stampa
invia
Dopo cinque mesi di intenso dibattito il Parlamento indonesiano ha approvato lunedì scorso la legge che concede l'autonomia alla provincia di Aceh. Il provvedimento, che segue la firma degli accordi di pace nell'agosto 2005, è stato contestato dai rappresentanti degli ex-ribelli separatisti del Gam, che hanno organizzato uno sciopero generale per contestare una legge 'troppo orientata' a favore del governo centrale.
Accordo a metà. Il provvedimento accoglie solo parzialmente le richieste degli acehnesi. Quanto
era stato negoziato in sede di colloqui tra Giakarta e le autorità locali della
regione a nord di Sumatra prevedeva infatti lo sfruttamento delle risorse naturali,
la formazione di partiti politici in vista delle elezioni di settembre, la costituzione
di una commissione ad hoc per giudicare i responsabili delle operazioni militari
che hanno provocato migliaia di morti in 30 anni di conflitto. Nelle attuali disposizioni,
l'articolo 11 prevede che il governo centrale fissi le norme, gli standard e le
procedure per l'entrata in vigore dell'accordo. Il 70 per cento dei proventi dello
sfruttamento delle risorse naturali andrà agli acehnesi, ma la gestione dei giacimenti
di petrolio e gas naturale sarà 'congiunta'. Ciò che disattende i pre-accordi
stipulati nei mesi scorsi col governo e con la Missione europea di monitoraggio
(Amm) incaricata di vigilare sul processo di pace. Quest'ultimo punto rappresenta
un mutamento di direzione rispetto al 'Memorandum of understanding' sottoscritto
tra le parti lo scorso anno, che affidava invece la gestione degli impianti alla
ex provincia ribelle. Le vittime degli abusi perpetrati dai militari durante l'occupazione
degli anni '90 dovranno accettare il fatto che i responsabili sfuggiranno alla
giustizia: la commissione giudicherà infatti solo i casi successivi alla sua istituzione.
Minaccia di ricorso. Uno dei portavoce del Gam (Gerakan Aceh Merdeka, Movimento per Aceh libera),
Yusuf Irwandi, ha accolto con irritazione una legge che "lascia molte questioni
aperte, questioni che potrebbero creare problemi - ha riferito all'agenzia di
stampa missionaria 'Misna' -. Oltre alla spartizione delle risorse, tra gli articoli
da rivedere quelli che lasciano un'autorità piuttosto ampia al governo centrale
e quelli molto vaghi sul ruolo dell'esercito". Irwandi ha annunciato che presenterà
ricorso alla Missione di monitoraggio. Quest'ultima, il cui mandato scade a settembre,
si è incaricata di studiare la legge approvata dal Parlamento e successivamente
di consultare le parti. Yusuf Irwandi fu 'liberato' dallo tsunami mentre si trovava
in carcere il 26 dicembre 2004.
Entra in vigore la sharia. Su richiesta delle stesse autorità locali, il nuovo provvedimento legislativo
contempla anche la creazione di tribunali islamici e l'applicazione della sharia. Dodici articoli descrivono nel dettaglio come la 'legge islamica' entrerà in
vigore, in una provincia dove costumi e tradizioni islamiche sono molto forti.
Vi sarà un corpo di polizia che vigilerà sull'applicazione dei 'qanun' (disposizioni
legislative), anche se questi saranno sottoposti al vaglio della Corte Suprema
prima della loro entrata in vigore. Con l'implementazione dei tribunali islamici,
Aceh diventerà così la prima enclave in Indonesia, Paese che vanta un passato
di tolleranza e sincretismo religioso, dove la sharia sarà ufficialmente legge.
Luca Galassi