08/07/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Aperta in Cile la causa contro Alan Garcia, neopresidente peruviano, per crimini contro l'umanità
Un giudice cileno investigherà su Alan Garcia, presidente appena rieletto in Perù, a 16 anni dalla sua precedente esperienza alla guida del paese. L’accusa è di crimini contro l’umanità, compiuti durante la sua prima legislatura (1985 – 1990), anni bui di un paese piegato da una grave guerra interna.
 
Alan Garcia Le regole. Ma il giudice, Romy Rutherford del Secondo tribunale del crimine di Santiago ha precisato che gli accusatori hanno trenta giorni di tempo, a partire dal 4 luglio, per provare la colpevolezza di Garcia, che ha già scampato un processo in Perù. “Se non dimostreranno che non ci fu e non c’è tuttora una causa aperta in Perù contro Garcia per questi stessi crimini – spiega – l’indagine sarà immediatamente chiusa”. E sottolinea che per i delitti di lesa umanità i tribunali hanno competenza internazionale e possono essere investigati e sanzionati da qualsiasi paese, indipendentemente da chi li ha commessi e dove. La regola stabilisce che i tribunali stranieri possano agire in tutti quei “casi in cui una condotta illecita danneggi beni giuridici riconosciuti da tutta la comunità internazionale e che la comunità internazionale vuol proteggere”.
 
Sendero LuminosoI fatti. La denuncia è stata presentata dai peruviani Raul Paiva e Rodolfo Noriega, dirigenti del Comitato dei rifugiati peruviani in Cile, che per farlo hanno scelto un giorno simbolico: la visita ufficiale di Garcia alla Bachelet, lo scorso 22 giugno. L’accusa si riferisce alla mattanza di prigionieri appartenenti perlopiù al gruppo maoista Sendero Luminoso e Mrta e risalente al 19 giugno 1986. Nei carceri di El Fronton, San Juan de Lurigancho e Santa Barbara, i prigionieri si ribellarono per non essere trasferiti nel carcere di massima sicurezza di Canto Grande. E fu allora, secondo Paiva, che vennero commessi crimini indescrivibili: esecuzioni sommarie, sparizioni, torture. Risultato: circa 300 morti. Il tutto sotto il governo di Alan Garcia che si rifiutò di dialogare con i carcerati e permise tutto ciò. L’accusa si appella anche all’intervento della Corte interamericana dei diritti umani che parlò a favore dei familiari delle vittime, obbligando lo Stato peruviano a investigare, sanzionare i colpevoli e restituire i corpi dei desaparecidos alle famiglie. Ma niente è stato fatto.
 
Guerriglieri di sendero luminosoDi contro. Garcia rigetta tutto. Durante la sua permanenza a Santiago, ha precisato che i suoi accusatori, definiti una minoranza, non sanno che è già stato un processo in Perù, dal quale è uscito con assoluzione piena. Per questo avrebbe potuto ripresentarsi alle presidenziali di quest’anno.
 
I due giustizieri. La causa contro Garcia è in mano a due avvocati Raul Paiva e Huo Gutierrez. Paiva è un avvocato da sempre molto impegnato nel denunciare quanto avvenuto nel fosco passato peruviano. In particolare, in Cile ha già avviato una pressante protesta contro l’ex presidente Alberto Fujimori, rifugiato nel paese del cono sud e in attesa di essere estradato in Perù dove dovrà essere giudicato per una lunga lista di crimini contro lo Stato. Hugo Gutierrez, invece, è un attivista cileno, difensore dei diritti umani, querelante in molti dei processi a carico del dittatore Augusto Pinochet.
 

Stella Spinelli

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