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"La
scorsa notte le truppe israeliane sono entrate con carri
armati ed elicotteri da combattimento nella parte settentrionale della
Striscia, e hanno distrutto tutti i ponti che collegano Gaza al sud",
racconta il medico. "Lo scopo
era probabilmente quello di impedire che i rapitori di Gilad Shalit
potessero portare l'ostaggio in Egitto, attraverso il valico di Rafah.
A partire dalla mezzanotte abbiamo iniziato a sentire,
sempre più frequenti, i rumori assordanti degli F16 israeliani che
infrangevano
il muro del suono passando sopra Gaza. È una tecnica già usate decine
di volte
nei mesi scorsi, può sembrare una cosa da poco, ma il botto che si
produce è
fortissimo. I bambini erano terrorizzati e c’è voluto molto per
calmarli. Ai
boati e al rumore dei tank si sono aggiunti rumori di spari. Mi trovavo
in casa
e non ero in grado di capire da dove provenissero, certamente ci sono
state
delle sparatorie. Oggi la città è circondata dai carri armati e dai
militari
israeliani. È una situazione molto pesante per la gente di qui. Si teme
che
questa non sia un semplice raid punitivo, ma una vera e propria
ri-occupazione.
Basta vedere come la gente si stia affrettando a fare scorte di generi
essenziali, come riso, olio e farina da tenere in caso in caso di
emergenza, in
previsione di dover rimanere chiusi in casa per qualche settimana".
Cosa pensa la gente di questo rapimento? Come affrontano la situazione? La
gente è preoccupata, ma a Gaza è sempre l'emotività a guidare le
reazioni dela popolazione"commenta Hamdouna, "quello che ha colpito
maggiormente in
questa vicenda è il fatto che in cambio di informazioni sull’ostaggio
sia stata
chiesta la liberazione di tutte le donne e i bambini dalle carceri
israeliane.
Ci
sono 125 donne e 425 bambini tra le migliaia di prigionieri palestinesi
nelle
carceri di Israele in questo momento. La sorte dei prigionieri è un
argomento
che sta molto a cuore a tutti i palestinesi. Per questa ragione, la
percezione
generale che mi pare di cogliere è quella di valutare il rapimento come
un opportunità. Non un errore.
Razionalmente forse si sbagliano, questo sequestro porterà molti
problemi a
tutta la popolazione di Gaza, ma di fronte a un governo, quello
israeliano, che
non ha mai rispettato gli impegni presi, la razionalità conta meno
della
speranza. La mia opinione è che il rapimento sta rubando la scena a un
altro evento importante, l’accordo tra Hamas e Fatah sul documento dei
palestinesi. L’opinione pubblica internazionale, i palestinesi e gli
israeliani, sono tutti concentrati su questo raid militare e in pochi
sembrano
accorgersi che la vera opportunità è questo accordo. È una porta che si
apre,
o
almeno una finestra, su nuovi scenari. Tra le forze palestinesi
quantomeno. L’inizio di una strategia
dei rapimenti potrebbe portare Gaza all’isolamento. I confini sigillati
e il
blocco dei fondi hanno già provocato molti disagi ai palestinesi, che
da mesi
hanno vissuto con le scorte alimentari ridotte e il blocco degli
stipendi. Ma
io penso che questa situazione si risolverà presto e il sequestro di
Gilad
troverà una soluzione".Naoki Tomasini