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Giustizia e sicurezza. Ieri, dall’Aja, hanno però fatto
sapere che il processo potrebbe slittare al prossimo anno, per dare tempo alla
difesa di studiare tutti i documenti. “E’ comunque un’ottima notizia”,
riferisce a PeaceReporter Sahr Musa
Yamba, direttore del giornale sierraleonese Concord
Times. “Finalmente le vittime della guerra potranno avere giustizia. Certo,
non è la stessa cosa che giudicarlo qui, ma bisogna tenere in conto i problemi
di sicurezza che avrebbe comportato un processo a Freetown”. La sicurezza,
appunto. Arrestato il 29 marzo scorso in Nigeria, Taylor fu trasferito prima a
Monrovia e poi in Sierra Leone, ma il sostegno goduto dall’ex-presidente in
Liberia è ancora così forte che si è preferito organizzare il processo in
Europa. “In effetti, da quando Taylor è arrivato a Freetown, le infiltrazioni
di Liberiani oltre confine sono aumentate”, continua Musa Yamba. Un’opinione
condivisa anche da David Crane, ex-procuratore generale del Tribunale Speciale
per
la Sierra Leone, e ora docente di diritto all’università di Syracuse, negli
Usa. “Taylor ha ancora un forte supporto in Liberia, normale che i presidenti
di Sierra Leone e Liberia fossero preoccupati per la sicurezza dei rispettivi
Paesi”, dichiara a PeaceReporter. “Lo
spostamento all’Aja garantirà un processo equo”.
Non solo Taylor. Ma le responsabilità della guerra in Sierra Leone sono da attribuire
solo a Taylor? Domanda retorica, come confermano le risposte dei nostri
interlocutori. “Siamo sicuri che Taylor ricevesse aiuti dall’estero,
probabilmente anche da qualche grossa nazione occidentale. Ma sono questioni
che lasciamo al processo”, conclude Musa Yamba. Per Crane, invece, “il processo
farà emergere le responsabilità di alcuni capi di stato africani, in primis il libico Muhammar Gheddafi e
il leader del Burkina Faso, Blaise Compaore, impegnati in un disegno
sistematico di destabilizzazione dei Paesi dell’Africa occidentale”. Congetture
e supposizioni che verranno confermate o smentite dallo Taylor. Il quale, non
avendo più nulla da perdere, potrebbe vuotare il sacco, facendo il nome di
tutti i “vecchi amici” che lo hanno tradito… Matteo Fagotto