04/12/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Conclusa a Nairobi la prima conferenza degli Stati aderenti al Trattato di Ottawa

mineSi è conclusa ieri a Nairobi, in Kenya, la prima Conferenza degli stati che hanno aderito al Trattato di Ottawa e si sono così impegnati a non utilizzare, produrre, accumulare o vendere mine antipersona, oltre che a distruggere quelle già esistenti e a bonificare le aree minate entro il 2009. A cinque anni dall'entrata in vigore del Trattato di Ottawa, un migliaio di delegati provenienti da tutto il mondo hanno fatto il punto sui progressi fatti e sul lavoro ancora da svolgere per arrivare ad un "Mondo senza mine", come recita il titolo della Conferenza.

Il convegno si è aperto lunedì scorso nel migliore dei modi: l'Etiopia, paese ancora molto minato, soprattutto lungo la sua frontiera con l'Eritrea, ha deciso di ratificare il Trattato di Ottawa e diventare così il 144esimo stato ad avervi aderito.

disegno mina In questi cinque anni si sono registrati sicuramente grossi successi nella battaglia per la messa al bando delle mine: sono scesi da quindici a quattro i Paesi che fanno ancora uso di mine (Myanmar, Georgia, Nepal e Russia), solo quindici governi continuano ancora a produrne (erano più di cinquanta nel 1999) e il commercio è praticamente bloccato. Oltre ai 144 paesi che hanno aderito al Trattato, altri otto lo hanno firmato senza però ratificarlo, ovvero i tre quarti del mondo fanno parte della Convenzione sull'abolizione delle mine.

 
minaLe cifre parlano chiaro sui progressi raggiunti: sessantadue milioni di mine che facevano parte degli arsenali sono state distrutte e di queste più di trentasette milioni dagli Stati che fanno parte della Convenzione. Più di 1100 kmq di terreno sono stati bonificati, con la conseguente distruzione di quattro milioni di mine antiuomo, circa un milione di mine anticarro e svariati milioni di proiettili inesplosi.

Ma tutti i delegati intervenuti al Convegno di Nairobi sono concordi nel ritenere che resta da fare ancora molta strada per poter arrivare ad un mondo senza mine. Innanzitutto perchè quarantuno paesi sono ancora al di fuori del Trattato di Ottawa, e tra questi tre dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU (Stati Uniti, Russia e Cina) oltre che paesi importanti come Finlandia, India, Pakistan, Egitto e Israele (paesi che si dividono 180 milioni di mine antiuomo). Ed è in aumento anche l'uso di mine da parte di gruppi armati indipendenti.

E poi, naturalmente, ci sono ancora troppi milioni di mine rimaste sul terreno, che non riconoscono accordi di pace nè Convenzioni internazionali. Sono ancora troppe le vittime, anche in luoghi che sono ormai da tempo pacificati: ogni anno sono più di quindicimila i casi accertati di morti e mutilazioni, in ottantatre paesi del mondo, a causa di mine o ordigni inesplosi. Senza contare poi che molti incidenti, forse la maggior parte, non vengono nemmeno segnalati. Di queste vittime, l'86 per cento sono civili e il 23 per cento sono bambini.
 
red
Categoria: Armi