30/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Ssn fornisce prestazioni che pochi altri al mondo concedono
Un collega in vacanza negli Stati Uniti mi ha raccontato di aver soccorso un passante stramazzato al suolo lungo la Fifth Avenue: entro pochissimi minuti sono arrivate quattro autoambulanze ma, appreso che il passante non aveva un’assicurazione sanitaria, hanno lasciato a terra lui e lo sconcertato soccorritore. L’ambulanza del servizio pubblico è arrivata solo dopo un’altra mezz’ora.

Un secondo medico italiano si trova in vacanza negli Stati Uniti con la moglie, che viene colta da una leggera forma di cistite. La farmacia a cui si rivolgono rifiuta di consegnare un disinfettante per il quale occorre la ricetta medica. Occorre quindi recarsi al pronto soccorso, dove viene stilata la ricetta per un banale disinfettante solo dopo che la donna è stata visitata da un urologo e da un ginecologo e dopo un prelievo delle urine mediante cateterismo, a fronte di una parcella esorbitante.

Anche chi ha un lavoro ben remunerato, negli Stati Uniti, può non permettersi interventi chirurgici importanti (come quelli al cuore), gratuiti in Italia. I cittadini italiani non sono abbastanza informati su quello che accade nei Paesi in cui manca un sistema sanitario nazionale esteso a tutta la popolazione.
 
Pochi sanno, per esempio, che interventi di routine come l’applicazione di un pacemaker o di uno stent coronarico possono avere un costo complessivo di varie decine di migliaia di euro, e che la cura di una neoplasia, pur salvando la vita a una persona, possa costarne ai cittadini centinaia di migliaia. Tali spese però in Italia non gravano sui diretti interessati (i malati), ma vengono sostenute dall’intera comunità.

Il Servizio sanitario nazionale (Ssn) ha dunque dovuto operare alcune scelte, accollandosi gli oneri più gravosi e lasciando a carico dei cittadini le piccole patologie. Di tutto ciò il paziente non ha il minimo sentore e anzi molti italiani percepiscono solo i lati negativi che derivano dalla loro esperienza diretta (come il pagamento del ticket, le liste di attesa, la scomodità degli orari degli ambulatori).

E’ assolutamente necessario che gli aspetti positivi vengano messi in risalto, in modo che tutti si rendano conto che il Ssn va fortemente a favore del cittadino. Capita, invece, per assurdo, che una persona cui vengono erogati gratuitamente un’operazione per un tumore, molti cicli di chemioterapia e di radioterapia, analisi di controllo e accertamenti periodici, abbia una percezione negativa del Ssn perché deve magari pagare pochi euro per una pomata dermatologica.

Consentire tale percezione negativa gioca a favore di chi auspica il progressivo smantellamento del servizio pubblico che, malgrado una serie di difetti, fornisce prestazioni che pochi altri al mondo concedono. La strada da percorrere è semmai quella della lotta agli sprechi e della responsabilizzazione degli utenti, disinnescando i meccanismi che favoriscono l’uso improprio delle risorse.
 
La sanità si avvia verso una strutturazione simile a quella delle assicurazioni di “copertura dei grandi rischi”. Ciò obbliga a trascurare la copertura delle piccole patologie, ma molti di quelli che ora si lamentano per piccoli disagi sarebbero, in altre nazioni, già morti.

Daniele Zamperini
Medicina legale, Roma

 
Categoria: Diritti, Salute
Luogo: Italia