26/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



tra mille problemi, gli iraniani si appassionano lo stesso alla loro nazionale
scritto per noi da
Hamed Rouzbehani

 
Poche ore dopo l’ultima gara, l’Organizzazione dell’Accrescimento fisico, che dirige tutti gli affari dello sport in Iran, ha annunciato la destituzione del capo della federazione iraniana gioco calcio, Mohammad Dadkan. Il nuovo capo dell’organizzazione, Mohammad Ali Abadi, nominato dal presidente Ahmadinejad, aveva già annunciato la sua intenzione di sostituire Dadkan, capo della federazione dai tempi di Khatami, ma i risultati intollerabili della nazionale ai mondiali di calcio in Germania, che secondo il portavoce dell’organizzazione ”avevano ferito l’orgoglio nazionale del popolo”, hanno accelerato il cambiamento.
 
la nazionale iraniana prima di una partitaUna grande passione. Le critiche al modo di giocare della nazionale esistevano già, ma con l’inizio del Mondiale si sono accentuate. La prima partita persa contro il Messico ha infuriato la gente contro il tecnico croato Branko Ivankovic, per aver messo in campo il 37 enne Ali Daei. Ivankovic ha cercato di giustificare il fallimento dicendo che i membri più importanti del gruppo, avendo giocato una intera stagione in Europa, erano troppo stanchi o infortunati. Ma la verità è che la squadra non ha potuto prepararsi bene con amichevoli prima del Mondiale. I problemi politici hanno impedito alla federazione del calcio di trovare avversari giusti, dato che si parlava anche di mettere l’Iran fuori della coppa. Lo sport nazionale in Iran è la lotta, che ha offerto molti trionfi al paese nelle Olimpiadi. Però non riesce a gareggiare con il calcio, che è amato da quasi tutti i cittadini. Come in Brasile, i vicoli, sopratutto quelli di zone povere di periferia a sud di Teheran, sono sempre pieni di ragazzi che giocano a calcio. E da quando la lega del calcio iraniano ha cominciato a diventare professionista, i giocatori diventano sempre più ricchi. Lo stesso Daei, capitano leggendario che ha segnato 109 gol in circa 150 partite con la nazionale è un esempio. Nato in un villaggio vicino a Ardebil, città del nord-ovest del paese, grazie al calcio, più che la sua laurea in ingegneria metallurgica, si è arricchito. E’ il primo ad aver giocato in Europa: cinque stagioni in Bundesliga con Bielefeld, Bayern di Monaco e Hertha Berlino, per tornare a giocare nel paese con un sacco di soldi. E con lui, le porte dell’Europa  si sono aperte ad altri calciatori iraniani. La maggior parte va in Germania, sulle scie di Daei, mentre uno come Rezai gioca nel Messina, nella serie A italiana.
 
il grande capitano ali daeiPoi la delusione. La qualificazione per la coppa del mondo è così importante che anche i politici ne parlano con interesse. L’anno scorso, lo stesso ex presidente Khatami era venuto allo stadio per vedere da vicino la partita contro Bahrain, che ha mandato l’Iran alla coppa. Era prima volta nella storia del paese che un presidente andava allo stadio. Dopo la vittoria, le strade hanno visto enormi cortei di giovani che ballavano e festeggiavano spontaneamente la qualificazione, ed il controllo della città è sfuggito alla polizia per alcune ore. La tv emetteva canzoni patriottiche ed epiche. L’eliminazione dell’Iran non riduce l’attrazione dei Mondiali, i tifosi di Brasile, Argentina, Inghilterra e Italia seguiranno le competizioni anche senza la Nazionale propria.
Se però nel ‘98 tutti erano contenti di presentarsi nella coppa del mondo tra le 32 squadre, per la terza qualificazione di Germania 2006 pretendevano di arrivare al secondo turno, e i capi della federazione devono rispondere della rabbia dei tifosi appena arrivati a Teheran. Lo stesso mister croato, ex assistente di Miroslav Blazevic nei Mondiali ‘98, si vede già esonerato, e non ha voglia di tornare. I responsabili dello sport legati al nuovo governo non credono all’impiego di allenatori stranieri, e parlavano già di sostiturlo con un iraniano. 
Categoria: Popoli, Sport
Luogo: Iran
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