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L'attore americano Nicholas Cage ha donato mercoledì scorso 2 milioni di dollari per aiutare i bambini soldato. La donazione servirà a finanziare luoghi di accoglienza e servizi di riabilitazione medica e psicologica. A gestire i fondi sarà l'organizzazione Amnesty International.
Eliminare l'orrore. L'attore, premio Oscar per 'Leaving Las Vegas' nel '95, non è nuovo all'impegno
umanitario. Cage è infatti testimonial della campagna contro le armi 'Controlarms',
promossa da Amnesty International, Oxfam, Iansa e Rete Italiana per il Disarmo
e finalizzata all'approvazione di un Trattato internazionale che disciplini il
commercio delle armi leggere. Il 42enne attore ha recentemente interpretato un
film d'azione, 'Lord of War' ('Il signore della guerra'), incentrato sulla figura
di un trafficante d'armi senza scrupoli. E' la storia vera di Yury Orlov, ucraino
che dai sobborghi di Brooklyn si trova a viaggiare da un conflitto all'altro,
vendendo armi ai più efferati dittatori del pianeta come un qualsiasi rappresentante
commerciale. Cage ha fatto appello affinché il pubblico venga sensibilizzato in
maniera sempre maggiore al problema dei bambini-soldato: "La mia donazione non
è certo una soluzione - ha detto al direttore esecutivo di Amnesty Usa, Larry
Cox -, ma la mia speranza è che le discussioni in corso in questi giorni a New
York possano aiutarci a trovare soluzioni per eliminare l'orrore di questa pratica".
Piccoli guerrieri. Da lunedì scorso, a New York sono attorno a un tavolo i 50 governi sottoscrittori
del Trattato che regola i trasferimenti internazionali di armi, e le stesse organizzazioni
che promuovono la campagna contro le armi, sponsorizzano dal 1998 la Coalition
to stop the use of Child soldiers (Coalizione per fermare l'uso dei bambini soldato).
Armati da governi, gruppi paramilitari o guerriglie ribelli, i bambini (e le bambine)
soldato sono una merce ricercata perché la loro manodopera non costa nulla, è
efficiente e crea generazioni di combattenti, alimentando un circolo vizioso difficile
da monitorare e bloccare. La Coalizione si occupa di sponsorizzare programmi sociali
mirati alla rieducazione e al recupero dei bambini soldato. Un dossier pubblicato
2 anni fa, il Child Soldiers Global Report, stima che i piccoli soldati siano,
in 27 Paesi teatro di conflitti, oltre 300 mila (100 mila nella sola Africa).
I bambini sono usati come combattenti, portatori di messaggi, facchini, spie,
cuochi o schiavi sessuali. La loro età varia, ma i più piccoli possono addirittura
avere appena nove anni.
Luca Galassi