12/08/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Il reportage di un giornalista arabo tra i bimbi di strada della capitale irachena
Aws si tiene la testa tra le mani, ha gli occhi rivolti verso il basso, è triste. Ricorda la sua scuola e l'ansia che lo assaliva quando doveva fare i compiti prima di diventare un venditore ambulante, tra i vicoli pericolosi di Baghdad, dove ora sui marciapiedi regna la morte.
 
un bimbo ferito a baghdadUn esercito di senza tetto. I tratti dell'infanzia sono ancora presenti sul viso di Aws,  ci raccontano la sua storia e non  dimentica che prenderà 5000 dinari (più o meno 5 dollari). Per  raccontarla lascerà il suo 'lavoro' all' incrocio stradale per parlare con un giornalista parassita che all'inizio aveva scambiato per un trafficante di bambini, uno dei tanti che voleva avvicinarlo. "Ho lasciato la casa di mio zio a Nassiriya dove mi ero trasferito dopo la morte di mio padre e di mia madre in un'esplosione a Baghdad. Sono fuggito con un mio amico nel quartiere di Batawin, al centro di Baghdad, dove ci sono delle case che accolgono i ragazzi della mia età offrendogli un lavoro nelle strade" racconta Aws."All’inizio la vita era calma e facevo quel che mi pareva poi, all' improvviso, ho saputo che delle gang praticavano il traffico di bambini, e attaccavano questa casa regolarmente per rapire alcuni di noi dei quali poi  si perdevano le tracce. Sono scappato un' altra volta e adesso mi protegge  un uomo che dà lavoro ai ragazzini agli incroci stradali", aggiunge.
 
un bambino iracheno nei pressi delle macerie della sua casa a baghdadUn milione di vite a rischio. L'Unicef, a conferma del racconto di Aws, ha dichiarato nel suo rapporto annuale che esistono 1 milioni e 300mila bambini iracheni che vivono nelle strade. Molti  di loro si trovano in un quartiere a nord di Baghdad, pieno di rifiuti. Il rapporto avvisa sui pericoli ai quali sono esposti i bambini in quest' atmosfera d'insicurezza generale e di povertà. Molti sono coloro che lasciano la scuola e si trovano a vagabondare per la città, malgrado la legge irachena vieti il lavoro ai minori di 15 anni, tranne se si tratta di minorenni che hanno perso il padre e che sono costretti a lavorare per dare un sostegno economico alla famiglia. Le associazioni umanitarie, governative e non, ignorano le famiglie colpite dalla violenza. Allora l' unica soluzione per i bambini è quella di lavorare.
Zainab, ha 12 anni,  è una ragazza che vende fazzoletti di carta nelle strade. "Mio padre è handicappato e mia madre malata,  mia zia vende verdura e frutta e mi obbliga a lavorare per guadagnare il pane quotidiano per la mia famiglia", racconta. Le circostanze difficili in cui vive l'Iraq  non sono le sole ad essere la causa della tragedia dei bambini. A volte è l'avidità dei genitori a spingerli a lavorare piuttosto che mandarli a scuola.
 
un bimbo di strada a baghdadOstaggi della paura. Mohammad,13 anni,che fa tre lavori, e racconta: " Nella mia famiglia è mio padre a dettare gli ordini. Noi siamo quattro fratelli e siamo tutti costretti a lavorare. Il più grande dei miei fratelli ha 16 anni ma come tutti noi non va a scuola.La vita è difficile e bisogna lavorare per mangiare, ci dice sempre nostro padre". Oltre a questo i bambini iracheni soffrono anche della violenza che respirano ogni giorno e delle operazioni militari a cui assistono quotidianamente. “La paura per qualsiasi cosa è diventata una delle malattie principali per i bimbi iracheni”, spiega lo psicologo Mohammad Ali Martidi. Aws, che ci ha raccontato la sua triste storia mentre toccava i suoi fazzoletti di carta, ha picchiato uno dei suoi amici che si raggruppavano intorno a noi per ottenere come lui i 5mila dinari per raccontare la loro storia. Alcuni di loro erano pronti a parlare per un quarto di quel prezzo. Però un uomo guardava la scena da lontano. Si è  avvicinato a noi, nell'estate bruciante di Baghdad e ha cominciato a picchiare Aws minacciandolo di ucciderlo se avesse continuato a parlare.
"Amico mio noi siamo qui grazie alla provvidenza di Dio, cosa vuoi dai bambini?  Lasciali guadagnare il loro pane quotidiano. Se sei in cerca di una storia cerca in un altro posto! La piazza è mia e non permetto a nessuno di avvicinarsi ai miei ragazzini!”, ha gridato l'uomo allontanandosi.  
 
Mashraq Abbas 
Categoria: Bambini, Guerra
Luogo: Iraq