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Scritte sul muro. Il contributo ebraico alla cultura mondiale rappresenta un patrimonio comune
a tutta l’umanità. Non si può dire lo stesso
per quanto riguarda il rapporto tra la cultura e lo stato d’Israele, almeno
stando a qualche episodio recente, dei quali quello di Waters avvenuto
ieri è solo l’ultimo in ordine di
tempo. In un primo momento il concerto doveva tenersi
a
Tel Aviv, ma un gruppo di sostenitori di Waters lo aveva attaccato, sostenendo
che un artista impegnato come lui da sempre contro ogni forma di violazione dei
diritti, non potesse esibirsi nella capitale di uno stato che viola i diritti
dei
palestinesi. Waters, anche per motivi d’immagine, ha deciso allora di spostare
il
concerto in un villaggio simbolo di una coesistenza possibile, ma ha poi voluto
sottolineare la sua posizione recandosi in prima persona, con una bomboletta di
spray rosso, a scrivere sul muro la sua condanna, come fanno da tempo molti
sostenitori dei palestinesi. La Corte Internazionale di Giustizia, massimo organo
giuridico delle Nazioni Unite, ha condannato la costruzione della barriera, ma
Israele la ritiene indispensabile per ostacolare gli attentati suicidi sul suo
territorio.
Una polemica sempre viva. Il caso del leader del gruppo
che aveva conquistato il mondo con l’album The Wall, riferito a quello di
Berlino, ricorda la polemica tra il governo israeliano e il celebre musicista
russo-argentino, con cittadinanza israeliana, Daniel Barenboim, il quale a
Gerusalemme, nel settembre 2005, alla presentazione di un libro si era rifiutato
di rilasciare un'intervista a una soldatessa in divisa della Radio militare
israeliana, dicendole che per parlargli doveva indossare degli abiti civili.
L’anno scorso poi, un gruppo israeliano in Gran Bretagna aveva chiesto
all’Associazione Nazionale Britannica degli insegnanti per l’educazione
superiore di boicottare una proposta di collaborazione lanciata dall’Università
Ebraica, che voleva stanziare delle borse di studio per un diploma di laurea in
studi mediorientali agli studenti del personale di sicurezza dello Shin Bet, il
servizio segreto militare israeliano.Christian Elia