03/12/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.6 - 2004 dal 26/11 al 3/12

 

Iraq – Il 26 novembre un'autobomba è esplosa sulla strada che collega Kirkurk a Baghdad uccidendo tre civili. Sempre il 26, Jonadem kanna, presidente dell'Associazione Caldeo-Assira irachena, ha denunciato la fuga dal paese di 30 mila cristiani che denunciano abusi e violenze verso la loro confessione religiosa. In Iraq vivono un milione di cristiani su un totale della popolazione di 25 milioni di persone. Il 27 novembre la Mezzaluna Rossa riesce a portare soccorso alla popolazione civile di Falluja, dopo almeno tre tentativi andati a vuoto per il rifiuto delle autorità della Coalizione di concedere il passaggio ai mezzi di soccorso carichi di aiuti umanitari e medicinali. L'organizzazione è riuscita a distribuire cibo, coperte e medicinali a 150 civili rimasti intrappolati nella città sunnita teatro di un attacco della Coalizione. Secondo il portavoce della Mezzaluna Rossa le condizioni delle persone soccorse, in massima parte donne e bambini, sono gravi. Sempre il 27 le autorità della Coalizione hanno reso noto che il numero dei detenuti iracheni è di 8300, quasi raddoppiato rispetto ad un anno fa. Il 28 novembre l'esercito iracheno ha rinvenuto a Mosul, nel nord del Paese, 17 cadaveri di militari della Guardia Nazionale, catturati e giustiziati dai ribelli nelle ultime settimane. Sono 57 i corpi senza vita rinvenuti dai militari della Coalizione o del nuovo esercito iracheno nella città settentrionale dal 19 novembre a oggi. Sempre il 28 un'autobomba ha ucciso 5 civili a Samarra, cittadina sunnita nei pressi di Baghdad. Il 30 novembre un'autobomba a Baiji, a 200 chilometri da Baghdad, uccide quattro persone e ne ferisce 20. Tre dei morti e 17 dei feriti sono civili. Sempre il 30 nella cittadina di Zakho, al confine tra Siria e Iraq, una chiatta sovraccarica di passeggeri si è rovesciata mentre tentava di attraversare il Tigri. Annegano 40 persone, quasi tutti curdi. Il 30 l'ong britannica Medact ha diffuso un rapporto nel quale analizza l'impatto del conflitto sulla salute pubblica irachena. I danni sono molto gravi: aumento delle malattie prevenibili, cattiva gestione degli aiuti e ritardi nella ricostruzione del sistema sanitario.
Il 1 dicembre a Baquba tre fratelli, tra i 4 e i 6 anni, sono rimasti uccisi da un colpo di mortaio caduto nel cortile di casa loro, mentre giocavano. Nell'esplosione sono rimasti feriti altri cinque bambini che giocavano con loro. L'1 il quotidiano statunitense Washington Post ha rivelato che gli abusi commessi ad Abu Ghraib erano a conoscenza dei vertici del Pentagono fin dal dicembre del 2003. Lo scandalo sarebbe esploso solo un mese dopo.
Le stime delle vittime civili della guerra in Iraq parlano di 16771 vittime fino ad oggi. I militari della Coalizione uccisi sono 1402.
 
