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Dopo più di tre anni di carcere, gli indios lenca
Marcelino e Leonardo Miranda, simboli della lotta indigena per il possesso
della terra ancestrale contro i latifondisti, e in carcere per omicidio con una
condanna a 25 anni, sono stati dichiarati innocenti. Grazie ai continui ricorsi
presentati dagli avvocati legati al Consiglio civico delle organizzazioni
popolari e indigene (Copinh), la Cassazione ha riesaminato il caso e espresso
una sentenza di assoluzione piena. Fra pochi giorni, torneranno liberi. Le torture,
le vessazioni, i soprusi, gli scioperi della fame sostenuti per gridare la loro
innocenza sono solo un ricordo. Adesso i due lenca si aggrappano solo alla
libertà e alla solidarietà che mai è mancata loro in questi lunghi anni. Un caso
denunciato anche da Amnesty International.
La storia. I Miranda appartengono
alla comunità di Montaña Verde, una riserva silvestre ubicata nelle alture
occidentali dell’Honduras, ricca di risorse e di terreni fertili. Sono due
personaggi chiave nella lotta indigena, figure centrali del Consiglio indigeno
comunale, e da sempre ricoprono ruoli di responsabilità, tanto che sono
rispettati e ascoltati. Nella loro azione di salvaguardia dei terreni
ancestrali, i due hanno messo i bastoni fra le ruote a ricche e potenti
famiglie, intenzionate ad appropriarsi di buona parte di quei preziosi ettari.
L’intento
dei coloni è sfruttarne le risorse ambientali e realizzarvi alcuni progetti,
tra cui la costruzione di hotel e di immense strutture turistiche con fondi del
Banco Interamericano dello sviluppo e della Banca Mondiale. Così
bande paramilitari al soldo di questi latifondisti scorrazzano
costantemente per le proprietà indigene minacciando e aggredendo. Fu così anche
quella notte.
Il momento dell’arresto. “In
piena notte alcune decine di persone armate, appartenenti al corpo speciale
dell’esercito denominato Cobras, piombarono nella comunità – ci racconta
Filippo Pallotta, casco bianco in Honduras proprio in quei mesi. Dopo aver
sfondato le porte delle case con raffiche di mitragliatori e aver puntato le
canne dei fucili alle tempie dei bambini, caricarono i due su una camionetta.
Prima di rinchiuderli in cella li torturano, tanto che Leonardo Miranda stette
in coma per molti giorni. Nonostante sia stata dimostrata la falsità delle
numerose accuse a loro carico create dopo l’arresto, Marcelino e Leonardo
Miranda sono stati in carcere 3 anni, rischiandone 25 per un omicidio che non
hanno mai commesso. Ad accusarli fu una serie di testimoni che vivono nelle
terre delle famiglie contrarie al riconoscimento della territorialità comunale
della comunità Lenca di Monataña Verde. Inoltre furono incolpati di
lesioni contro uno degli uomini del commando che eseguì l'arresto e che li
torturò selvaggiamente”.
Si deve far luce. Adesso giustizia
è fatta, ma il Copinh afferma che continuerà nella lotta per la difesa
dei diritti dei popoli indigeni, per il rispetto della terra Lenca e per la
costruzione di una società più giusta e umana. “Esigiamo che sia fatta luce sui
veri colpevoli della morte di Juan Reyes, honudregno ucciso ormai 5 anni fa, e
che si ponga fine così all’impunità –
fanno sapere – e pretendiamo che lo Stato risarcisca i danni sofferti dai
Miranda e dai loro familiari”. Stella Spinelli