26/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Entra in vigore un protocollo contro la tortura che consentirà visite 'non annunciate' nelle carceri
La scelta  del 26 giugno come giornata internazionale a sostegno delle vittime della tortura non è casuale. Il 26 giugno 1987,  infatti, entrava in vigore la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, un documento firmato da 132 dei 193 Paesi membri dell'Onu.
 
Abusi su un prigionieroUn nuovo strumento di monitoraggio. Tuttavia, il 60% dei paesi "democratici" che hanno firmato la Convenzione continuano ad applicare la tortura, metà della popolazione mondiale vive sotto governi che la praticano, un terzo dei rifugiati nel mondo l'ha subita. Per quanto riguarda il nostro Paese, l'Italia non ha ancora introdotto il reato di tortura nel codice penale, né ha ratificato il protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite (Opcat). Sebbene ancora poco conosciuto, quest'ultimo è uno strumento considerato di fondamentale importanza per creare un sistema internazionale di monitoraggio contro la tortura. Adottato nel 2002 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il protocollo ha raggiunto lo scorso maggio la ratifica del ventesimo Paese che vi ha aderito, e giovedì scorso è entrato in vigore. Gli Stati membri hanno adesso un periodo massimo di 6 mesi per nominare uno o due candidati per la costituzione di un Comitato internazionale e per designare un organo nazionale dedicato alla prevenzione della tortura. La finalità dell'Opcat è di elaborare un sistema di visite periodiche ai luoghi di detenzione. Nessun altro trattato internazionale prevede la possibilità di intraprendere passi concreti per prevenire le violazioni commesse nelle carceri di tutto il mondo. Le visite ai luoghi di detenzione sono uno dei mezzi più efficaci per prevenire i metodi di tortura e migliorare le condizioni dei prigionieri. La novità principale dell'Opcat è che le visite saranno a sorpresa. Il rapporto del Comitato sarà confidenziale, a meno che gli Stati membri non ne decidano la pubblicazione.
 
Il carcere di Guantanamo"Guantanamo è fuori da ogni legge". Aaron Rhodes, il Direttore esecutivo dell'International Helsinki Federation for human rights, un'organizzazione che ha una lunga storia di attività nelle prigioni dell'Asia centrale, ha spiegato che "alcuni Paesi hanno forti riserve nel permettere alle istituzioni internazionali di avere accesso alle loro prigioni. Noi come Ong cerchiamo di fare il possibile affinche questi Stati adempiano agli obblighi imposti dai trattati internazionali". Gli Stati Uniti non hanno ratificato il protocollo opzionale alla Convenzione di Ginevra. Dicono che si tratti di un intrusione, se non addirittura di una violazione delle loro leggi costituzionali. "Non conosco la posizione degli Stati Uniti, bisognerebbe chiedere al Dipartimento di Stato". Basta pensare a Guantanamo... "Guantanamo sfugge a ogni tipo di legislazione". La commissione che verrà creata effettuerà visite alle carceri a sorpresa? "Sì, tutti i Paesi che hanno ratificato il protocollo consentiranno che vengano fatte ispezioni non annunciate. Come ong noi abbiamo fatto numerose visite in Paesi dell'est Europa, dell'Asia centrale e del Caucaso. Sappiamo perciò che prima delle visite i governi effettuano operazioni di facciata per mostrare centri di detenzione puliti ed efficienti. E' una vecchia tecnica. Da qui la necessità di nuove indicazioni, come quelle contenute nel protocollo". I Paesi firmatari del documento sono Liberia, Argentina, Maldive, Albania, Danimarca, Mali, Bolivia, Croazia Malta, Mauritius, Costa Rica, Georgia, Spagna, Honduras, Polonia, Svezia, Messico, Regno Unito, Paraguay, Uruguay.
 
Una vita in fumoManifestazioni contro la tortura. In occasione della giornata internazionale contro la tortura si mobiliteranno migliaia di persone, in manifestazioni che coinvolgeranno un centinaio di città. Esibizioni, mostre, performance teatrali, discussioni, convegni, sfilate, saranno solo alcuni degli eventi organizzati per sottolineare l'importanza dell'avvenimento, al di fuori delle cerimoniose e solenni celebrazioni istituzionali. Tra le più seguite quella di Chicago, dove la Tassc (Torture abolition and survivor support coalition) organizza una veglia di 24 ore alla quale prenderanno parte numerose vittime di torture provenienti da ogni parte del mondo per raccontare ai convenuti le loro testimonianze.

Luca Galassi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità