questa contraddizione risulta evidente analizzando la situazione femminile. Accanto alla tradizione che vuole la donna figlia, sposa e madre, appendice di una figura maschile e relegata nelle pareti domestiche, convivono forme di emulazione esasperata dei modelli occidentali percepiti nelle loro forme più  estreme attraverso lo specchio deformato dei mass media. R. è in fila davanti a una delle discoteche più alla moda della Tunisia. Mi avvicino per parlarle, sembra appena uscita dalla copertina di un giornale di moda: indossa degli short e un top all’ultimo grido, ogni particolare è curato e perfetto, parla con le sue amiche, in mano le chiavi della sua auto. E’ l’una di notte, da dentro il locale la musica arriva a ritmi forsennati. Anche R. ha 20 anni, è studentessa universitaria, mi racconta che non ha alcun problema ad uscire, i suoi genitori sono molto permissivi. Parliamo dell’Italia, mi racconta di esserci stata in vacanza un paio di volte, parla di vestiti e di ragazzi. Entriamo nel locale, R. saluta un po’ tutti, ci sediamo a un tavolo con le sue amiche, si mangia , si devono alcoolici, si balla; a fine serata R. pagherà un conto di circa 200 euro, qualcosa in più dello stipendio mensile di M. Anche questa è la Tunisia, con la sua doppia anima e la sua doppia vita. Ovviamente la realtà ammette molte più sfumature , fra questi due estremi una società in continua crescita e trasformazione prende forma, ma fra questi due estremi, fra il mondo arabo-musulmano e la società occidentale , dove andrà a posizionarsi esattamente la Tunisia?
Categoria: Donne, Costume
Luogo: Tunisia