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Spettro nucleare. E' tuttavia il Giappone il Paese più minacciato. Nel 1998 un Taepodong 1 sorvolò
il Paese del Sol Levante, suscitando allarmate reazioni in tutto il mondo e spingendo
alla moratoria sui test missilistici, firmata anche da Pyongyang nel 1999. Lo
spauracchio degli esperimenti missilistici agitato da Kim Jong Il è visto dagli
osservatori come un nuovo tentativo di ricattare gli attori del negoziato sul
nucleare (Usa, Cina, Corea del Sud, Giappone), per l'ennesima volta in fase di
stallo dopo l'appartente passo in avanti delle trattative conseguito nel settembre
2005. Allora, la Corea del Nord si impegnò ad abbandonare "al più presto" il suo
programma nucleare, a "rinunciare a qualsiasi arma atomica" e a "tornare al momento
opportuno" ad aderire al Trattato di non proliferazione. Ciononostante, nell'aprile
2006 Pyongyang subordinò ogni sviluppo positivo alla restituzione di fondi congelati
in una banca di Macao. In forte crisi finanziaria, economica e alimentare, la
Corea del Nord ha bisogno per sopravvivere degli aiuti del Programma alimentare
mondiale e del Fondo monetario internazionale, oltre che - soprattutto - dei finanziamenti
cinesi. Anche Pechino, però, si è detta "molto preoccupata" per la situazione,
ed ha esortato le parti a "fare di più per la pace e la stabilità nella regione".
Prove di guerra. Un richiamo che gli Stati Uniti non sembrano aver colto. Oltre al Pac-3, le
contromisure Usa prevedono anche l'entrata in funzione di un radar mobile 'a banda
X' dalla base di Tsugaru, in grado di stabilire se l'ordigno nord-coreano che
fa mostra di se' ai satelliti dalla base di Musudanri sia un 'razzo spaziale',
come sostiene il regime di Pyongyang, o un vettore capace di trasportare testate
nucleari, come ritiene invece Washington. Allo studio, secondo l'agenzia giapponese
'Kyodo', che cita fonti governative Usa, vi sarebbe anche la possibilità di dislocare
nel Mar del Giappone incrociatori dotati di sistema di intercettazione 'Aegis'.
Intanto, nel Paese del Sol Levante, preoccupano le dichiarazioni del principale
candidato alla successione di Koizumi, Shinzo Abe, attuale segretario generale
del governo e nazionalista convinto. Questi ha promesso di apportare una decisiva
revisione alla Costituzione giapponese, in particolar modo all'articolo 9, che
stabilisce il rifiuto della guerra come strumento di risoluzione delle dispute
internazionali e vieta la ricostituzione delle Forze armate. La sua popolarità,
secondo un sondaggio della settimana scorsa commissionato dal quotidiano 'Asahi',
sarebbe salita al 45%, contro il 25% del moderato Yasou Fukuda, fautore invece
di una politica estera improntata al miglioramento dei rapporti politici con i
Paesi del sud-est asiatico.
Luca Galassi