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Dichiarazione di pace. La
domanda è retorica, non sarà certo il mondiale di Germania a salvare la vita
degli iracheni. Eppure in una situazione in cui nulla di quello che le autorità
hanno fatto per riprendere il controllo del territorio sembra avere avuto
effetto, non c’è nulla che sia davvero inutile tentare. Così da un'idea forse
un po’ bizzarra, si è passati alle vie di fatto. Il governatore di Bassora,
Mohamed al Wa’ili, ha riunito il consiglio cittadino per concordare una tregua
mondiale. Al Wa’ili ha organizzato una riunione nel centro congressi di
Bassora, a cui sono stati invitati i politici dell’opposizione, i leader
tribali e i religiosi della zona, per concordare una dichiarazione di intenti
che ha preso il nome di Basra Peace Declaration. Il documento è poco più che un
appello alla sospensione delle violenze. Una chiamata all’amicizia e alla pace,
allo scopo di creare “un’atmosfera appropriata ” per gli abitanti di Bassora
che intendono vedere le partite del mondiale tedesco senza paura. Il calcio è
molto seguito in Iraq, specialmente tra i giovani, e la voglia di evasione e
normalità sta prendendo il sopravvento anche sugli orrori della vita
quotidiana. Poco importa se la nazionale irachena non partecipa nemmeno: gli ex
calciatori di Saddam sono stati fermati nel corso delle qualificazioni, battuti
da Arabia Saudita e Bahrain. Al termine del giro delle firme sul documento,
l’ottimismo era tale che è stata organizzata una festa in cui, magie del
merchandising calcistico globalizzato, sono stati distribuiti gadget del
calciatore del Manchester United David Beckham.
Sotto controllo? Giusto una decina di giorni fa al Maliki si
era recato a Bassora, per imporre lo stato di emergenza nella speranza di
riportare l'ordine. Ma già l’indomani un'autobomba aveva ucciso ventotto
persone e undici altre erano state massacrate in una moschea sunnita. Domenica
11 il vice governatore della città, Nusayef Jassim al Ibadi, aveva rassicurato
i media dicendo: ”E' tornata la calma, in seguito all'applicazione del piano per
la sicurezza la situazione è sotto controllo”. Ma mercoledì una folla di
qualche centinaio di persone inferocite è scesa per le strade di Bassora e ha
attaccato la sede del consolato iraniano. Il motivo? Gli insulti nei confronti
di un religioso sciita iracheno, andati in onda su una televisione satellitare
iraniana. Forse quelle persone avrebbero fatto meglio a guardare una partita in
tv.Naoki Tomasini