05/07/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



La morte di Herty Lewites, candidato alla presidenza, getta il Nicaragua nel dubbio
 
scritto da
Giorgio Trucchi 
 
Herty Lewites, sulla sinistra, assieme all'altro candidato alla presidenza per i conservatori e a un esponente del governo BushLa morte del candidato presidenziale per Alianza Movimento rinnovamento sandinista, Herty Lewites, è ancora la principale notizia su tutti i mezzi di informazione nicaraguensi e la gente continua a fare la fila per portare l'ultimo saluto all'ex sindaco di Managua, morto domenica.
I familiari e i dirigenti del suo partito, oltre a ricordarne la lotta contro la dittatura somozista e l’impegno per cercare di diventare presidente, non si sono risparmiati attacchi diretti all'attuale dirigenza del Frente Sandinista (Fsln) e alla corruzione dei politici. Un’irruenza dettata dal dolore, ma anche dal Carlos Mejia Godoynervosismo e dal fatto che le prossime settimane saranno decisive per il futuro politico dell’Alianza. In un paese, il Nicaragua, in cui l’immagine del candidato riveste un'importanza ancora troppo forte rispetto ai contenuti dei programmi di governo, la perdita dell'istrionica personalità di Lewites rischia di mettere in ginocchio un movimento nato e coagulatosi intorno alla sua figura, più che a un progetto. Il programma elettorale sarebbe stato presentato verso la metà di luglio, ma l'intera campagna, che inizierà ufficialmente il 14 agosto, era già stata improntata nel tentativo di strappare voti al Fsln, senza mezze misure e con toni molto forti. Il nuovo candidato, Edmundo Jarquin, vice di Lewites avrà il difficile compito di riempire un vuoto difficilmente colmabile. Per questo l'Alianza ha proposto al cantautore storico dei sandinisti, Carlos Mejia Godoy, compositore dell'inno del Frente, uomo carismatico e amato, di fare da vice a Jarquin. Con la chitarra, il sorriso e la fedeltà alla causa potrebbe riuscire a placare la nostalgia per Lewites.
 
Daniel OrtegaI vecchi sandinisti. Il Frente Sandinista ha divulgato un messaggio ricordando la figura di Lewites e il suo segretario, Daniel Ortega, lo ha ricordato nel suo intervento per l'anniversario della liberazione di Sébaco. Rosario Murillo, del Frente, ha dichiarato a un canale televisivo che "la morte di Herty è una perdita molto grave. E' stato un compagno che ha camminato con noi per molto tempo, dagli anni della lotta contro la dittatura fino alla vittoria. Per noi è molto doloroso. Io e Daniel eravamo amici di Herty. Per me è stato motivo di soddisfazione averlo potuto abbracciare nella Cattedrale (durante la messa celebrata dall'Arcivescovo di Managua a cui erano stati invitati tutti i candidati presidenziali). Sono andato verso la panca dove era seduto insieme al candidato Montealegre e ci siamo scambiati un segno di Pace, abbracciandoci. Mi ha detto che ‘l'amore è più forte dell'odio’, frase da me forgiata per la campagna elettorale del 2001 e io gli ho risposto di sì, che l'amore sarà sempre più forte dell'odio. Ed è qui che Herty mi ha detto ‘non preoccuparti, perché siamo sempre gli stessi’ e io ci credo. Siamo sempre pieni di questo sentimento, di questa visione, di questa amicizia e di questo campañerismo".
 
Herty LewitesLe ultime parole. Solo una settimana prima della sua morte, Herty Lewites aveva concesso un'intervista a El Nuevo Diario. Questo è il Nicaragua che avrebbe voluto. "Sono nato sotto una dittatura e non voglio morire sotto un'altra. Da quando ho iniziato la campagna elettorale nel 2000 come candidato per il Comune di Managua, non ho più avuto un giorno libero. Ho una malattia: a me piace lavorare. Non bevo molto, non vado in giro di notte e il mio tempo libero lo passo al mare o a occupandomi del giardino. Ma anche tutto questo è finito quando dedicarmi alla Grande famiglia (il Nicaragua). La mia carriera politica l'ho iniziata nel 1958 con la Juventud Patriótica Nicaraguense. Con il trionfo di Cuba c'era una grande euforia tra i giovani. Andavamo tutti in giro con la barba lunga e il nostro modello era Fidel Castro. Volevamo una nostra rivoluzione. Con un gruppo di amici andammo a trovare l'ambasciatore cubano e entrammo nella lotta contro la dittatura. Sono sempre stato di sinistra. E' da quando ho 18 anni che lotto e se continuo a lottare tuttora non è per bisogno personale, potrei ritirarmi e vivere tranquillamente. Il 5 novembre sarà decisivo, abbiamo già perso sei anni di questo secolo e non ne possiamo perdere altri cinque. Il 5 novembre bisogna mettere le basi per una stabilità politica, per una grande riforma della Costituzione. Il momento più bello della mia vita fu proprio il 20 luglio del 1979, nella Plaza de la Revolución, quando la mia gente era finalmente libera. Il più triste, invece, il 25 la gente del Nicaragua che protesta per i propri dirittifebbraio del 1990, quando perdemmo le elezioni. La politica di adesso non è indecente, è marcia e per questo sto lottando, per cambiarla. Dico una cosa sola: nella mia vita, di dieci grandi sogni che ho avuto, se ne sono realizzati nove. Non è facile, ma quando uno insiste riesce a realizzare ciò in cui crede. Per me arrivare al potere significa sacrificarmi e non beneficiarne. Mi conoscete bene, sarò il presidente più rompiscatole che ha avuto il Nicaragua nella sua storia. Ho la forza fisica e psicologica per portare avanti questo paese e dargli una nuova direzione". Dopo due giorni è morto.
 
Categoria: Storia
Luogo: Nicaragua