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La notizia è arrivata al termine della prima conferenza euro-africana sull'immigrazione, conclusasi martedì scorso nella capitale marocchina Rabat: gli 11 mila subsahariani arrivati alle Canarie dall'inizio di gennaio potrebbero essere regolarizzati a tempo determinato.
Sans papiers. E' stato il ministro del Lavoro, Jesùs Caldera, a ventilare l'ipotesi, alla
chiusura dei lavori della conferenza: i 'sans papiers' che, al termine dei 40
giorni trascorsi nei centri di permamenza temporanea non sono stati rimpatriati
o espulsi, si trovano in una situazione 'indefinita', che non permette loro di
lavorare legalmente. Pertanto potrebbero ricevere un permesso temporaneo di lavoro
e soggiorno fino al momento del loro rimpatrio. Caldera ha riferito di essere
pronto ad accogliere la mozione del Senato che esorta il governo a concedere tali
permessi. Sono oltre 11 mila gli immigrati sbarcati sulle isole spagnole dall'inizio
dell'anno. Di questi, secondo le valutazioni del ministero dell'Interno spagnolo,
solo il 10% potrà essere rimpatriato entro le sei settimane previste dalla legge.
Se l'iniziativa promossa dal Senato verrà accolta dall'esecutivo, questo aprirà
le porte ai permessi temporanei.
Disapprovazione europea. Il provvedimento corre però il rischio di incontrare le critiche di numerosi
Paesi dell'Unione Europea, che già hanno visto di mal grado la regolarizzazione
straordinaria di migliaia di migranti da parte del governo spagnolo lo scorso
anno, oltre a ritenere troppo breve il periodo di trattenimento dei clandestini
nei Cpt spagnoli. La Moncloa critica a sua volta la carenza di sostegno da parte
dei Paesi membri nell'affrontare il problema immigrazione. Non solo per l'insufficienza
di fondi, ma soprattuto per la mancanza di assistenza tecnica e la collaborazione
materiale nelle operazioni di controllo dei confini nazionali, sottoposti negli
ultimi mesi a veri e propri 'assalti' da parte di migranti. A Melilla, enclave
spagnola in Marocco, a marzo la Guardia Civil uccise decine di clandestini subsahariani
che tentavano di scavalcare il muro di cinta. Molti altri muoiono quotidianamente
nel tentativo di raggiungere la penisola iberica via mare. Quanti sono? Il 40
per cento di chi ci prova.
Luca Galassi