27/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



La dura riforma di Sarkozy della legge sull'immigrazione in Francia
«Dobbiamo passare da un'immigrazione subita a un'immigrazione scelta». Con queste parole il ministro degli Interni francese Nicolas Sarkozy aveva presentato la nuova legge, che porterà il suo nome, sull’immigrazione. Il 17 giugno scorso il Senato francese l’ha approvata, nonostante le barricate dell’opposizione, e adesso la palla passa all’Assemblea Nazionale.
  
il ministro degli interni francese nicolas sarkozyRiforma radicale. Ma tutto lascia credere che, a parte una serie di emendamenti dell’opposizione che potranno tutt’al più ammorbidire un testo che si annuncia tra i più rigidi in materia in Europa, la legge sarà approvata. I punti chiave della riforma sono espressi dal commento di Sarkozy: l’immigrazione deve diventare una risorsa per la Francia e cessare di essere, almeno nella visione di Sarkozy, un problema. Spazio dunque all’immigrazione à la carte: i consolati francesi all'estero si occuperanno di una prima analisi delle domande di soggiorno e di lavoro, in base alle attitudini del richiedente. In poche parole, verrà valutato il grado d’istruzione del migrante e le sue capacità lavorative, incrociando i dati con le necessità del mercato del lavoro francese: questo permetterà di accettare solo gli immigrati necessari all’economia francese. In questo senso, la legge Sarkozy supera anche la legge Bossi – Fini in Italia, che per anni è stata considerata come la più restrittiva in materia nell’Unione europea. La legge italiana, infatti, regolamenta il numero d’ingressi consentiti in Italia secondo un criterio quantitativo (i cosiddetti ‘decreti flussi’), legando alle esigenze economico – industriali del paese la quantità di lavoratori stranieri necessari. La legge Sarkozy va oltre, elaborando un criterio qualitativo. Non conta più solo quante persone sono necessarie, ma anche e soprattutto che chi entra in Francia debba essere qualificato e specializzato.
  
corteo di sans papier (immigrati privi di documenti) a parigiMigliaia di vite appese a un filo. Le polemiche non sono mancate, rispetto a un testo di legge che, secondo l’opposizione e le associazioni che si battono per i diritti dei migranti, ha una marcata vena razzista. Gli oppositori della legge sostengono che, con il criterio della qualificazione, si appronta una politica verso il sud del mondo finalizzata al drenaggio dei talenti migliori, una sorta di fuga di cervelli pilotata. C’è inoltre nel testo di legge francese un altro elemento rivoluzionario, che consiste nell’eliminare un principio in vigore in Francia da tempo, quello secondo il quale il migrante clandestino si mette in regola dopo dieci anni. Sarkozy ritiene questo meccanismo un premio e un incentivo all’immigrazione clandestina. Per rendere meno dura la riforma, in particolare rispetto ai dieci anni di purgatorio prima di ottenere la regolarizzazione, Sarkozy ha promesso ‘l’amnistia’ a circa 800 famiglie che, trovandosi in questa situazione, hanno avuto figli in Francia, molti dei quali frequentano già la scuola. In totale la grazia riguarda 1200 persone, ma sono migliaia le famiglie che rischiano l’espulsione. Secondo una rete di educatori e insegnanti, uniti nell’associazione Istruzione Senza Frontiere, quando la legge sarà approvata, alla fine dell’anno scolastico sarebbero non meno di 10mila i bambini costretti a lasciare la Francia.  Un altro aspetto molto discusso della legge Sarkozy è quello che irrigidisce i criteri per ottenere il ricongiungimento familiare. Il lavoratore straniero in Francia, per ottenere l’arrivo della sua famiglia, dovrà infatti dimostrare di essere residente legalmente in Francia da almeno 18 mesi e di avere il reddito sufficiente a mantenere i suoi cari. Sapere quanti migranti potranno mai riuscirci, è un problema che pare non interessare Sarkozy. 

Christian Elia

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità