Assemblea Costituente e referendum sulle autonomie: nuova affermazione per presidente aymara
La vittoria elettorale del Movimento al Socialismo capeggiato da Evo Morales
non è stata certamente un fuoco di paglia. Lo dimostra il trionfo elettorale ottenuto
alle votazioni di domenica scorsa che avevano lo scopo di eleggere l’Assemblea
Costituente e di rispondere al quesito referendario sulle autonomie regionali.
I temi. I cittadini boliviani sono stati chiamati a eleggere i membri della nuova assemblea
costituente (i seggi a disposizione sono 255) che entro sei mesi dal 6 agosto
prossimo, quando si insedierà con cerimonia ufficiale nella capitale Sucre, saranno
impegnati a redigere una nuova costituzione. Anche se non vi sono conferme istituzionali,
ormai pare certo che il Movimento al Socialismo abbia ottenuto una buona affermazione.
Nel dicembre scorso il partito di Morales aveva ottenuto il 54 per cento delle
preferenze alle elezioni presidenziali, indicando la nuova via della politica
boliviana. In questa tornata elettorale per l’assemblea costituente c’è stata
una conferma, anche se un po’ più risicata (52.5 per cento). Secondo un conteggio
ancora non ufficiale, sarebbero almeno 135, su 255, i seggi conquistati dal neopresidente
aymara. Morales, ha fatto sapere di essere molto felice per l’esito della tornata
elettorale, anche se i 135 seggi (e non i 170 che sperava) lo costringeranno,
in parte, a ascoltare l’opposizione per attuare le riforme più importanti. L’opposizione
ha già fatto sapere che dal prossimo 6 agosto darà battaglia su tutte le proposte
che giungeranno dal Movimento al Socialismo, che sarà quindi costretto a condurre
trattative politiche per eventuali approvazioni.
Comunque sia Morales conta sulla maggioranza dei seggi a disposizione. “E’ stata
una doppia vittoria, abbiamo ottenuto la maggioranza assoluta nella Costituente
ed il 'no' ha prevalso sul sì in gran parte della nazione”, ha fatto sapere il
presidente boliviano, lasciando trasparire un’espressione di gioia. “Con l’appoggio
popolare si consolidano le nazionalizzazioni e il cammino che abbiamo imboccato
con la nostra rivoluzione democratica e culturale”.
Soprattutto devolution. Ma la vera sorpresa della giornata elettorale riguarda la votazione del referendum
sulle autonomie, vera spina nel fianco di Morales.
Da tempo le ricche province boliviane (schierate a favore del sì), abitate soprattutto
dalla popolazione bianca (gli imprenditori), chiedono maggiore autonomia e, come
è successo nella provincia di Santa Cruz (la più ricca del Paese), addirittura
la secessione.
Anche in questo caso il Mas ha vinto alla grande, confermando una percentuale
altissima . Il 'no' ha avuto la meglio in cinque regioni (quelle fedeli al leader
cocalero) : La Paz, Cochabamba, Chuquisaca, Oruro e Potosi. Il ' sì'in quattro:
Santa Cruz, Beni, Pando e Tarija.
Al grido di “secessionismo” alcuni manifestanti legati all’elite imprenditoriale
della provincia di Santa Cruz, sono scesi per le strade della città, dimostrando
di essere pronti a lottare pur di non far dimenticare che il ‘sì’ ha ottenuto,
comunque, un buon risultato.