''Non abbiamo bisogno dei militari'': la risposta al ministro della Difesa italiano Arturo Parisi

Questa mattina ho visto
due blindati italiani passare davanti all’ospedale di Emergency, nel pieno centro di Kabul. I militari spuntavano dalla
torretta, ruotando la mitragliera da destra e sinistra, lentamente, a “coprire”
entrambi i lati della strada. Mi sono chiesto che penseranno i cittadini di
Kabul della loro citta’ attraversata da carri armati stranieri. E che
sensazione avranno i passanti nel vedersi puntate addosso quelle mitraglie?
Ho avuto il piacere di
conoscere il Ministro Parisi qui a Kabul, e ne ho apprezzato l’interesse per il
nostro lavoro. Tornato a casa, leggo sul Corriere
di oggi una sua dichiarazione che
suona cosi’ “Se Emergency puo’ agire a Kabul, e’ grazie alla protezione dei
militari”.
Domanda secca: perche’ un
Ministro dice bugie?
Una bugia sciocca, tra
l’altro, banale, facilmente confutabile: Emergency era a Kabul gia’ nel 2000,
quando non c’erano truppe italiane e perfino la nostra l’Ambasciata era chiusa
da anni. Gia’, eravamo a Kabul nella Kabul talebana. E dal 1999 in Panchir, con
un ospedale che curava chi viveva da quella parte del fronte. Banalmente, per
non fare torto a nessuno e occuparci il piu’ possibile di chi aveva bisogno,
senza chiedere appartenenze. A Kabul come in Panchir, abbiamo lavorato per anni
senza protezione militare.
Dal 7 ottobre 2001 per
oltre un mese Kabul e dintorni sono stati bombardati. Lotta al terrorismo,
sicurezza internazionale? La nuova guerra in Afghanistan, Signor Ministro, e’
iniziata cosi’, con i B52 a sganciare
bombe anche da sette tonnellate, da quarantamila piedi. Molte migliaia di
civili sono morti sotto quelle bombe, Signor Ministro. Possiamo fornirle nomi
e
indirizzi, se le interessa. Piu’ morti, molti di piu’, che alle Torri Gemelle:
hanno
fatto ‘giustizia” quei bombardamenti? O la “guerra al terrorismo” non e’ stata
invece un altro atto di terrorismo? Moltiplicare le vittime, nella macabra
rincorsa ad uccidere di piu’, ciascuno per le sue ragioni, non mi sembra una
strada ragionevole. La trovo perfino dis-umana.
Ma torniamo a Kabul. Neanche
in quella occasione abbiamo avuto bisogno dei militari a proteggerci (anzi i
militari di ogni sorta erano in verita’ il pericolo). E abbiamo continuato
cosi’, a Kabul e nel resto dell’ Afghanistan. Nei cinque anni di “guerra al
terrorismo”, abbiamo fatto il nostro lavoro - curare persone ferite o ammalate
- senza bisogno dei militari.
E allora, Ministro Parisi, perche’ quella bugia?
Pero’ in qualche modo la
capisco: lei “deve” dire bugie sull’Afghanistan. Vi e’ obbligato dall’avere
scelto di partecipare a una operazione di guerra cammuffandola e spacciandola
per operazione di pace.
Non si puo’ fare senza
raccontare bugie. E senza apparire ridicoli. Gli Stati Uniti chiamano GWATquello che stanno facendo in
Afghanistan (con Enduring Freedom prima, con l’ISAF poi, infine con la Nato):
guerra globale contro il terrorismo. Il nostro Ministro della Difesa tende
invece a far credere che le truppe italiane (che hanno partecipato a tutte le Operazioni lanciate in
Afghanistan) siano qui a fare la guardia ai medici.
Mi spiace contraddirla
Signor Ministro, ma non siamo qui grazie ai suoi soldati, ne’ ad altri
militari. Anzi la loro presenza e’ per noi motivo di seria preoccupazione, per
la sicurezza nostra del nostro staff e dei nostri pazienti. Provi a trovare altre
scuse, per giustificarla. Per quanto mi riguarda,
e per quanto riguarda Emergency, puo’ riportare a casa le sue truppe domani
mattina. Anzi ci spingiamo a pensare che lei dovrebbe farlo. Per molte ragioni, la piu’ evidente essendo che lei
ha giurato di rispettare la Costituziome Italiana, Articolo 11 compreso.
Gino Strada