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Vince il Pan. Alla fine dell’estenuante conteggio delle schede, iniziata domenica sera, subito
dopo la chiusura dei seggi elettorali, Felipe Calderon, candidato conservatore
del Pan, Partido de Accion Nacional, è stato proclamato presidente del Messico,
dall’Ife, l’Istituto Federal Electoral.
I buoni propositi del vincitore. Subito dopo aver appreso la notizia della vittoria, Felipe Calderon ha voluto
ringraziare il popolo messicano “Sono molto contento. Ringrazio tutti i cittadini
messicani – ha detto il neo presidente – Queste elezioni si sono svolte nel pieno
rispetto della legge”. Dopo la vittoria del 2000, dove Vicente Fox (anch’egli
del Pan) strappò la poltrona presidenziale al Pri (Partido Revolucionario Istitucional),
che fino a quel momento aveva comandato la nazione per 70 anni, ecco dunque la
conferma elettorale, simbolo di continuità per un Paese che vuole ritornare a
essere uno dei più influenti nel panorama latinoamericano. Come ha ricordato lo
stesso Calderon: “Sotto il mio mandato il Messico riassumerà un ruolo importante
a livello continentale, ma anche mondiale”.
Lo sconfitto. Nel corso dei mesi della campagna elettorale il candidato progressista, Obrador,
era considerato l’uomo giusto per arrivare alla poltrona presidenziale e dare
il via ad una nuova era politica in Messico. Infatti, nel paese centroamericano,
la sinistra non ha mai vinto le elezioni (anche se nel 1988 ci è andata molto
vicina in quelle che sono universalmente considerate come le elezioni dell’imbroglio).
A questo punto, Obrador, ha già fatto sapere che si rivolgerà al Tribunal Electoral
del Poder Judicial de la Federacion “per ottenere un riconteggio delle schede
elettorali”, considerando che domenica (giorno delle elezioni) “ci sono state
irregolarità”. Alessandro Grandi