28/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Hamdouna: il rapimento si risolverà presto, ma la novità è l'accordo sul documento dei prigionieri
L’esercito israeliano, come previsto, ha dato inizio nella notte tra ieri e oggi a un raid militare dentro il territorio della Striscia di Gaza, nel tentativo di mettere pressione ai rapitori del miitare israeliano Gilad Shalit.
Abbiamo parlato con il dottor Husam Hamdouna, che si occupa di adozioni internazionali di bambini a Gaza.
 
Uno dei ponti fatti saltare dall'esercito israeliano"La scorsa notte le truppe israeliane sono entrate con carri armati ed elicotteri da combattimento nella parte settentrionale della Striscia, e hanno distrutto tutti i ponti che collegano Gaza al sud", racconta il medico. "Lo scopo era probabilmente quello di impedire che i rapitori di Gilad Shalit potessero portare l'ostaggio in Egitto, attraverso il valico di Rafah. A partire dalla mezzanotte abbiamo iniziato a sentire, sempre più frequenti, i rumori assordanti degli F16 israeliani che infrangevano il muro del suono passando sopra Gaza. È una tecnica già usate decine di volte nei mesi scorsi, può sembrare una cosa da poco, ma il botto che si produce è fortissimo. I bambini erano terrorizzati e c’è voluto molto per calmarli. Ai boati e al rumore dei tank si sono aggiunti rumori di spari. Mi trovavo in casa e non ero in grado di capire da dove provenissero, certamente ci sono state delle sparatorie. Oggi la città è circondata dai carri armati e dai militari israeliani. È una situazione molto pesante per la gente di qui. Si teme che questa non sia un semplice raid punitivo, ma una vera e propria ri-occupazione. Basta vedere come la gente si stia affrettando a fare scorte di generi essenziali, come riso, olio e farina da tenere in caso in caso di emergenza, in previsione di dover rimanere chiusi in casa per qualche settimana".
 
Un F16 infrange il muro del suonoCosa pensa la gente di questo rapimento? Come affrontano la situazione? La gente è preoccupata, ma a Gaza è sempre l'emotività a guidare le reazioni dela popolazione"commenta Hamdouna, "quello che ha colpito maggiormente in questa vicenda è il fatto che in cambio di informazioni sull’ostaggio sia stata chiesta la liberazione di tutte le donne e i bambini dalle carceri israeliane. Ci sono 125 donne e 425 bambini tra le migliaia di prigionieri palestinesi nelle carceri di Israele in questo momento. La sorte dei prigionieri è un argomento che sta molto a cuore a tutti i palestinesi. Per questa ragione, la percezione generale che mi pare di cogliere è quella di valutare il rapimento come un opportunità. Non un errore. Razionalmente forse si sbagliano, questo sequestro porterà molti problemi a tutta la popolazione di Gaza, ma di fronte a un governo, quello israeliano, che non ha mai rispettato gli impegni presi, la razionalità conta meno della speranza. La mia opinione è che il rapimento sta rubando la scena a un altro evento importante, l’accordo tra Hamas e Fatah sul documento dei palestinesi. L’opinione pubblica internazionale, i palestinesi e gli israeliani, sono tutti concentrati su questo raid militare e in pochi sembrano accorgersi che la vera opportunità è questo accordo. È una porta che si apre, o almeno una finestra, su nuovi scenari. Tra le forze palestinesi quantomeno. L’inizio di una strategia dei rapimenti potrebbe portare Gaza all’isolamento. I confini sigillati e il blocco dei fondi hanno già provocato molti disagi ai palestinesi, che da mesi hanno vissuto con le scorte alimentari ridotte e il blocco degli stipendi. Ma io penso che questa situazione si risolverà presto e il sequestro di Gilad troverà una soluzione".

Naoki Tomasini

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