Messico, i trafficanti di uomini aumentano le tariffe per far attraversare il deserto ai clandestini
Sono cambiate diverse cose dal giorno in cui l’amministrazione Usa ha deciso
di schierare 6000 uomini in più (appartenenti alla Guardia Nazionale) lungo la
frontiera meridionale statunitense. Si sono moltiplcati i controlli, e la vita
per i trafficanti di uomini (conosciuti come polleros o coyotes), ma anche per
i clandestini, si è fatta più difficile.
Listino prezzi. Per i cittadini messicani (ma anche per tutti quelli del centro e sud america
che decidono di emigrare) la speranza di raggiungere i propri familiari negli
Usa, la corsa all’american dream, il sogno di un futuro migliore, da oggi, considerato il ‘nuovo tariffario per
i clandestini’, diventa un po’ più una chimera.
L’arrivo della Guardia Nazionale che darà man forte agli uomini del Border Patrol
e ai Minuteman Project (le pattuglie di volontari), ha stravolto un po’ tutto
il sistema illegale di trasferimento di clandestini. A cominciare dai prezzi applicati
dai trafficanti di uomini. Se all’inizio di quest’anno, per attraversare la frontiera
senza avere la certezza di arrivare a destinazione, un ‘coyote’ pretendeva una
cifra compresa fra i 1200 e i 1500 dollari statunitensi per persona, adesso i
prezzi sono raddoppiati: vanno da un minimo di 3000 a un massimo di 4000 dollari
statunitensi. E per i bambini i prezzi sono gli stessi. In tempo di liberalizzazione
del mercato, dove il dio denaro detta legge, anche il prezzo della traversata
del deserto che divide Usa e Messico aumenta a dismisura, facendo arricchire spietati
trafficanti di uomini in modo spropositato.
Dati reali. Come confermano diversi analisti messicani e statunitensi, grazie ai maggiori
controlli di polizia lungo il confine, ma grazie anche all’aumento dei prezzi
applicati dai trafficanti, le autorità Usa hanno registrato nella zona di Yuma,
nei pressi del deserto di Sonora, una diminuzione del 23 per cento dei passaggi
di clandestini. “E’ un fenomeno che si verifica tutte le volte che si incrementa
la vigilanza alla frontiera”, afferma Francisco Louriero, gestore di un rifugio
per clandestini a Nogales, nello stato messicano di Sonora.
I trafficanti, però, si sono ritrovati a dover affrontare anche un nuovo problema:
cambiare le strade che consentivano il passaggio illegale.
Per la ‘Coalicion de los derechos Humano de Arizona’, organizzazione che si occupa
dei diritti degli immigrati clandestini, la costruzione del muro fra Usa e Messico,
l’incremento massiccio dei controlli di polizia, l’aumento dei prezzi voluto dai
polleros e l’annunciata presenza della Guardia Nazionale, hanno causato la diminuzione
delle traversate di clandestini. Ma il fenomeno, sono certi, non si fermerà per
questi, tutto sommato piccoli intoppi.
Anche il sud. Il Messico, però, deve preoccuparsi anche della frontiera meridionale, quella
con il Guatemala e il Belize. Da questo confine, infatti, passano legalmente,
ma soprattutto illegalmente, decine di uomini tutti i giorni. Alcuni di loro transitano
da qui per raggiungere il nord del Messico e arrivare negli Usa. Altri, invece,
guatemaltechi in maggioranza, entrano illegalmente in Messico per poter lavorare
e svolgere le mansioni che i cittadini messicani non vogliono più fare. Grazie
alla fitta selva e ai passaggi praticamente introvabili da parte della polizia
messicana, attraversare il confine meridionale del Messico è facilissimo.