Il presidente di Cuba, Fidel Castro Ruiz, ha deciso di restituire la libertà ad un gruppo di detenuti, settantacinque, che
fra marzo e aprile del 2003 erano stati arrestati e condannati a pene che andavano
dai quindici ai venti anni di prigione.
Sono stati rimessi
in libertà, fra gli altri, Oscar Espinosa Chepe, economista indipendente, Marcelo López,
Margarito Broche e Alfredo Felipe
Mustafá, Pedro Arguelles e Pablo Pacheco. Non si tratta però di una liberazione
a tutti gli effetti.
I “dissidenti” liberati godranno di una licenza extra-penale che avrà la validità
di un anno.
Sembra che i detenuti rilasciati siano stati inizialmente trasferiti dalle
carceri in cui si trovavano ad un ospedale dell’Havana per accertamenti sanitari.
Dopo gli esami clinici è stata presa la decisione di rimetterli in libertà.
Le reazioni internazionali - La comunità internazionale è convinta che un ruolo fondamentale nella decisione di Fidel Castro sia
da attribuire alla ripresa dei rapporti diplomatici con il governo spagnolo di Zapatero. Fra i dissidenti rimessi in libertà spicca la presenza di Raul Rivero Castaneda,
scarcerato da pochi giorni, considerato il più grande poeta e scrittore cubano
contemporaneo, molto famoso in America Latina.
Rivero fu condannato a vent’anni di prigione perché riconosciuto colpevole di “attentato
contro lo Stato” e “cospirazione in complicità con gli Stati Uniti per minare
i principi della Rivoluzione”.
Il caso Rivero - Il caso di Rivero resta il più eclatante in quanto è l’unico “dissidente”
che non aveva ruoli politici all’interno di Cuba. Lui non è stato un militante
politico e non ha mai fatto parte dei gruppi organizzati dell’opposizione anticastrista.
Questa è stata sempre la linea di difesa degli avvocati di Rivero, che hanno
insistito sul fatto che l’unica attività dello scrittore era quella di scrivere
poesie, ma anche articoli giornalistici e reportage, sulla realtà della vita a
Cuba.
Le reazioni del poeta- “Godo di ottima salute in questo momento. Sono felice di essere tornato a casa
e ringrazio il governo cubano e quello spagnolo”, ha detto il poeta ai molti giornalisti
presenti alla sua liberazione. “E’ un gesto molto forte da parte del governo cubano",
ha aggiunto Riveiro. "Questa campagna di arresti così massiccia aveva creato tensione nella comunità internazionale”. La liberazione di Rivero era stata chiesta a
gran voce da molte organizzazioni, Reporter sans frontieres in testa.
Rivero, considerato un'icona della libertà di stampa nel mondo, è stato anche
premiato dall’Unesco. Al poeta è stato assegnato, lo scorso maggio,
il riconoscimento mondiale per la libertà di stampa perché, come ha fatto sapere
il direttore generale dell’Unesco Koitchiro Matsuura, “ Rivero ha pagato duramente
il suo impegno per la libertà di espressione”.
Le reazioni anticastriste - I gruppi anticastristi presenti in molte parti del mondo però non sono in
accordo con le decisioni del governo spagnolo di dare fiducia a
Castro e preannunciano battaglia.
“Il gesto di Fidel Castro, in realtà, non è che un espediente, una trovata propagandistica
che non scagiona affatto i dissidenti e non alleggerisce la presa sul controllo
ossessivo delle libertà civili e politiche a Cuba" commenta Carlos Coracero, esule cubano da molti anni
in Italia. "Quando Castro libera dei dissidenti
ne incrimina altrettanti: ultima condanna quella di due giovani esponenti del
Partito Democratico Liberale Cubano, una delle tante organizzazioni illegali e
perseguitate dal regime”.