19/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Una caricatura del leader di Hizbollah Nasrallah scatena le proteste degli sciiti
Scritto per noi da
Erminia Calabrese
 
Primo giugno. Ore 20.30. Il leader di Hizbollah, Hassan Nasrallah, appare in televisione con un  turbante nero e grandi occhiali, una lunga barba e un’ampia jallabia (il vestito tradizionale arabo )  gialla e arancione. Nasrallah, conosciuto come il sayyed, beve una spremuta di arancia e parla di sesso. Evoca il consumo di alcool e il gioco delle carte, due attività proibite a qualsiasi musulmano. È una caricatura delicata, visti i tempi che corrono in Libano, quella messa in scena dal programma Basmat Watan sulla Tv libanese Lbc, una rete vicina all’estrema destra delle Forze Libanesi, e al loro leader Samir Geagea,.
 
Satira. Il programma Basmat Watan è un programma di satira politica, il cui titolo può essere tradotto in due modi: il sorriso di un paese oppure quando un paese è morto (basmat watani o bas mat watan). I colori della sua jallabia non sono casuali: il giallo è il colore della bandiera di partito, mentre l’arancio sottolinea la sua alleanza con il generale cristiano maronita Aoun, il cui colore è appunto l’arancione. Un’alleanza sgradita a molti cristiani libanesi. Questa caricatura del sayyed non piace ai suoi sostenitori, a quelli che fan parte della muqawama, della resistenza, e così la banlieu libanese scende in strada manifestando la rabbia.
 
Gli scontri. Ore 21. Mezz’ora dopo il programma a Beirut, Saida e Tiro, lo scenario è unico: manifestanti in strada, pneumatici che bruciano, strade bloccate, slogan e grida contro Geagea (al Hakim, per i suoi fedeli) e le forze libanesi. A Beirut Sud la strada dell’aeroporto Tariq al matar è bloccata, una folla di sciiti e sostenitori del sayyed scendono in strada arrivando fino a Tayyoun. La folla grida slogan contro Geagea, che ancora oggi nella convinzione popolare è considerato il proprietario della Lbc. In realtà il 49% delle azioni della rete sono state acquistate dal principe saudita Walad bin Talal e il resto da due libanesi Frangie e Issam Fares, anche se la redazione resta comunque in mano a esponenti delle forze libanesi. Anche a Beirut Nord, ad Adma davanti alla sede della Lbc, i manifestanti bruciano auto, gridano di annullare la trasmissione e chiedono a Charbel Khalil, direttore del programma, di scusarsi. Hassan 19 anni: “Charbel Khalil deve scusarsi. Qui non c’entra la libertà d’espressione. È una mancanza di rispetto” Ramzi, 23 anni: “Non siamo contro la libertà di espressione ma Nasrallah oltre che un leader politico è anche uno sheikh per noi, è un capo religioso e non si può rendere ridicolo chi per noi è un simbolo religioso”.
 
Fitna, la discordia. Ad Asharafiyye e nella strada Monot, il centro della vita notturna beirutina, gli slogan più duri sono contro Sami Gemayel, figlio dell’ex presidente, Amin Gemayel, e leader del movimento Loubnanouna, che si oppone a Hizbollah. Questi cerca invano di organizzare una contro manifestazione, ma viene fermato sia dalla sicurezza che dai manifestanti, finendo in ospedale. A Tiro, la banlieu du sud a forte maggioranza sciita, i giovani cercano di reclutare anche i palestinesi dei campi profughi. Ma l’esercito blocca le strade in modo che questi non possano raggiungere la capitale. La televisione Al Manar, emittente ufficiale di Hizbollah, invita tutti a ritornare a casa e nello stesso tempo, vari politici Hizbollah scendono in strada cercando di calmare i manifestanti. Ecco come, ancora una volta, una manifestazione in Libano prende una piega confessionale. Maher, 24 anni: “Tutto questo aumenta la fitna (discordia) tra noi e i cristiani. Loro hanno insultato il simbolo della resistenza libanese”.
 
Il Libano resta una nave senza capitano, che viene agitata secondo il capriccio delle onde. Una nave che avanza sola senza un piano di traversata né una destinazione fissa, ma che prega affinché la grossa tempesta non riappaia. 
Categoria: Politica, Media
Luogo: Libano