21/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Intervista a Paolo fattori autore del libro 'La federazione del Tropico
Paolo Fattori, autore di "La federazione del Tropico", psicologo appassionato di Sud America, nasce nel 1963 a Milano. Impegnato da sempre nel sociale ha da poco terminato una missione in Sri Lanka dove ha gestito un progetto psico-sociale per le popolazioni colpite dallo tsunami. Collabora con diverse Ong e anche con cooperative che si occupano di disagio giovanile. Dagli anni novanta, Paolo Fattori, ha iniziato il suo ‘viaggio’. Ha conosciuto diverse realtà dell’America Latina, dell’Asia e dell’India. A lui abbiamo chiesto di analizzare la situazione della Bolivia attuale mettendo in evidenza le differenze fra i governi passati e quello di Evo Morales
 
CocalerosE’ cambiato qualcosa in Evo Morales da quando l’ha conosciuto?
Innanzitutto è cambiata la sua situazione oggettiva. Quando ho avuto modo di conoscerlo io, alcuni anni fa, era un personaggio politico in costante confronto e anche in costante conflitto con il potere centrale boliviano. Era ancora una figura politica marginale, anche perché si occupava del sindacato. Era un uomo che difendeva diritti di nicchia di una particolare fascia della popolazione: i cocaleros. Per questo era anche malvisto dal potere centrale istituzionale. Evo Morales è un uomo di lotta è un difensore dei diritti dei più deboli. Già al tempo in cui l’ho conosciuto io,  era considerato un uomo di grande carisma, un leader.
 
Pensa che esista ancora la possibilità che la politica di Morales dia così tanto fastidio da pensare di eliminarlo?
Credo che la situazione attuale in Bolivia, ma anche nel resto dell’America Latina, sia molto diversa rispetto a 20 o 30 anni fa. Trent’anni fa un personaggio come Morales avrebbe fatto certamente una brutta fine. La preponderanza dei poteri istituzionali, o delle varie aggregazioni di potere legate all’esercito o ai ceti ricchi e dominanti, avrebbero fatto di tutto per sbarazzarsi di un soggetto come Morales. Adesso la situazione complessiva è diversa. Il periodo storico che stiamo vivendo è diverso. Questo fattore è importante soprattutto paragonato al contesto geopolitico in cui versa l’America Latina. Ricordiamo che negli ultimi 20 o 30 anni l’area in questione era in fermento e si verificavano spessissimo golpe militari, adesso non è più così.
 
Evo MoralesLa condizione politica attuale in America Latina potrebbe avere un'influenza positiva per la Bolivia?
Potrebbe essere un fattore stabilizzante. I governi attuali in Sudamerica, da molti definiti populisti, potrebbero impedire colpi di mano da parte possibili golpisti. Comunque ritengo che per far arrivare Morales a occuparequella posizione, ci debbano essere stati anche degli accordi, ad esempio con gli uomini dell’esercito. Al di là di tutto, Morales, ha conquistato la fiducia della popolazione, non solo di quella maggiormente indigente. E’ riuscito anche a farsi apprezzare dalla società civile e dai ceti sociali medi.
 
Foglia di coca e cocainaCome si fa ancora oggi a confondere un contadino cocalero con un narcotrafficante?
Purtroppo questo fa parte della propaganda, talvolta dell’ipocrisia, molto spesso della menzogna. Punti di convivenza ci possono essere tra il contadino e il trafficante, questo non si può negare. Ci sono stati in passato, ci potranno essere in futuro. Anche perché i cocaleros vivono da sempre in una condizione di totale debolezza economica e il alcuni casi sono diventati succubi di un sistema al quale non possono effettivamente ribellarsi. Quando invece il loro lavoro viene rivendicato dalle lotte sindacali per il diritto alla sopravvivenza di una popolazione che da 3000 anni coltiva coca per il proprio uso tradizionale, ecco, in questo caso mi sento di dire che non esistono analogie fra cocaleros e narcos. I contadini fra l’altro non hanno il potere di gestire un traffico così ampio. Chi gestisce il tutto lo fa perché è in grado di farlo. Perché ha a disposizione una forte organizzazione.
 
Secondo lei, che conosce la Bolivia, quale futuro potrà avere questa nazione?
La partita che Morales sta giocando adesso è molto importante. Deve innanzitutto mantenere le promesse fatte alla popolazione durante la campagna elettorale. Tanto più se queste promesse riguardano le risorse del Paese. Se riesce a ridiscutere i contratti per l’utilizzo delle risorse boliviane e i guadagni riesce a convogliarli verso i bisogni dei boliviani sarebbe già un grande passo avanti per tutti i cittadini. 
 
 
 
 
 
 

Alessandro Grandi

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