22/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Messico, i trafficanti di uomini aumentano le tariffe per far attraversare il deserto ai clandestini
 
Sono cambiate diverse cose dal giorno in cui l’amministrazione Usa ha deciso di schierare 6000 uomini in più (appartenenti alla Guardia Nazionale) lungo la frontiera meridionale statunitense. Si sono moltiplcati i controlli, e la vita per i trafficanti di uomini (conosciuti come polleros o coyotes), ma anche per i clandestini, si è fatta più difficile.
 
Il viaggio della speranzaListino prezzi. Per i cittadini messicani (ma anche per tutti quelli del centro e sud america che decidono di emigrare) la speranza di raggiungere i propri familiari negli Usa, la corsa all’american dream, il sogno di un futuro migliore, da oggi, considerato il ‘nuovo tariffario per i clandestini’, diventa un po’ più una chimera.
L’arrivo della Guardia Nazionale che darà man forte agli uomini del Border Patrol e ai Minuteman Project (le pattuglie di volontari), ha stravolto un po’ tutto il sistema illegale di trasferimento di clandestini. A cominciare dai prezzi applicati dai trafficanti di uomini. Se all’inizio di quest’anno, per attraversare la frontiera senza avere la certezza di arrivare a destinazione, un ‘coyote’ pretendeva una cifra compresa fra i 1200 e i 1500 dollari statunitensi per persona, adesso i prezzi sono raddoppiati: vanno da un minimo di 3000 a un massimo di 4000 dollari statunitensi. E per i bambini i prezzi sono gli stessi. In tempo di liberalizzazione del mercato, dove il dio denaro detta legge, anche il prezzo della traversata del deserto che divide Usa e Messico aumenta a dismisura, facendo arricchire spietati trafficanti di uomini in modo spropositato.
 
Polizia da una parte, clandestini dall'altra. Scene quotidiane lungo la frontiera fra Stati Uniti e MessicoDati reali. Come confermano diversi analisti messicani e statunitensi, grazie ai maggiori controlli di polizia lungo il confine, ma grazie anche all’aumento dei prezzi applicati dai trafficanti, le autorità Usa hanno registrato nella zona di Yuma, nei pressi del deserto di Sonora, una diminuzione del 23 per cento dei passaggi di clandestini. “E’ un fenomeno che si verifica tutte le volte che si incrementa la vigilanza alla frontiera”, afferma Francisco Louriero, gestore di un rifugio per clandestini a Nogales, nello stato messicano di Sonora.
I trafficanti, però, si sono ritrovati a dover affrontare anche un nuovo problema: cambiare le strade che consentivano il passaggio illegale.
Per la ‘Coalicion de los derechos Humano de Arizona’, organizzazione che si occupa dei diritti degli immigrati clandestini, la costruzione del muro fra Usa e Messico, l’incremento massiccio dei controlli di polizia, l’aumento dei prezzi voluto dai polleros e l’annunciata presenza della Guardia Nazionale, hanno causato la diminuzione delle traversate di clandestini. Ma il fenomeno, sono certi, non si fermerà per questi, tutto sommato piccoli intoppi.
 
Non sempre le traversate hanno successoAnche il sud. Il Messico, però, deve preoccuparsi anche della frontiera meridionale, quella con il Guatemala e il Belize. Da questo confine, infatti, passano legalmente, ma soprattutto illegalmente, decine di uomini tutti i giorni. Alcuni di loro transitano da qui per raggiungere il nord del Messico e arrivare negli Usa. Altri, invece, guatemaltechi in maggioranza, entrano illegalmente in Messico per poter lavorare e svolgere le mansioni che i cittadini messicani non vogliono più fare. Grazie alla fitta selva e ai passaggi praticamente introvabili da parte della polizia messicana, attraversare il confine meridionale del Messico è facilissimo.
 

Alessandro Grandi

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