29/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo dieci anni di trattative Cile e Panama firmano un trattato di libero commercio
 
Il trattato di libero commercio sottoscritto a Santiago dopo anni di negoziazione, ha lo scopo di approfondire le relazioni economiche fra i due paesi. Presenti alla storica firma Alejandro Foxley, cancelliere cileno e Alejandro Ferrer, ministro panamense dell’Industra e del Commercio.  Alla cerimonia ha partecipato anche il ministro degli esteri (nonché vicepresidente) panamense Samuel Lewis Navarro.
 
L'ex presidente cileno LagosL’accordo dalla parte cilena. Il trattato di libero commercio firmato da Panama e Cile prevede che la maggior parte dei prodotti scambiati siano esenti da tasse in entrambi i mercati. Prevede, però, anche accordi per investimenti finanziari, l’accesso ai mercati internazionali e una cooperazione sui temi ambientali. “Questo trattato  - spiega Foxley -  conferma la nostra volontà politica di approfondire le relazioni cilene con gli altri paesi dell’America Latina, e in particolare con Panama, che grazie al trattato di libero commercio appena firmato saranno ampliate”. Inoltre, fanno sapere dal Cile , la firma di questo accordo è il primo passo verso una relazione più stretta, sotto il profilo commerciale, finanziario e politico fra i due paesi. Il ministro Foxley ha confermato il totale appoggio da parte cilena per l’integrazione di Panama all’interno dell’Apec (Cooperacion Economica de Asia –Pacifico)
 
Il presidente di Panama TorrijosL’accordo dalla parte panamense. “Il commercio internazionale equilibrato può incentivare la competitività dell’economia e modernizzare i settori meno sviluppati” ha detto il vicepresidente di Panama, Samuel Lewis Navarro,sottolineando anche che le trattative sono state molto lunghe, ma soddisfacenti.
I lavori per arrivare all’accordo fra Cile e Panama hanno subito un rallentamento nel 1998 per diverse incomprensioni su molti punti. Grazie al presidente Lagos (presidente del Cile prima della Bachelet) e a Torrijos, all’inizio di quest’anno i lavori per la firma del trattato sono ripresi.
 
 
 

Alessandro Grandi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità