Studenti e polizia si scontrano durante una manifestazione: 2 poliziotti muoiono e 17 studenti restano feriti
La protesta studentesca contro l’aumento indiscriminato delle tariffe del trasporto
pubblico, ma anche contro l’esagerato aumento delle bollette dell’energia elettrica
e a favore dell’istruzione gratuita, era iniziata ieri mattina davanti all’università
di El Salvador. Si erano ritrovati davanti all’ateneo, studenti medi e organizzazioni
sindacali, universitari e società civile: avrebbero manifestato nella zona dell’università
il loro dissenso contro l’innalzamento dei prezzi. Senza immaginare cosa sarebbe
accaduto.
I fatti. Da una parte il corteo studentesco, colorato e ricco di cartelloni che inneggiavano
alla scuola gratuita, al ribasso dei prezzi dei trasporti e a una società più
giusta, dall’altra un cordone di forze di polizia dell’Unità di Mantenimento dell’Ordine
(Umo), pronto a disperdere la folla. Dopo un primo lancio di gas lacrimogeni,
che non aveva dato esito positivo, i poliziotti hanno iniziato a sparare proiettili
di gomma ad altezza uomo. Uno di questi ha ferito ad una spalla il direttore amministrativo
della facoltà Multidisciplinaria de Occidente, Herberth Rivas. Ma il bilancio degli scontri è stato drammatico. Un manifestante
ha sparato contro i poliziotti con un fucile M16, uccidendone due: Miguel Ángel
Rubí Argueta, di 31 anni e José Pedro Misael Rivas Navarrete di 26. Alcune videocamere
posizionate lungo il percorso della manifestazione sono riuscite a catturare l’immagine
del giovane che, con il volto coperto da un bandana, si spostava lungo il fronte
degli scontri con l’M16 in mano.
Che la situazione stesse per degenerare, i poliziotti l’avevano capito. Pochi
minuti prima dell’inizio dello scontro a fuoco, alcuni manifestanti avevano attaccato
la polizia con una fitta sassaiola e con il lancio di bombe molotov.
Secondo alcuni testimoni oculari, i manifestanti, che nel frattempo avevano tentato
di rifugiarsi all’interno dell’università, hanno anche sparato contro un elicottero
della polizia che si era portato in zona per seguire il corso degli incidenti,
riuscendo a ferire (lievemente) il pilota del velivolo.
Le accuse. Il presidente della repubblica, Antonio Saca, e il ministro Renè Fugueroa non
si sono risparmiati nel lanciare accuse. Secondo la loro opinione la colpa in
tutto quello che è successo è da attribuire al Fmln (Fronte Farabundo Martì para
la Liberacion Nacional). Alcuni rappresentanti delle forze di polizia hanno fatto
sapere che, probabilmente, all’interno dell’ateno potrebbero esserci ancora studenti
armati.
Intorno alle 22 di ieri sera la polizia salvadoregna è riuscita, grazie anche
all’ausilio delle telecamere, ad arrestare Luis Antonio Funes, 37 anni complice
di Josè Bolloso, l’uomo che ha sparato e ucciso i due agenti. I due, adesso, sono
detenuti con la grave accusa di omicidio aggravato. Secondo le notizie diffuse
dalle agenzie salvadoregne, i due accusati farebbero parte del Bloque Popular
Juvenil, una formazione antagonista molto conosciuta a El Salvador.
La tensione comunque resta alta. Gli uomini della polizia sorvegliano il palazzo
dell’università e alcuni elicotteri lo sorvolano cercando di scorgere attivisti
armati rifugiati all’interno.