24/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



La capitale più isolata del mondo, epicentro di una nuova crisi internazionale, raccontata da un fumetto
Da una settimana il mondo è in apprensione per l'annuncio della Corea del Nord di sperimentare il lancio di un missile nucleare, ignorando i richiami internazionali. Il razzo vettore, chiamato 'Taepodong 2', avrebbe una gittata di 6 mila chilometri, e potrebbe raggiungere addirittura gli Stati Uniti. Mentre i diplomatici di Giappone, Russia, Cina, Corea del Sud e Stati Uniti (gli attori, con la Corea del Nord, del negoziato a 6 sul nucleare) stanno intensificando gli sforzi per scongiurare una crisi, un fumetto cerca di 'sdrammatizzare' le condizioni di un Paese che vive tra la povertà cronica e le menzogne di una dittatura che dura da 60 anni.
 
Monumento ai lavoratoriGiganti di carta. Visitare Pyongyang è un'esperienza indimenticabile. Per chi può permetterselo. Ma se è un disegnatore di fumetti come Guy Delisle a farlo, il racconto della capitale nord-coreana sarà un intenso, umoristico e a tratti toccante resoconto a metà tra la letteratura a fumetti e la narrativa di viaggio. Delisle, canadese, ha lavorato come supervisore di una casa di produzione di cartoni animati nella capitale più isolata del mondo. 'Pyongyang' è il primo e unico racconto per immagini di una città e di un Paese dove la cronologia inizia alla nascita del 'presidente eterno' Kim il Sung, dove le razioni di cibo che la comunità internazionale invia ogni anno vengono divise tra la 'popolazione utile' e quella 'inutile', dove le radio trasmettono propaganda in ogni stanza d'albergo, dove il miglior negozio di scarpe vende calzature di due soli colori. Delisle ha abitato per due mesi nell'unico piano illuminato di un albergo di 47 piani, ha mangiato in ristoranti vuoti e ha potuto girare per la città solo se accompagnato da una 'guida', un personaggio che descrive come 'del tutto privo di umorismo e infaticabile nella sua devozione al regime'. Dalle tavole di Delisle, l'aspetto più sgradevole della Corea del Nord odierna risiede nel culto della personalità dei due leader, Kim il Sung (morto nel 1994 ma ancora presidente), e il figlio Kim Jong il, presente ovunque e con una biografia leggendaria: si dice abbia scritto 1.200 opere, segnato 11 buche nella sua prima partita a golf e che sia nato sotto un doppio arcobaleno e una stella). Le gigantografie dei due campeggiano ad ogni angolo di strada, e i ritratti dei loro volti ammiccano da ogni stanza di ogni casa privata o edificio pubblico.
 
Il Ryugyong HotelL'hotel piramide. Il tratto di Delisle nel raccontare la società e i costumi nord-coreani è semplice, ironico, evocativo. Il bianco e nero utilizzato nei disegni si addice perfettamente alla rappresentazione dei cupi paesaggi urbani, del grigiore dei suoi abitanti o di mostri architettonici come la piramide gigante, uno fra i molti a colpire la curiosità dell'autore. Si tratta di un hotel il cui fasto si coniuga perfettamente con i gusti e l'urbanistica di un regime dittatoriale: 105 piani, 3.700 stanze, cinque ristoranti che ruotano sulla cima. Clienti: nessuno. Costruito in occasione delle Olimpiadi del 1988, il 'Ryugyong hotel' avrebbe dovuto essere il più grande di tutta l'Asia. Ad oggi resta incompiuto, muta testimonianza e metafora di quanto l'insuccesso - nella costruzione di un albergo come nella gestione di un Paese - può essere spettacolare. 'Pyongyang' è il quarto romanzo a fumetti di Guy Delisle. La sua rappresentazione divertita, acuta e canzonatoria di un Paese recluso è probabilmente l'immagine più vicina a quanto chiunque di noi possa mai immaginare, prima che un regime che ha costretto a morire di fame milioni di persone non crolli definitivamente, spalancando le sue porte al mondo.

Luca Galassi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità