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Un nuovo strumento di monitoraggio. Tuttavia, il 60% dei paesi "democratici" che hanno firmato la Convenzione continuano
ad applicare la tortura, metà della popolazione mondiale vive sotto governi che la
praticano, un terzo dei rifugiati nel mondo l'ha subita. Per quanto riguarda il
nostro Paese, l'Italia non ha ancora introdotto il reato di tortura nel codice
penale, né ha ratificato il protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni
Unite (Opcat). Sebbene ancora poco conosciuto, quest'ultimo è uno strumento considerato
di fondamentale importanza per creare un sistema internazionale di monitoraggio
contro la tortura. Adottato nel 2002 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite,
il protocollo ha raggiunto lo scorso maggio la ratifica del ventesimo Paese che
vi ha aderito, e giovedì scorso è entrato in vigore. Gli Stati membri hanno adesso
un periodo massimo di 6 mesi per nominare uno o due candidati per la costituzione
di un Comitato internazionale e per designare un organo nazionale dedicato alla
prevenzione della tortura. La finalità dell'Opcat è di elaborare un sistema di
visite periodiche ai luoghi di detenzione. Nessun altro trattato internazionale
prevede la possibilità di intraprendere passi concreti per prevenire le violazioni
commesse nelle carceri di tutto il mondo. Le visite ai luoghi di detenzione sono
uno dei mezzi più efficaci per prevenire i metodi di tortura e migliorare le condizioni
dei prigionieri. La novità principale dell'Opcat è che le visite saranno a sorpresa.
Il rapporto del Comitato sarà confidenziale, a meno che gli Stati membri non ne
decidano la pubblicazione.
"Guantanamo è fuori da ogni legge". Aaron Rhodes, il Direttore esecutivo dell'International Helsinki Federation
for human rights, un'organizzazione che ha una lunga storia di attività nelle
prigioni dell'Asia centrale, ha spiegato che "alcuni Paesi hanno forti riserve
nel permettere alle istituzioni internazionali di avere accesso alle loro prigioni.
Noi come Ong cerchiamo di fare il possibile affinche questi Stati adempiano agli
obblighi imposti dai trattati internazionali". Gli Stati Uniti non hanno ratificato
il protocollo opzionale alla Convenzione di Ginevra. Dicono che si tratti di un
intrusione, se non addirittura di una violazione delle loro leggi costituzionali.
"Non conosco la posizione degli Stati Uniti, bisognerebbe chiedere al Dipartimento
di Stato". Basta pensare a Guantanamo... "Guantanamo sfugge a ogni tipo di legislazione".
La commissione che verrà creata effettuerà visite alle carceri a sorpresa? "Sì,
tutti i Paesi che hanno ratificato il protocollo consentiranno che vengano fatte
ispezioni non annunciate. Come ong noi abbiamo fatto numerose visite in Paesi
dell'est Europa, dell'Asia centrale e del Caucaso. Sappiamo perciò che prima delle
visite i governi effettuano operazioni di facciata per mostrare centri di detenzione
puliti ed efficienti. E' una vecchia tecnica. Da qui la necessità di nuove indicazioni,
come quelle contenute nel protocollo". I Paesi firmatari del documento sono Liberia,
Argentina, Maldive, Albania, Danimarca, Mali, Bolivia, Croazia Malta, Mauritius,
Costa Rica, Georgia, Spagna, Honduras, Polonia, Svezia, Messico, Regno Unito,
Paraguay, Uruguay.
Manifestazioni contro la tortura. In occasione della giornata internazionale contro la tortura si mobiliteranno
migliaia di persone, in manifestazioni che coinvolgeranno un centinaio di città.
Esibizioni, mostre, performance teatrali, discussioni, convegni, sfilate, saranno
solo alcuni degli eventi organizzati per sottolineare l'importanza dell'avvenimento,
al di fuori delle cerimoniose e solenni celebrazioni istituzionali. Tra le più
seguite quella di Chicago, dove la Tassc (Torture abolition and survivor support
coalition) organizza una veglia di 24 ore alla quale prenderanno parte numerose
vittime di torture provenienti da ogni parte del mondo per raccontare ai convenuti
le loro testimonianze.Luca Galassi