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Giganti di carta. Visitare Pyongyang è un'esperienza indimenticabile. Per chi può permetterselo.
Ma se è un disegnatore di fumetti come Guy Delisle a farlo, il racconto della
capitale nord-coreana sarà un intenso, umoristico e a tratti toccante resoconto
a metà tra la letteratura a fumetti e la narrativa di viaggio. Delisle, canadese,
ha lavorato come supervisore di una casa di produzione di cartoni animati nella
capitale più isolata del mondo. 'Pyongyang' è il primo e unico racconto per immagini
di una città e di un Paese dove la cronologia inizia alla nascita del 'presidente
eterno' Kim il Sung, dove le razioni di cibo che la comunità internazionale invia
ogni anno vengono divise tra la 'popolazione utile' e quella 'inutile', dove le
radio trasmettono propaganda in ogni stanza d'albergo, dove il miglior negozio
di scarpe vende calzature di due soli colori. Delisle ha abitato per due mesi
nell'unico piano illuminato di un albergo di 47 piani, ha mangiato in ristoranti
vuoti e ha potuto girare per la città solo se accompagnato da una 'guida', un
personaggio che descrive come 'del tutto privo di umorismo e infaticabile nella
sua devozione al regime'. Dalle tavole di Delisle, l'aspetto più sgradevole della
Corea del Nord odierna risiede nel culto della personalità dei due leader, Kim
il Sung (morto nel 1994 ma ancora presidente), e il figlio Kim Jong il, presente
ovunque e con una biografia leggendaria: si dice abbia scritto 1.200 opere, segnato
11 buche nella sua prima partita a golf e che sia nato sotto un doppio arcobaleno
e una stella). Le gigantografie dei due campeggiano ad ogni angolo di strada,
e i ritratti dei loro volti ammiccano da ogni stanza di ogni casa privata o edificio
pubblico.
L'hotel piramide. Il tratto di Delisle nel raccontare la società e i costumi nord-coreani è semplice,
ironico, evocativo. Il bianco e nero utilizzato nei disegni si addice perfettamente
alla rappresentazione dei cupi paesaggi urbani, del grigiore dei suoi abitanti
o di mostri architettonici come la piramide gigante, uno fra i molti a colpire
la curiosità dell'autore. Si tratta di un hotel il cui fasto si coniuga perfettamente
con i gusti e l'urbanistica di un regime dittatoriale: 105 piani, 3.700 stanze,
cinque ristoranti che ruotano sulla cima. Clienti: nessuno. Costruito in occasione
delle Olimpiadi del 1988, il 'Ryugyong hotel' avrebbe dovuto essere il più grande
di tutta l'Asia. Ad oggi resta incompiuto, muta testimonianza e metafora di quanto
l'insuccesso - nella costruzione di un albergo come nella gestione di un Paese
- può essere spettacolare. 'Pyongyang' è il quarto romanzo a fumetti di Guy Delisle.
La sua rappresentazione divertita, acuta e canzonatoria di un Paese recluso è
probabilmente l'immagine più vicina a quanto chiunque di noi possa mai immaginare,
prima che un regime che ha costretto a morire di fame milioni di persone non crolli
definitivamente, spalancando le sue porte al mondo.Luca Galassi