AfricaIsraele-Palestina – Il 26 novembre il gruppo B'Tselem, principale movimento israeliano per la difesa dei diritti umani, ha denunciato un 'cultura dell'impunità di fronte alla morte di civili palestinesi'. Il gruppo ha chiesto le dimissioni di Moshe Yaalon, capo di stato maggiore dell'esercito d'Israele. Gli attivisti accusano i militari di fare un uso indiscriminato della forza e di non rispondere mai dei loro eccessi in sede giudiziaria. Il gruppo sottolinea che a fronte di 1369 civili palestinesi uccisi dall'inizio della Seconda intifada (settembre 2000), di cui 529 bambini, solo 22 soldati siano stati incriminati per uso eccessivo della forza. Il 27 novembre tre bambine e un adolescente di 16 anni sono stati feriti da colpi sparati da soldati israeliani in un campo profughi palestinese a Rafah.
I bimbi correvano sotto la pioggia vicino alla frontiera Il 28 novembre è scoppiata una rivolta delle detenute palestinesi nel carcere israeliano di Hasharon. La sommossa è stata sedata con un bilancio di 10 detenute e due poliziotte ferite. Le detenute si battono per le condizioni fatiscenti del carcere e per il prolungarsi dello stato di fermo senza processo. Il 29 novembre il quotidiano israeliano Ha'aretz denuncia che circa 400 chilometri quadrati del territorio della Cisgiordania, cioè l'8 per cento circa del territorio che secondo le risoluzioni delle Nazioni Unite spetterebbe al futuro Stato palestinese, saranno inglobate da Israele con la costruzione della barriera di sicurezza voluta dal governo di Sharon. Sarebbe un'annessione territoriale ridotta rispetto a quella prevista all'inizio, ma lo Stato israeliano ha dovuto tener conto della decisione della Corte suprema israeliana che ha condannato l'invasività del tracciato del muro ritenuto eccessivamente penalizzante per la popolazione palestinese. Ad oggi sono stati costruiti circa 200 chilometri di muro dei 600 previsti.
Il 30 novembre l'esercito israeliano ha diffuso il risulatato dell'indagine condotta contro i militari che, settimana scorsa, hanno costretto il palestinese Wissam Tayem a suonare il violino al check point di Nablus. L'inchiesta ha assolto i militari da qualunque responsabilità, concludendo che Wissam ha suonato di sua spontanea volontà.
Le vittime della Seconda Intifada fino ad oggi sono 4585, tra le quali 3553 palestinesi e 961 israeliane.
 
Afghanistan – I comandi militari statunitensi in Afghanistan hanno annunciato i preparativi per una nuova offensiva generale contro le roccaforti della resistenza talebana. L'operazione, battezzata “Lighting Freedom” (libertà illuminante), dovrebbe scattare in coincidenza con l’insediamento ufficiale di Hamid Karzai alla presidenza del paese, il 7 dicembre. L’obiettivo è quello di annientare le roccaforti talebane sulle montagne del confine con il Pakistan in modo da scongiurare una prevedibile offensiva primaverile della guerriglia in vista delle elezioni parlamentari di aprile.
Guerriglia che intanto continua a colpire.
Il 27 novembre una pattuglia militare francese è stata attaccata a Kabul, rispondendo al fuoco e uccidendo un guerrigliero talebano.
Lo stesso giorno 3 soldati e 3 civili Usa sono morti quando l’aereo su cui viaggiavano è precipitato sullo montagne di Bamyan. Sarebbe stato un incidente secondo i comandi Usa.
Il 28 ottobre un commando di trenta guerriglieri talebani ha attaccato la sede di un’ong afgana a Delaram, provincia sud-occidentale di Nimruz, uccidendo 3 afgani del personale.
Le vittime di questa settimana fanno salire a 1.083 il numero dei morti dal 1° gennaio 2004 a causa del teoricamente concluso conflitto afgano. La maggior parte dei morti sono guerriglieri della resistenza talebana (507), seguono i militari e i poliziotti afgani (294), i civili (178), gli operatori umanitari internazionali (47), i soldati statunitensi (48) e quelli del contingente Isaf della Nato (5). 
 
HaitiWaziristan (Pakistan) – Il 26 novembre, il generale Safdar Hussain, comandante delle operazioni militare pachistane nelle aree tribali, ha annunciato la fine delle operazioni anti-terrorismo in Waziristan dopo nove mesi di guerra (costati la vita a 340 guerriglieri, 200 soldati e decine e decine di civili) e il ritiro di gran parte delle 70 mila truppe dispiegate nell’area. Hussain ha dichiarato che nella regione la pace è stata restaurata, pur ammettendo che non si è trovata traccia degli obiettivi principali: bin Laden, al-Zawahiri e il mullah Omar. La fine delle ostilità è seguita ad accordi tra il governo e i capi tribù locali, che si sono impegnati a non sostenere più la guerriglia afgana e i terroristi stranieri.
Questi intanto, fuggiti dal Waziristan, si sono sparsi per le città pachistane, soprattutto a Quetta, dove il 1° dicembre la polizia ha ucciso un ‘terrorista’ ceceno.
Il 25 un altro ‘terrorista’, afgano, era stato ucciso dalla polizia a Lahore.
 
