29/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Commenti contrapposti: per i palestinesi è un crimine contro l’umanità, per Israele legittima difesa
“Per Olmert e Peretz non ci saranno più giorni di pietà, l’opinione pubblica israeliana attende una risposta. Questo è il loro primo vero esame di leadership. Questa, dal giorno della vittoria elettorale di Kadima, è la prima crisi che il governo si trova ad affrontare. Staremo a vedere. E’ da un anno che la destra israeliana sostiene che abbandonare la Striscia avrebbe esposto il paese agli attacchi dei razzi Qassam e questo si sta verificando”.
 
il colono assassinato ieriSempre peggio. Menachem Gantz, giornalista israeliano, corrispondente dall’Italia del quotidiano Ma’ariv, commenta così le ultime notizie dalla Terra Santa, dove la situazione precipita. Ieri è stato ritrovato nei pressi del villaggio di Beitunia, a poca distanza da Ramallah, il cadavere del colono 18enne rapito domenica scorsa, mentre faceva l'autostop da Gerusalemme verso casa, nell'insediamento di Itamar. Si chiamava Eliahu Asheri ed è stato ucciso con un solo colpo di pistola alla testa. La reazione d’Israele è stata immediata. Colonne di blindati si sono riversati nella Striscia di Gaza, dando la caccia agli uomini dei Comitati di Resistenza Popolare che ieri avevano mostrato una copia dei documenti di Asheri e avevano minacciato di ucciderlo se non si fosse fermata l'offensiva israeliana nella Striscia. Lo stesso gruppo palestinese ha annunciato il sequestro di un altro cittadino israeliano, ma al momento mancano conferme ufficiali. Non si hanno notizie, per il momento, di Gilad Shalit, il soldato israeliano rapito durante un’azione di un commando palestinese venerdì scorso. L’esercito israeliano, in una sola notte, ha arrestato in totale 64 leader politici, tra i quali il vicepremier del governo di Hamas Naser al-Shaerfra e il ministro del lavoro Mohammed Barghuti, assieme a 23 capi militari di Hamas, in Cisgiordania. Alla fine sono 87 le persone fermate, tra Ramallah, Qalqulyah, Hebron, Jenin e Gerusalemme est.  Ma quale è l’obiettivo d’Israele? Vuole rioccupare la Striscia di Gaza? “No, non occuperanno”, commenta Gantz, “il Libano e la Striscia di Gaza nel passato hanno insegnato che l’occupazione a lungo termine non da risultati efficaci. Israele sta conducendo tre azioni parallele: la prima è quella di mettere pressione su Gaza, con l’aeronautica e schierando l’esercito, per liberare il soldato rapito e per mettere paura ai gruppi armati e fermare il lancio dei razzi Qassam, la seconda è quella degli arresti in Cisgiordania, perché nessuno si senta la sicuro e infine la terza è quella di far capire anche ai vicini che Israele non può sopportare in eterno. Per questo, questa notte, i caccia israeliani hanno sorvolato la residenza del presidente siriano Assad”.
 
esercito israeliano in manovraSituazione in evoluzione. Il volo notturno sulla residenza di un capo di Stato di un paese sovrano è un gesto forte, che potrebbe avere conseguenze non indifferenti. “Minacciare la Siria è una follia, permettersi di sfiorare il tetto della casa di Assad può avere conseguenze nefaste”, commenta Ali Rashid, per anni portavoce di Arafat in Italia e ora deputato di Rifondazione Comunista,, “gli Stati Uniti appoggiano Israele in questo tipo di azioni, ma non si rendono conto che scatenare il caos nella regione mediorientale è controproducente”. Il grande assente di queste ore è la comunità internazionale che, sollecitata nei giorni scorsi dal ministro degli Esteri israeliano Livni, non ha saputo o potuto impedire i fatti delle ultime ore. “La punizione collettiva di un popolo per il crimine di poche persone, in tutto il mondo, verrebbe chiamato crimine contro l’umanità”, racconta Rashid, “tutte le persone che ho sentito a Gaza mi raccontano di un clima di terrore, dovuto ai bombardamenti e al taglio di acqua ed elettricità. Immaginate cosa comporta questo per i malati, per i vecchi e per i bambini? Uno stato democratico non può macchiarsi di un crimine così e la comunità internazionale dovrebbe fare qualcosa”. Ma adesso cosa accadrà? “Ci sarà un escalation di violenza, ma non vedo alcuna novità. Da sempre Israele mette in atto rappresaglie violente contro tutta la popolazione, mentre ci vorrebbe un’assunzione di responsabilità da parte di chi ha ucciso il ragazzo ma anche di chi taglia luce e acqua. In questo momento la Striscia è fuori controllo e Hamas non ha alcun potere, anche se in realtà non l’ha mai avuto, stretta tra la comunità internazionale e gli omicidi e gli arresti dei suoi esponenti ”, dice Rashid. Per il giornalista israeliano “queste cose si sa come iniziano, ma mai come finiscono. Le truppe di terra, per il momento, si mantengono ai margini, ma tutto può succedere”. 

Christian Elia

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