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Sulle orme di maggio. Una nuova ondata di violenza
mette in ginocchio la capitale paolista, dilagando in tutta l'area metropolitana
fino al litorale. Lo spettro del maggio infuocato, che l’ha messa a ferro e
fuoco, torna a farsi vivo. Le fazioni criminali che fanno capo al Primero
Comando della Capitale, gruppo che decide il bello e il cattivo tempo della
città da dietro le sbarre del carcere di massima sicurezza, si scatenano. Il
movente sbandierato è sempre quello: ottenere un miglior trattamento
carcerario. La scritta “Contro la repressione carceraria”, infatti, è comparsa
ovunque, a sigillo dei misfatti. I capi hanno ordinato ai loro uomini di far
pressione, di tenere in scacco le forze dell’ordine, di colpire al cuore le
forze di sicurezza, per ricattare i carcerieri e sperare di cambiare il
sistema. Con la violenza, unico strumento alla loro portata, pensano di poter
ottenere più diritti e il rispetto di quelli che già dovrebbero aver garantiti.
Ma sbagliano registro.
Le vittime. Il soldato, Odair José Lorenzoni, 29
anni, è morto di fronte a casa, nella favela di Boi Malhado. È stato colpito da
proiettili sparati a mezzanotte e dieci. Nemmeno la sorella Rita, 39 anni,
accorsa per il rumore degli spari, è stata risparmiata. Colpita dagli stessi
uomini armati, è morta in ospedale poco dopo. Anche la polizia arrivata in pochi
minuti è stata sorpresa da una pioggia di proiettili che hanno ferito un
agente.
La voce istituzionale. Il governatore di San Paolo,
Caludio Lembo, poche ore prima dell'ondata di violenza, aveva definito la situazione
dei presidi carcerari “sotto controllo” e aggiunto: “Il Pcc non domina più”. Nella
notte è scoppiato il finimondo. Ma Lembo sminuisce: “E’ opera di un gruppetto
di ridicoli mocciosi che vogliono passare da eroi”. Assicura che nelle prigioni
vige
la disciplina e il controllo della segreteria dell’Amministrazione
penitenziaria, degli agenti e della polizia militare.
Rappresaglia. Ma nelle strade il clima è diverso. La paura torna
a farla da padrona e i commenti si sprecano. Sono molti a vedere i fatti di
questa notte come grave rappresaglia seguita all’arresto di Emivaldo Silva Santos,
detto il BH, trentenne, accusato di essere il “generale” del Pcc nella regione.
Nella prima serata di ieri è stato arrestato durante un’operazione congiunta
della polizia civile e militare. Una scintilla che ha fatto ravvivare una
miccia mai spenta. Stella Spinelli