07/07/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Calderon (Pan) vince le elezioni. Il candidato della sinistra, Obrador (Prd), chiede che si ricontino le schede
 
Il neopresidente messicano Felipe CalderonVince il Pan. Alla fine dell’estenuante conteggio delle schede, iniziata domenica sera, subito dopo la chiusura dei seggi elettorali, Felipe Calderon, candidato conservatore del Pan, Partido de Accion Nacional, è stato proclamato presidente del Messico, dall’Ife, l’Istituto Federal Electoral.
Il distacco dal suo diretto avversario, il rappresentante della sinistra, Andres Manuel Lopez Obrador, è risultato minimo: 35.89% per Calderon, 35.31% per Obrador. 
“Abbiamo vinto le elezioni - ha detto Calderon, visibilmente emozionato - I messicani mi hanno dato l’onore e la grande responsabilità di essere il prossimo presidente”.
Il candidato del Partido de la Revolucion Democratica ha già fatto sapere che impegnerà i risultati elettorali e chiederà un nuovo conteggio dei voti.
 
Seggio elettoraleI buoni propositi del vincitore. Subito dopo aver appreso la notizia della vittoria, Felipe Calderon ha voluto ringraziare il popolo messicano “Sono molto contento. Ringrazio tutti i cittadini messicani – ha detto il neo presidente – Queste elezioni si sono svolte nel pieno rispetto della legge”. Dopo la vittoria del 2000, dove Vicente Fox (anch’egli del Pan) strappò la poltrona presidenziale al Pri (Partido Revolucionario Istitucional), che fino a quel momento aveva comandato la nazione per 70 anni, ecco dunque la conferma elettorale, simbolo di continuità per un Paese che vuole ritornare a essere uno dei più influenti nel panorama latinoamericano. Come ha ricordato lo stesso Calderon: “Sotto il mio mandato il Messico riassumerà un ruolo importante a livello continentale, ma anche mondiale”.
Non solo. Caderon ha voluto far sapere alla nazione, soprattutto ai suoi avversari politici e alle forze sociali, che questo è il momento opportuno affinché governo e parti sociali lavorino ad un progetto comune che arrivi a creare un governo di coalizione.
 
Lo sconfitto: Andres Manuel Lopez ObradorLo sconfitto. Nel corso dei mesi della campagna elettorale il candidato progressista, Obrador, era considerato l’uomo giusto per arrivare alla poltrona presidenziale e dare il via ad una nuova era politica in Messico. Infatti, nel paese centroamericano, la sinistra non ha mai vinto le elezioni (anche se nel 1988 ci è andata molto vicina in quelle che sono universalmente considerate come le elezioni dell’imbroglio). A questo punto, Obrador, ha già fatto sapere che si rivolgerà al Tribunal Electoral del Poder Judicial de la Federacion “per ottenere un riconteggio delle schede elettorali”, considerando che domenica (giorno delle elezioni) “ci sono state irregolarità”.
Amlo (come affettuosamente viene chiamato dalla stampa messicana Obrador) non è persona che si arrende facilmente e ha ribadito, in un’intervista che un nuovo conteggio dei voti è necessario soprattutto per le supposte anomalie riscontrate durante lo scrutinio dei voti.

Alessandro Grandi

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