Cecenia (Russia) – Continuano senza sosta gli scontri armati e i bombardamenti russi nelle due principali gole delle montagne del sud, la gola del fiume Argun (distretti di Shatoi e Itum-Kale) e la gola del fiume Vashtar (distetto di Vedeno).
Secondo i bollettini settimanali diffusi (con una settimana di ritardo) dagli indipendentisti ceceni, tra il 20 e il 26 novembre 112 soldati russi sono stati uccisi in diversi combattimenti verificatisi nella gola di Argun. Il 29 novembre otto soldati russi sono stati uccisi in un agguato dei guerriglieri nel distretto di Shatoi.
Per quanto riguarda invece il fronte di Vedeno, il 27 novembre undici soldati russi e due guerriglieri ceceni sono morti in una violenta battaglia. Il 28 novembre l’aviazione russa ha bombardato le foreste circostanti, e il giorno dopo, 29 novembre, l’esercito russo ha sferrato un’offensiva nella stessa zona, uccidendo 4 guerriglieri e perdendo 5 soldati.
Il 25 novembre le forze speciali russe hanno attaccato una casa alla periferia di Nazran, nella vicina Inguscezia, uccidendo Akhmed Sambiyev, conosciuto come ‘l’arabo bianco’, uno dei luogotenenti di Shamil Basayev.
 
Kashmir (India) – Agli scontri armati tra guerriglia separatista ed esercito indiano, si sono aggiunte le violenze dei militari indiani contro le pacifiche manifestazioni di civili kashmiri.
Il 27 novembre 4 miliziani sono stati uccisi in uno scontro a fuoco avvenuto sulle sponde del turistico lago di Dal, alle porte di Srinagar.
Il 28 novembre 7 poliziotti indiani sono stati uccisi da un indipendentista kashmiro infiltratosi nel gruppo come agente.
Nello stesso giorno 2 collaborazionisti sono stati assassinati nelle loro case dalla guerriglia nei distretti di Anantnag e Pulwama.
Il 29 novembre i fucilieri indiani hanno aperto il fuoco contro una manifestazione di civili che protestavano contro le violenze della polizia indiana nel villaggio di Dangerpora, distretto di Budgam: 2 morti e decine di feriti.
Lo stesso giorno, durante un sit- in di protesta, un bimbo di otto anni è stato investito e ucciso da un mezzo militare dell’esercito che stava disperdendo la folla.
Il 30 novembre un’altra manifestazione, nel villaggio di Hakbara, distretto di Baramulla, è stata dispersa a fucilate dai soldati indiani: un morto e 40 feriti.
In quindici anni, la guerra tra i separatisti sostenuti dal Pakistan e le forze di sicurezza indiane, ha causato (secondo le stime ufficiali) almeno 66 mila morti, in maggioranza civili kashmiri. Fonti kashmire stimano invece un numero di vittime compreso tra gli 80 e i 100 mila morti.
 
ColombiaRepubblica Democratica del Congo - Un numero imprecisato di soldati ruandesi ha sconfinato nel territorio della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) alla ricerca dei guerriglieri hutu nascosti in territorio congolese da dopo il genocidio del 1994. La presenza di soldati stranieri nella Rdc ha dato vita a nuove tensioni diplomatiche tra i due Paesi, protagonisti di una guerra civile quinquennale per il controllo del territorio e delle risorse. Il governo ruandese ha assicurato che la presenza temporanea delle proprie truppe nella Rdc non disturberà né militari né civili congolesi e servirà esclusivamente a dare la caccia ai guerriglieri.
 
Somalia – Trenta persone sono rimaste uccise in scontri tra clan nella regione centrale di Galgadud. I feriti sarebbero 70. Non sono ancora chiare le motivazioni che hanno generato i combattimenti, anche se si teme che siano legati a qualche risentimento per la nomina dei componenti del nuovo Gabinetto, avvenuta questa settimana nella capitale del Kenya, Nairobi.
La recente nomina a presidente ad interim di Abdullahi Yussuf  Ahmed, dopo 13 anni di assenza di governo e anarchia, aveva fatto sperare la comunità internazionale in una possibile rinascita della Somalia, marcata da profonde divisioni di clan, comunità e signori della guerra dalla caduta del dittatore Siad Barre nel 1991. Ma gli scontri di Galgadud, area soggetta a simili crisi, e l’attentato allo stesso Yussuf di poche settimane indicano che la strada per la ricostruzione è ancora molto lunga.
 
