Il conteggio. Lo spoglio delle schede non è ancora terminato e in Messico il clima è quello
dell’attesa.
I due candidati più accreditati alla poltrona presidenziale sono il conservatore
Felipe Calderon, rappresentante del Pan (Partido Accion Nacional), che fino a
questo momento sembra avere la maggioranza delle preferenze (37 per cento), e
il candidato della sinistra Andrei Manuel Lopez Obrador, del Prd (patido revolucionario
Democratico), attestato intorno al 36 per cento dei voti. La differenza fra i
due candidati è irrisoria: 300mila voti.
Nonostante l’Istitudo Nacional Federal abbia fatto sapere che i risultati definitivi
non si avranno prima di mercoledì, 5 luglio, sia Calderon sia Obrador si proclamano
vincitori delle elezioni. Da parte sua Lopez Obrador ha fatto sapere ai cronisti
che attendevano commenti: “I risultati non sono definitivi ma questo non mi impedisce
di dire che abbiamo vinto noi le elezioni”.
I commenti. Di diverso avviso, Calderon, candidato del Pan che ha aggiunto: "Non abbiamo
dubbi. Queste elezioni le abbiamo vinte noi. Appena ne avrò la possibilità, lavorerò
alla nascita di un governo di unità nazionale”.
Sembra, però, che i commenti sulla vittoria finale di queste elezioni siano in
linea con la campagna elettorale che, ricordiamolo, è stata all’insegna dell’insulto
fra i candidati. Lopez Obrador, durante la notte, ha fatto sapere ai suoi supporter
che secondo quanto risulta dai dati in suo possesso ci sarebbe un vantaggio per
il Prd di almeno 500 mila voti. Di certo si conta la schiacciante vittoria dei
democratici del Prd a Città del Messico. Dal Pri, dicono esattamente il contrario, sostenendo che Calderon abbia almeno
12 milioni e 300 mila voti contro gli 11 milioni e 900 mila di Obrador.
Nel frattempo arrivano anche i commenti di chi si deve occupare del conteggio
delle schede.
I dati. “Lo scarto tra il primo e il secondo posto è ridotto, in questo momento non
è quindi possibile annunciare il nome del vincitore”, ha fatto sapere Carlos Ugalde,
numero uno di Ife. Il testa a testa elettorale previsto si è dunque avverato.
Gli osservatori internazionali, ben 690 arrivati da sessanta nazioni, hanno affermato
che il processo elettorale si è svolto correttamente, senza anomalie, nonostante
la notizia della morte di due rappresentanti del Prd, che si apprestavano ad andare,
come osservatori, ad un seggio elettorale nel sud del paese.
Per quanto riguarda le elezioni legislative, quelle che decidono il numero di
parlamentari e senatori, la vittoria sembra in mano al Pan. Con circa il 34 per
cento delle preferenze, il Pan sembra avere la meglio sul Prd, che si attesta
intorno al 29 per cento dei suffragi. Mercoledì 5 luglio sapremo come è andata
a finire.