Colombia Otto civili, 2 guerriglieri e quattro paramilitari sono morti venerdì 26 dicembre in tre scontri armati nel dipartimento nordoccidentale di Chocó, una delle regioni più colpite dalla guerra in Colombia.
L’episodio più grave è avvenuto a Bebedó, dove 30 combattenti delle Autodifese unite della Colombia (Auc) hanno ingaggiato una battaglia nel centro abitato contro 120 guerriglieri dell’Esercito di liberazione nazionale (Eln). Sono rimasti uccisi 1 consigliere comunale e altri 4 abitanti, tra cui 1 bambina di sette anni. A La Virgen, uomini dell’Eln hanno teso un’imboscata a un autobus del trasporto pubblico: 1 giornalista, 1 funzionario del comune di Istmina e l’autista sono stati sequestrati dai guerriglieri.
Una persona è morta e altre 7 sono rimaste ferite lunedì 29 novembre, in un’esplosione a Bogotà, nel quartiere sud. Nessun gruppo ha rivendicato l’attentato.
Un poliziotto è morto e 1 civile è rimasto ferito, lunedì 29 novembre, durante un attacco armato delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc). I guerriglieri hanno sparato per quindici minuti contro gli agenti di guardia alla stazione di polizia di Guachucal, a 600 chilometri a sudest di Bogotà.
 
Haiti – Martedì 1 dicembre 2004 nel distretto di Delmas sostenitori del deposto presidente Jean Bertrande Aristide hanno manifestato incendiando autovetture e causando il ferimento di almeno 5 persone. Mercoledì 2 dicembre 2004 una piccola rivolta nel carcere della capitale Port au Prince ha causato la morte di 7 detenuti e il ferimento di almeno altri 2, i dati vengono forniti dal portavoce della polizia. Non meglio è andata alle forze di sicurezza del carcere. Fra loro vi sono stati 4 feriti nel corso di degli scontri. Durante la settimana sono stati almeno 5 i morti per gli incidenti dovuti alla situazione politica. Protagonista degli scontri la zona di Citè Militaire, notoriamente uno dei quartieri più a rischio della capitale haitiana.
 
Nepal – Il 27 novembre i ribelli maoisti respingono l’ultimatum del governo che chiede di iniziare i negoziati di pace entro due mesi. Il 2 dicembre due esplosioni colpiscono la capitale Kathmandu. Gli attacchi non sono stati rivendicati, ma il governo ha incolpato ancora una volta i guerriglieri.
 
Cina Domenica 28 dicembre l’ennesima esplosione in una miniera causa la morte di 166 minatori. Le vittime sono tuttora disperse a diversi chilometri di profondità, ma il governo le ha dichiarate ufficialmente morte. La tragedia è avvenuta nella provincia dello Shaanxi ed è la più grave degli ultimi dieci anni. Incidenti di questo tipo sono assai frequenti nella Repubblica Popolare: l’ultimo, infatti è avvenuto in una miniera del sud del Paese, dove hanno perso la vita 10 minatori. In Cina ogni anno più di 7mila persone muoiono nelle miniere di carbone.
 
Indonesia ­Il 28 novembre l'Esercito indonesiano ha dichiarato che negli ultimi scontri di giovedì e venerdì scorsi contro i ribelli separatisti della provincia settentrionale dell'Aceh sono stati uccisi 11 guerriglieri. Il 27 novembre, il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono si era recato in visita nella regione. Il conflitto tra il Movimento per l'Aceh libero (Gam) e il governo dura dal 1976 e finora ha causato la morte di 12mila persone.
 
Filippine Sarebbero oltre 900 le vittime delle inondazioni che colpiscono le Filippine da una settimana. Le città più colpite sono sulla costa orientale dell’isola di Luzon (Real, Infanta e General Nakar). Ci si prepara però all’arrivo di un altra perturbazione. Si tratta del tifone Nanmadol, che potrebbe avere raffiche fino a 240km/h. e si prevede che raggiungerà le coste orientali di Luzon tra il pomeriggio e la notte del 2 dicembre.

 

Categoria: Guerra
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